{"collection":"Bible & Christianity","html_url":"https://unchartedknowledge.5gfusion.net/browse/bib/wb/ita/jer.htm","path":"bib/wb/ita/jer.htm","source_url":"https://sacred-texts.com/bib/wb/ita/jer.htm","text":"1:1 Parole di Geremia, figliuolo di Hilkia, uno dei sacerdoti che stavano ad Anatoth, nel paese di Beniamino.\n1:2 La parola dell\u2019Eterno gli fu rivolta al tempo di Giosia, figliuolo d\u2019Amon, re di Giuda, l\u2019anno tredicesimo del suo regno, e al tempo di Jehoiakim,\n1:3 figliuolo di Giosia, re di Giuda, sino alla fine dell\u2019anno undecimo di Sedechia, figliuolo di Giosia, re di Giuda, fino a quando Gerusalemme fu menata in cattivit\u00e0, il che avvenne nel quinto mese.\n1:4 La parola dell\u2019Eterno mi fu rivolta, dicendo:\n1:5 \"Prima ch\u2019io ti avessi formato nel seno di tua madre, io t\u2019ho conosciuto; e prima che tu uscissi dal suo seno, io t\u2019ho consacrato e t\u2019ho costituito profeta delle nazioni\".\n1:6 E io risposi: \"Ahim\u00e8, Signore, Eterno, io non so parlare, poich\u00e9 non sono che un fanciullo\".\n1:7 Ma l\u2019Eterno mi disse: \"Non dire: Sono un fanciullo, poich\u00e9 tu andrai da tutti quelli ai quali ti mander\u00f2, e dirai tutto quello che io ti comander\u00f2.\n1:8 Non li temere, perch\u00e9 io son teco per liberarti, dice l\u2019Eterno\".\n1:9 Poi l\u2019Eterno stese la mano e mi tocc\u00f2 la bocca; e l\u2019Eterno disse: \"Ecco, io ho messo le mie parole nella tua bocca.\n1:10 Vedi, io ti costituisco oggi sulle nazioni e sopra i regni, per svellere, per demolire, per abbattere, per distruggere, per edificare e per piantare\".\n1:11 Poi la parola dell\u2019Eterno mi fu rivolta, dicendo: \"Geremia, che vedi?\" Io risposi: \"Vedo un ramo di mandorlo\". E l\u2019Eterno mi disse:\n1:12 \"Hai veduto bene, poich\u00e9 io vigilo sulla mia parola per mandarla ad effetto\".\n1:13 E la parola dell\u2019Eterno mi fu rivolta per la seconda volta, dicendo: \"Che vedi?\" Io risposi: \"Vedo una caldaia che bolle ed ha la bocca v\u00f2lta dal settentrione in qua\". E l\u2019Eterno mi disse:\n1:14 \"Dal settentrione verr\u00e0 fuori la calamit\u00e0 su tutti gli abitanti del paese.\n1:15 Poich\u00e9, ecco, io sto per chiamare tutti i popoli dei regni del settentrione, dice l\u2019Eterno; essi verranno, e porranno ognuno il suo trono all\u2019ingresso delle porte di Gerusalemme, contro tutte le sue mura all\u2019intorno, e contro tutte le citt\u00e0 di Giuda.\n1:16 E pronunzier\u00f2 i miei giudizi contro di loro, a motivo di tutta la loro malvagit\u00e0, perch\u00e9 m\u2019hanno abbandonato e hanno offerto il loro profumo ad altri d\u00e8i e si son prostrati dinanzi all\u2019opera delle loro mani.\n1:17 Tu dunque, cingiti i lombi, l\u00e8vati, e di\u2019 loro tutto quello che io ti comander\u00f2. Non ti sgomentare per via di loro, ond\u2019io non ti renda sgomento in loro presenza.\n1:18 Ecco, oggi io ti stabilisco come una citt\u00e0 fortificata, come una colonna di ferro e come un muro di rame contro tutto il paese, contro i re di Giuda, contro i suoi principi, contro i suoi sacerdoti e contro il popolo del paese.\n1:19 Essi ti faranno la guerra, ma non ti vinceranno, perch\u00e9 io son teco per liberarti, dice l\u2019Eterno\".\n2:1 La parola dell\u2019Eterno mi fu ancora rivolta, dicendo: Va\u2019, e grida agli orecchi di Gerusalemme:\n2:2 Cos\u00ec dice l\u2019Eterno: Io mi ricordo dell\u2019affezione che avevi per me quand\u2019eri giovane, del tuo amore quand\u2019eri fidanzata, allorch\u00e9 tu mi seguivi nel deserto, in una terra non seminata.\n2:3 Israele era consacrato all\u2019Eterno, le primizie della sua rendita; tutti quelli che lo divoravano si rendevan colpevoli, e la calamit\u00e0 piombava su loro, dice l\u2019Eterno.\n2:4 Ascoltate la parola dell\u2019Eterno, o casa di Giacobbe, e voi tutte le famiglie della casa d\u2019Israele!\n2:5 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Quale iniquit\u00e0 hanno trovata i vostri padri in me, che si sono allontanati da me, e sono andati dietro alla vanit\u00e0, e son diventati essi stessi vanit\u00e0?\n2:6 Essi non hanno detto: \"Dov\u2019\u00e8 l\u2019Eterno che ci ha tratti fuori dal paese d\u2019Egitto, che ci ha menati per il deserto, per un paese di solitudine e di crepacci, per un paese d\u2019aridit\u00e0 e d\u2019ombra di morte, per un paese per il quale nessuno pass\u00f2 mai e dove non abit\u00f2 mai nessuno?\"\n2:7 E io v\u2019ho condotti in un paese ch\u2019\u00e8 un frutteto, perch\u00e9 ne mangiaste i frutti ed i buoni prodotti; ma voi, quando vi siete entrati, avete contaminato il mio paese e avete fatto della mia eredit\u00e0 un\u2019abominazione.\n2:8 I sacerdoti non hanno detto: \"Dov\u2019\u00e8 l\u2019Eterno?\" i depositari della legge non m\u2019hanno conosciuto, i pastori mi sono stati infedeli, i profeti hanno profetato nel nome di Baal, e sono andati dietro a cose che non giovano a nulla.\n2:9 Perci\u00f2 io contender\u00f2 ancora in giudizio con voi, dice l\u2019Eterno, e contender\u00f2 coi figliuoli de\u2019 vostri figliuoli.\n2:10 Passate dunque nelle isole di Kittim, e guardate! Mandate a Kedar e osservate bene, e guardate se avvenne mai qualcosa di simile!\n2:11 V\u2019ha egli una nazione che abbia cambiato i suoi d\u00e8i, quantunque non siano d\u00e8i? Ma il mio popolo ha cambiato la sua gloria per ci\u00f2 che non giova a nulla.\n2:12 O cieli, stupite di questo; inorridite e restate attoniti, dice l\u2019Eterno.\n2:13 Poich\u00e9 il mio popolo ha commesso due mali: ha abbandonato me, la sorgente d\u2019acqua viva, e s\u2019\u00e8 scavato delle cisterne, delle cisterne screpolate, che non tengono l\u2019acqua.\n2:14 Israele \u00e8 egli uno schiavo? \u00e8 egli uno schiavo nato in casa? Perch\u00e9 dunque \u00e8 egli diventato una preda?\n2:15 I leoncelli ruggono contro di lui, e fanno udire la loro voce, e riducono il suo paese in una desolazione; le sue citt\u00e0 sono arse, e non vi son pi\u00f9 abitanti.\n2:16 Perfino gli abitanti di Nof e di Tahpanes ti divorano il cranio.\n2:17 Tutto questo non ti succede egli perch\u00e9 hai abbandonato l\u2019Eterno, il tuo Dio, mentr\u2019egli ti menava per la buona via?\n2:18 E ora, che hai tu da fare sulla via che mena in Egitto per andare a bere l\u2019acqua del Nilo? o che hai tu da fare sulla via che mena in Assiria per andare a bere l\u2019acqua del fiume?\n2:19 La tua propria malvagit\u00e0 \u00e8 quella che ti castiga, e le tue infedelt\u00e0 sono la tua punizione. Sappi dunque e vedi che mala ed amara cosa \u00e8 abbandonare l\u2019Eterno, il tuo Dio, e il non aver di me alcun timore, dice il Signore, l\u2019Eterno degli eserciti.\n2:20 Gi\u00e0 da lungo tempo tu hai spezzato il tuo giogo, rotti i tuoi legami e hai detto: \"Non voglio pi\u00f9 servire!\" Ma sopra ogni alto colle e sotto ogni albero verdeggiante ti sei buttata gi\u00f9 come una prostituta.\n2:21 Eppure, io t\u2019avevo piantato come una nobile vigna tutta del miglior ceppo; come dunque mi ti sei mutato in rampolli degenerati di una vigna straniera?\n2:22 Quand\u2019anche tu ti lavassi col nitro e usassi molto sapone, la tua iniquit\u00e0 lascerebbe una macchia dinanzi a me, dice il Signore, l\u2019Eterno.\n2:23 Come puoi tu dire: \"Io non mi son contaminata, non sono andata dietro ai Baal?\" Guarda i tuoi passi nella valle, riconosci quello che hai fatto, dromedaria leggera e vagabonda!\n2:24 Asina salvatica, avvezza al deserto, che aspira l\u2019aria nell\u2019ardore della sua passione, chi le impedir\u00e0 di soddisfare la sua brama? Tutti quelli che la cercano non hanno da affaticarsi; la trovano nel suo mese.\n2:25 Guarda che il tuo piede non si scalzi e che la tua gola non s\u2019inaridisca! Ma tu hai detto: \"Non c\u2019\u00e8 rimedio; no, io amo gli stranieri, e andr\u00f2 dietro a loro!\"\n2:26 Come il ladro \u00e8 confuso quand\u2019\u00e8 c\u00f2lto sul fatto, cos\u00ec son confusi quelli della casa d\u2019Israele: essi, i loro re, i loro capi, i loro sacerdoti e i loro profeti,\n2:27 i quali dicono al legno: \"Tu sei mio padre\", e alla pietra: \"Tu ci hai dato la vita!\" Poich\u2019essi m\u2019han voltato le spalle e non la faccia; ma nel tempo della loro sventura dicono: \"L\u00e8vati e salvaci!\"\n2:28 E dove sono i tuoi d\u00e8i che ti sei fatti? Si levino, se ti posson salvare nel tempo della tua sventura! Perch\u00e9, o Giuda, tu hai tanti d\u00e8i quante citt\u00e0.\n2:29 Perch\u00e9 contendereste meco? Voi tutti mi siete stati infedeli, dice l\u2019Eterno.\n2:30 Invano ho colpito i vostri figliuoli; non ne hanno ricevuto correzione; la vostra spada ha divorato i vostri profeti, come un leone distruttore.\n2:31 O generazione, considera la parola dell\u2019Eterno! Son io stato un deserto per Israele? o un paese di fitte tenebre? Perch\u00e9 dice il mio popolo: \"Noi siamo liberi, non vogliamo tornar pi\u00f9 a te?\"\n2:32 La fanciulla pu\u00f2 essa dimenticare i suoi ornamenti, o la sposa la sua cintura? Eppure, il mio popolo ha dimenticato me, da giorni innumerevoli.\n2:33 Come sei brava a trovar la via per correr dietro ai tuoi amori! Perfino alle male femmine hai insegnato i tuoi modi!\n2:34 Fino nei lembi della tua veste si trova il sangue di poveri innocenti, che tu non hai c\u00f2lto in flagrante delitto di scasso;\n2:35 eppure, dopo tutto questo, tu dici: \"Io sono innocente; certo, l\u2019ira sua s\u2019\u00e8 stornata da me\". Ecco, io entrer\u00f2 in giudizio con te, perch\u00e9 hai detto: \"Non ho peccato\".\n2:36 Perch\u00e9 hai tanta premura di mutare il tuo cammino? Anche dall\u2019Egitto riceverai confusione, come gi\u00e0 l\u2019hai ricevuta dall\u2019Assiria.\n2:37 Anche di l\u00e0 uscirai con le mani sul capo; perch\u00e9 l\u2019Eterno rigetta quelli ne\u2019 quali tu confidi, e tu non riuscirai nel tuo intento per loro mezzo.\n3:1 L\u2019Eterno dice: Se un uomo ripudia la sua moglie e questa se ne va da lui e si marita a un altro, quell\u2019uomo torna egli forse ancora da lei? Il paese stesso non ne sarebb\u2019egli tutto profanato? E tu, che ti sei prostituita con molti amanti, ritorneresti a me? dice l\u2019Eterno.\n3:2 Alza gli occhi verso le alture, e guarda: Dov\u2019\u00e8 che non ti sei prostituita? Tu sedevi per le vie ad aspettare i passanti, come fa l\u2019Arabo nel deserto, e hai contaminato il paese con le tue prostituzioni e con le tue malvagit\u00e0.\n3:3 Perci\u00f2 le grandi piogge sono state trattenute, e non v\u2019\u00e8 stata pioggia di primavera; ma tu hai avuto una fronte da prostituta, e non hai voluto vergognarti.\n3:4 E ora, non \u00e8 egli vero? tu gridi a me: \"Padre mio, tu sei stato l\u2019amico della mia giovinezza!\n3:5 Sar\u00e0 egli adirato in perpetuo? Serber\u00e0 egli la sua ira sino alla fine?\" Ecco, tu parli cos\u00ec, ma intanto commetti a tutto potere delle male azioni!\n3:6 L\u2019Eterno mi disse al tempo del re Giosia: \"Hai tu veduto quello che la infedele Israele ha fatto? E\u2019 andata sopra ogni alto monte e sotto ogni albero verdeggiante, e quivi s\u2019\u00e8 prostituita.\n3:7 Io dicevo: Dopo che avr\u00e0 fatto tutte queste cose, essa torner\u00e0 a me; ma non \u00e8 ritornata; e la sua sorella, la perfida Giuda, l\u2019ha visto.\n3:8 E bench\u00e9 io avessi ripudiato l\u2019infedele Israele a cagione di tutti i suoi adulteri e le avessi dato la sua lettera di divorzio, ho visto che la sua sorella, la perfida Giuda, non ha avuto alcun timore, ed \u00e8 andata a prostituirsi anch\u2019essa.\n3:9 Col rumore delle sue prostituzioni Israele ha contaminato il paese, e ha commesso adulterio con la pietra e col legno;\n3:10 e nonostante tutto questo, la sua perfida sorella non \u00e8 tornata a me con tutto il suo cuore, ma con finzione, dice l\u2019Eterno\".\n3:11 E l\u2019Eterno mi disse: \"La infedele Israele s\u2019\u00e8 mostrata pi\u00f9 giusta della perfida Giuda\".\n3:12 Va\u2019, proclama queste parole verso il settentrione, e di\u2019: Torna, o infedele Israele, dice l\u2019Eterno; io non vi mostrer\u00f2 un viso accigliato, giacch\u00e9 io son misericordioso, dice l\u2019Eterno, e non serbo l\u2019ira in perpetuo.\n3:13 Soltanto riconosci la tua iniquit\u00e0: tu sei stata infedele all\u2019Eterno, al tuo Dio, hai v\u00f2lto qua e l\u00e0 i tuoi passi verso gli stranieri, sotto ogni albero verdeggiante, e non hai dato ascolto alla mia voce, dice l\u2019Eterno.\n3:14 Tornate o figliuoli traviati, dice l\u2019Eterno, poich\u00e9 io sono il vostro signore, e vi prender\u00f2, uno da una citt\u00e0, due da una famiglia, e vi ricondurr\u00f2 a Sion;\n3:15 e vi dar\u00f2 dei pastori secondo il mio cuore, che vi pasceranno con conoscenza e con intelligenza.\n3:16 E quando sarete moltiplicati e avrete fruttato nel paese, allora, dice l\u2019Eterno, non si dir\u00e0 pi\u00f9: \"L\u2019arca del patto dell\u2019Eterno!\" non vi si penser\u00e0 pi\u00f9, non la si menzioner\u00e0 pi\u00f9, non la si rimpianger\u00e0 pi\u00f9, non se ne far\u00e0 un\u2019altra.\n3:17 Allora Gerusalemme sar\u00e0 chiamata \"il trono dell\u2019Eterno\"; tutte le nazioni si raduneranno a Gerusalemme nel nome dell\u2019Eterno, e non cammineranno pi\u00f9 secondo la caparbiet\u00e0 del loro cuore malvagio.\n3:18 In quei giorni, la casa di Giuda camminer\u00e0 con la casa d\u2019Israele, e verranno assieme dal paese del settentrione al paese ch\u2019io detti in eredit\u00e0 ai vostri padri.\n3:19 Io avevo detto: \"Oh qual posto ti dar\u00f2 tra i miei figliuoli! Che paese delizioso ti dar\u00f2! la pi\u00f9 bella eredit\u00e0 delle nazioni!\" Avevo detto: \"Tu mi chiamerai: Padre mio! e non cesserai di seguirmi\".\n3:20 Ma, proprio come una donna \u00e8 infedele al suo amante, cos\u00ec voi mi siete stati infedeli, o casa d\u2019Israele! dice l\u2019Eterno.\n3:21 Una voce s\u2019\u00e8 fatta udire sulle alture; sono i pianti, le supplicazioni de\u2019 figliuoli d\u2019Israele, perch\u00e9 hanno pervertito la loro via, hanno dimenticato l\u2019Eterno, il loro Dio.\n3:22 \"Tornate, o figliuoli traviati, io vi guarir\u00f2 dei vostri traviamenti!\" \"Eccoci, noi veniamo a te, perch\u00e9 tu sei l\u2019Eterno, il nostro Dio.\n3:23 S\u00ec, certo, vano \u00e8 il soccorso che s\u2019aspetta dalle alture, dalle feste strepitose sui monti; s\u00ec, nell\u2019Eterno, nel nostro Dio, sta la salvezza d\u2019Israele.\n3:24 Quella vergogna, che son gl\u2019idoli, ha divorato il prodotto della fatica de\u2019 nostri padri fin dalla nostra giovinezza, le loro pecore e i loro buoi, i loro figliuoli e le loro figliuole.\n3:25 Giaciamoci nella nostra vergogna e ci copra la nostra ignominia! poich\u00e9 abbiam peccato contro l\u2019Eterno, il nostro Dio: noi e i nostri padri, dalla nostra fanciullezza fino a questo giorno; e non abbiam dato ascolto alla voce dell\u2019Eterno, ch\u2019\u00e8 il nostro Dio\".\n4:1 O Israele, se tu torni, dice l\u2019Eterno, se tu torni a me, e se togli dal mio cospetto le tue abominazioni, se non vai pi\u00f9 vagando qua e l\u00e0\n4:2 e giuri per l\u2019Eterno che vive! con verit\u00e0, con rettitudine e con giustizia, allora le nazioni saranno benedette in te, e in te si glorieranno.\n4:3 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno a quei di Giuda e di Gerusalemme: Dissodatevi un campo nuovo, e non seminate fra le spine!\n4:4 Circoncidetevi per l\u2019Eterno, circoncidete i vostri cuori, o uomini di Giuda e abitanti di Gerusalemme, affinch\u00e9 il mio furore non scoppi come un fuoco, e non s\u2019infiammi s\u00ec che nessuno possa spegnerlo, a motivo della malvagit\u00e0 delle vostre azioni!\n4:5 Annunziate in Giuda, bandite questo in Gerusalemme, e dite: \"Suonate le trombe nel paese!\" gridate forte e dite: \"Adunatevi ed entriamo nelle citt\u00e0 forti!\"\n4:6 Alzate la bandiera verso Sion, cercate un rifugio, non vi fermate, perch\u2019io faccio venire dal settentrione una calamit\u00e0 e una grande rovina.\n4:7 Un leone balza fuori dal folto del bosco, e un distruttore di nazioni s\u2019\u00e8 messo in via, ha lasciato il suo luogo, per ridurre il tuo paese in desolazione, s\u00ec che le tue citt\u00e0 saranno rovinate e prive d\u2019abitanti.\n4:8 Perci\u00f2, cingetevi di sacchi, fate cordoglio, mandate lamenti! perch\u00e9 l\u2019ardente ira dell\u2019Eterno non s\u2019\u00e8 stornata da noi.\n4:9 E in quel giorno avverr\u00e0, dice l\u2019Eterno, che il cuore del re e il cuore de\u2019 capi verranno meno, i sacerdoti saranno attoniti, e i profeti stupefatti.\n4:10 Allora io dissi: \"Ahi! Signore, Eterno! tu hai dunque ingannato questo popolo e Gerusalemme dicendo: Voi avrete pace mentre la spada penetra fino all\u2019anima\".\n4:11 In quel tempo si dir\u00e0 a questo popolo e a Gerusalemme: Un vento ardente viene dalle alture del deserto verso la figliuola del mio popolo, non per vagliare, non per nettare il grano;\n4:12 un vento anche pi\u00f9 impetuoso di quello verr\u00e0 da parte mia; ora anch\u2019io pronunzier\u00f2 la sentenza contro di loro.\n4:13 Ecco, l\u2019invasore sale come fan le nuvole, e i suoi carri son come un turbine; i suoi cavalli son pi\u00f9 rapidi delle aquile. \"Guai a noi! poich\u00e9 siam devastati!\"\n4:14 O Gerusalemme, netta il tuo cuore dalla malvagit\u00e0, affinch\u00e9 tu sia salvata. Fino a quando albergheranno in te i tuoi pensieri iniqui?\n4:15 Poich\u00e9 una voce che viene da Dan annunzia la calamit\u00e0, e la bandisce dai colli d\u2019Efraim.\n4:16 \"Avvertitene le nazioni, fatelo sapere a Gerusalemme: degli assedianti vengono da un paese lontano, e mandan le loro grida contro le citt\u00e0 di Giuda\".\n4:17 Si son posti contro Gerusalemme da ogni lato, a guisa di guardie d\u2019un campo, perch\u2019ella s\u2019\u00e8 ribellata contro di me, dice l\u2019Eterno.\n4:18 Il tuo procedere e le tue azioni t\u2019hanno attirato queste cose; quest\u2019\u00e8 il frutto della tua malvagit\u00e0; s\u00ec, \u00e8 amaro; s\u00ec, \u00e8 cosa che t\u2019arriva al cuore.\n4:19 Le mie viscere! le mie viscere! Io sento un gran dolore! Oh le pareti del mio cuore! Il mio cuore mi batte in petto! Io non posso tacermi; poich\u00e9, anima mia, tu odi il suon della tromba, il grido di guerra.\n4:20 S\u2019annunzia rovina sopra rovina, poich\u00e9 tutto il paese \u00e8 devastato. Le mie tende sono distrutte ad un tratto, i miei padiglioni, in un attimo.\n4:21 Fino a quando vedr\u00f2 la bandiera e udr\u00f2 il suon della tromba?\n4:22 Veramente il mio popolo \u00e8 stolto, non mi conosce; son de\u2019 figliuoli insensati, e non hanno intelligenza; sono sapienti per fare il male; ma il bene non lo sanno fare.\n4:23 Io guardo la terra, ed ecco \u00e8 desolata e deserta; i cieli, e son senza luce.\n4:24 Guardo i monti, ed ecco tremano, e tutti i colli sono agitati.\n4:25 Guardo, ed ecco non c\u2019\u00e8 uomo, e tutti gli uccelli del cielo son volati via.\n4:26 Guardo, ed ecco il Carmelo \u00e8 un deserto, e tutte le sue citt\u00e0 sono abbattute dinanzi all\u2019Eterno, dinanzi all\u2019ardente sua ira.\n4:27 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Tutto il paese sar\u00e0 desolato, ma io non lo finir\u00f2 del tutto.\n4:28 A motivo di questo, la terra fa cordoglio, e i cieli di sopra s\u2019oscurano; perch\u00e9 io l\u2019ho detto, l\u2019ho stabilito, e non me ne pento, e non mi ritratter\u00f2.\n4:29 Al rumore dei cavalieri e degli arcieri tutte le citt\u00e0 sono in fuga; tutti entrano nel folto de\u2019 boschi, montano sulle rocce; tutte le citt\u00e0 sono abbandonate, e non v\u2019\u00e8 pi\u00f9 alcun abitante.\n4:30 E tu che stai per esser devastata, che fai? Hai un bel vestirti di scarlatto, un bel metterti i tuoi ornamenti d\u2019oro, un bell\u2019ingrandirti gli occhi col belletto! Invano t\u2019abbellisci; i tuoi amanti ti sprezzano, voglion la tua vita.\n4:31 Poich\u00e9 io odo de\u2019 gridi come di donna ch\u2019\u00e8 nei dolori; un\u2019angoscia come quella di donna nel suo primo parto; \u00e8 la voce della figliuola di Sion, che sospira ansimando e stende le mani: \"Ahi me lassa! che l\u2019anima mia vien meno dinanzi agli uccisori\".\n5:1 Andate attorno per le vie di Gerusalemme, e guardate, e informatevi, e cercate per le sue piazze se vi trovate un uomo, se ve n\u2019\u00e8 uno solo che operi giustamente, che cerchi la fedelt\u00e0; e io perdoner\u00f2 Gerusalemme.\n5:2 Anche quando dicono: \"Com\u2019\u00e8 vero che l\u2019Eterno vive\", \u00e8 certo che giurano il falso.\n5:3 O Eterno, gli occhi tuoi non cercano essi la fedelt\u00e0? Tu li colpisci, e quelli non sentono nulla; tu li consumi, e quelli rifiutano di ricevere la correzione; essi han reso il loro volto pi\u00f9 duro della roccia, rifiutano di convertirsi.\n5:4 Io dicevo: \"Questi non son che i miseri; sono insensati perch\u00e9 non conoscono la via dell\u2019Eterno, la legge del loro Dio;\n5:5 io andr\u00f2 dai grandi e parler\u00f2 loro, perch\u2019essi conoscono la via dell\u2019Eterno, la legge del loro Dio\"; ma anch\u2019essi tutti quanti hanno spezzato il giogo, hanno rotto i legami.\n5:6 Perci\u00f2 il leone della foresta li uccide, il lupo del deserto li distrugge, il leopardo sta in agguato presso le loro citt\u00e0; chiunque ne uscir\u00e0 sar\u00e0 sbranato, perch\u00e9 le loro trasgressioni son numerose, le loro infedelt\u00e0 sono aumentate.\n5:7 Perch\u00e9 ti perdonerei io? I tuoi figliuoli m\u2019hanno abbandonato, e giurano per degli d\u00e8i che non esistono. Io li ho satollati ed essi si d\u00e0nno all\u2019adulterio, e s\u2019affollano nelle case di prostituzione.\n5:8 Sono come tanti stalloni ben pasciuti ed ardenti; ognun d\u2019essi nitrisce dietro la moglie del prossimo.\n5:9 Non li punirei io per queste cose? dice l\u2019Eterno; e l\u2019anima mia non si vendicherebbe d\u2019una simile nazione?\n5:10 Salite sulle sue mura e distruggete, ma non la finite del tutto; portate via i suoi tralci, perch\u00e9 non son dell\u2019Eterno!\n5:11 Poich\u00e9 la casa d\u2019Israele e la casa di Giuda m\u2019hanno tradito, dice l\u2019Eterno.\n5:12 Rinnegano l\u2019Eterno, e dicono: \"Non esiste; nessun male ci verr\u00e0 addosso, noi non vedremo n\u00e9 spada n\u00e9 fame;\n5:13 i profeti non sono che vento, e nessuno parla in essi. Quel che minacciano sia fatto a loro!\"\n5:14 Perci\u00f2 cos\u00ec parla l\u2019Eterno, l\u2019Iddio degli eserciti: Perch\u00e9 avete detto quelle parole, ecco, io far\u00f2 che la parola mia sia come fuoco nella tua bocca, che questo popolo sia come legno, e che quel fuoco lo divori.\n5:15 Ecco, io faccio venire da lungi una nazione contro di voi, o casa d\u2019Israele, dice l\u2019Eterno; una nazione valorosa, una nazione antica, una nazione della quale tu non conosci la lingua e non intendi le parole.\n5:16 Il suo turcasso \u00e8 un sepolcro aperto; tutti quanti son dei prodi.\n5:17 Essa divorer\u00e0 le tue m\u00e8ssi e il tuo pane, divorer\u00e0 i tuoi figliuoli e le tue figliuole, divorer\u00e0 le tue pecore e i tuoi buoi, divorer\u00e0 le tue vigne e i tuoi fichi; abbatter\u00e0 con la spada le tue citt\u00e0 forti nelle quali confidi.\n5:18 Ma anche in quei giorni, dice l\u2019Eterno, io non ti finir\u00f2 del tutto.\n5:19 E quando direte: \"Perch\u00e9 l\u2019Eterno, il nostro Dio, ci ha egli fatto tutto questo?\" tu risponderai loro: \"Come voi m\u2019avete abbandonato e avete servito degli d\u00e8i stranieri nel vostro paese, cos\u00ec servirete degli stranieri in un paese che non \u00e8 vostro\".\n5:20 Annunziate questo alla casa di Giacobbe, banditelo in Giuda, e dite:\n5:21 Ascoltate ora questo, o popolo stolto e senza cuore, che ha occhi e non vede, che ha orecchi e non ode.\n5:22 Non mi temerete voi? dice l\u2019Eterno; non temerete voi dinanzi a me che ho posto la rena per limite al mare, barriera eterna, ch\u2019esso non oltrepasser\u00e0 mai? I suoi flutti s\u2019agitano, ma sono impotenti; muggono, ma non la sormontano.\n5:23 Ma questo popolo ha un cuore indocile e ribelle; si voltano indietro e se ne vanno.\n5:24 Non dicono in cuor loro: \"Temiamo l\u2019Eterno, il nostro Dio, che d\u00e0 la pioggia a suo tempo: la pioggia della prima e dell\u2019ultima stagione, che ci mantiene le settimane fissate per la mietitura\".\n5:25 Le vostre iniquit\u00e0 hanno sconvolto queste cose, e i vostri peccati v\u2019han privato del benessere.\n5:26 Poich\u00e9 fra il mio popolo si trovan degli empi che spiano, come uccellatori in agguato; essi tendon tranelli, acchiappano uomini.\n5:27 Come una gabbia e piena d\u2019uccelli, cos\u00ec le loro case son piene di frode; perci\u00f2 diventan grandi e s\u2019arricchiscono.\n5:28 Ingrassano, hanno il volto lucente, oltrepassano ogni limite di male. Non difendono la causa, la causa dell\u2019orfano, eppur prosperano; e non fanno giustizia nei processi de\u2019 poveri.\n5:29 E non punirei io queste cose? dice l\u2019Eterno; e l\u2019anima mia non si vendicherebbe di una simile nazione?\n5:30 Cose spaventevoli e orride si fanno nel paese:\n5:31 i profeti profetano bugiardamente; i sacerdoti governano agli ordini de\u2019 profeti; e il mio popolo ha piacere che sia cos\u00ec. E che farete voi quando verr\u00e0 la fine?\n6:1 O figliuoli di Beniamino, cercate un rifugio lungi dal mezzo di Gerusalemme, e sonate la tromba in Tekoa, e innalzate un segnale su Bethkerem! perch\u00e9 dal settentrione s\u2019avanza una calamit\u00e0, una grande ruina.\n6:2 La bella, la voluttuosa figliuola di Sion io la distruggo!\n6:3 Verso di lei vengono de\u2019 pastori coi loro greggi; essi piantano le loro tende intorno a lei; ognun d\u2019essi bruca dal suo lato.\n6:4 \"Preparate l\u2019attacco contro di lei; levatevi, saliamo in pien mezzod\u00ec!\" \"Guai a noi! ch\u00e9 il giorno declina, e le ombre della sera s\u2019allungano!\"\n6:5 \"Levatevi, saliamo di notte, e distruggiamo i suoi palazzi!\"\n6:6 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti: Abbattete i suoi alberi, ed elevate un bastione contro Gerusalemme; quella \u00e8 la citt\u00e0 che dev\u2019esser punita; dovunque, in mezzo a lei, non v\u2019\u00e8 che oppressione.\n6:7 Come un pozzo fa scaturire le sue acque, cos\u00ec ella fa scaturire la sua malvagit\u00e0; in lei non si sente parlar che di violenza e di rovina; dinanzi a me stanno continuamente sofferenze e piaghe.\n6:8 Correggiti, o Gerusalemme, affinch\u00e9 l\u2019anima mia non si alieni da te, e io non faccia di te un deserto, una terra disabitata!\n6:9 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti: Il resto d\u2019Israele sar\u00e0 interamente racimolato come una vigna; mettivi e rimettivi la mano, come fa il vendemmiatore sui tralci.\n6:10 A chi parler\u00f2 io, chi prender\u00f2 a testimonio perch\u00e9 m\u2019ascolti? Ecco, l\u2019orecchio loro \u00e8 incirconciso, ed essi sono incapaci di prestare attenzione; ecco, la parola dell\u2019Eterno \u00e8 diventata per loro un obbrobrio, e non vi trovano pi\u00f9 alcun piacere.\n6:11 Ma io son pieno del furore dell\u2019Eterno; sono stanco di contenermi. Riversalo ad un tempo sui bambini per la strada e sulle adunate dei giovani; poich\u00e9 il marito e la moglie, il vecchio e l\u2019uomo carico d\u2019anni saranno tutti presi.\n6:12 Le loro case saran passate ad altri; e cos\u00ec pure i loro campi e le loro mogli; poich\u00e9 io stender\u00f2 la mia mano sugli abitanti del paese, dice l\u2019Eterno.\n6:13 Perch\u00e9 dal pi\u00f9 piccolo al pi\u00f9 grande, son tutti quanti avidi di guadagno; dal profeta al sacerdote, tutti praticano la menzogna.\n6:14 Essi curano alla leggera la piaga del mio popolo; dicono: \"Pace, pace\", mentre pace non v\u2019\u00e8.\n6:15 Saranno confusi perch\u00e9 commettono delle abominazioni; non si vergognano affatto, non sanno che cosa sia arrossire; perci\u00f2 cadranno fra quelli che cadono; quand\u2019io li visiter\u00f2 saranno rovesciati, dice l\u2019Eterno.\n6:16 Cos\u00ec dice l\u2019Eterno: Fermatevi sulle vie, e guardate, e domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona strada, e incamminatevi per essa; e voi troverete riposo alle anime vostre! Ma quelli rispondono: \"Non c\u2019incammineremo per essa!\"\n6:17 Io ho posto presso a voi delle sentinelle: \"State attenti al suon della tromba!\" Ma quelli rispondono: \"Non staremo attenti\".\n6:18 Perci\u00f2, ascoltate, o nazioni! Sappiate, o assemblea de\u2019 popoli, quello che avverr\u00e0 loro.\n6:19 Ascolta, o terra! Ecco, io fo venire su questo popolo una calamit\u00e0, frutto de\u2019 loro pensieri; perch\u00e9 non hanno prestato attenzione alle mie parole; e quanto alla mia legge, l\u2019hanno rigettata.\n6:20 Che m\u2019importa dell\u2019incenso che viene da Seba, della canna odorosa che vien dal paese lontano? I vostri olocausti non mi sono graditi, e i vostri sacrifizi non mi piacciono.\n6:21 Perci\u00f2 cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Ecco, io porr\u00f2 dinanzi a questo popolo delle pietre d\u2019intoppo, nelle quali inciamperanno assieme padri e figliuoli, vicini ed amici, e periranno.\n6:22 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Ecco, un popolo viene dal paese di settentrione, e una grande nazione si muove dalle estremit\u00e0 della terra.\n6:23 Essi impugnano l\u2019arco ed il dardo; son crudeli, non hanno piet\u00e0; la loro voce \u00e8 come il muggito del mare; montan cavalli; son pronti a combattere come un solo guerriero, contro di te, o figliuola di Sion.\n6:24 Noi ne abbiamo udito la fama, e le nostre mani si sono infiacchite; l\u2019angoscia ci coglie, un dolore come di donna che partorisce.\n6:25 Non uscite nei campi, non camminate per le vie, perch\u00e9 la spada del nemico \u00e8 l\u00e0, e il terrore d\u2019ogn\u2019intorno.\n6:26 O figliuola del mio popolo, cingiti d\u2019un sacco, avvoltolati nella cenere, prendi il lutto come per un figliuolo unico, fa\u2019 udire un amaro lamento, perch\u00e9 il devastatore ci piomba addosso improvviso.\n6:27 Io t\u2019avevo messo fra il mio popolo come un saggiatore di metalli, perch\u00e9 tu conoscessi e saggiassi la loro via.\n6:28 Essi son tutti de\u2019 ribelli fra i ribelli, vanno attorno seminando calunnie, son rame e ferro, son tutti dei corrotti.\n6:29 Il mantice soffia con forza, il piombo \u00e8 consumato dal fuoco; invano si cerca di raffinare, ch\u00e9 le scorie non si staccano.\n6:30 Saranno chiamati: argento di rifiuto, perch\u00e9 l\u2019Eterno li ha rigettati.\n7:1 La parola che fu rivolta a Geremia da parte dell\u2019Eterno, dicendo:\n7:2 Fermati alla porta della casa dell\u2019Eterno, e quivi proclama questa parola: Ascoltate la parola dell\u2019Eterno, o voi tutti uomini di Giuda ch\u2019entrate per queste porte per prostrarvi dinanzi all\u2019Eterno!\n7:3 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Emendate le vostre vie e le vostre opere, ed io vi far\u00f2 dimorare in questo luogo.\n7:4 Non ponete la vostra fiducia in parole fallaci, dicendo: \"Questo \u00e8 il tempio dell\u2019Eterno, il tempio dell\u2019Eterno, il tempio dell\u2019Eterno!\"\n7:5 Ma se emendate veramente le vostre vie e le vostre opere, se praticate sul serio la giustizia gli uni verso gli altri,\n7:6 se non opprimete lo straniero, l\u2019orfano e la vedova, se non spargete sangue innocente in questo luogo e non andate per vostra sciagura dietro ad altri d\u00e8i,\n7:7 io altres\u00ec vi far\u00f2 abitare in questo luogo, nel paese che ho dato ai vostri padri in sempiterno.\n7:8 Ecco, voi mettete la vostra fiducia in parole fallaci, che non giovano a nulla.\n7:9 Come! Voi rubate, uccidete, commettete adulteri, giurate il falso, offrite profumi a Baal, andate dietro ad altri d\u00e8i che prima non conoscevate,\n7:10 e poi venite a presentarvi davanti a me, in questa casa, sulla quale \u00e8 invocato il mio nome, e dite: \"Siamo salvi!\" e ci\u00f2 per compiere tutte queste abominazioni?! E\u2019 ella forse, agli occhi vostri, una spelonca di ladroni\n7:11 questa casa sulla quale \u00e8 invocato il mio nome? Ecco, tutto questo io l\u2019ho veduto, dice l\u2019Eterno.\n7:12 Andate dunque al mio luogo ch\u2019era a Silo, dove avevo da prima stanziato il mio nome, e guardate come l\u2019ho trattato, a motivo della malvagit\u00e0 del mio popolo d\u2019Israele.\n7:13 Ed ora, poich\u00e9 avete commesso tutte queste cose, dice l\u2019Eterno, poich\u00e9 v\u2019ho parlato, parlato fin dal mattino, e voi non avete dato ascolto, poich\u00e9 v\u2019ho chiamati e voi non avete risposto,\n7:14 io tratter\u00f2 questa casa, sulla quale \u00e8 invocato il mio nome e nella quale riponete la vostra fiducia, e il luogo che ho dato a voi e ai vostri padri, come ho trattato Silo;\n7:15 e vi caccer\u00f2 dal mio cospetto, come ho cacciato tutti i vostri fratelli, tutta la progenie d\u2019Efraim.\n7:16 E tu non intercedere per questo popolo, non innalzare per essi supplicazioni o preghiere, e non insistere presso di me, perch\u00e9 non t\u2019esaudir\u00f2.\n7:17 Non vedi tu quello che fanno nelle citt\u00e0 di Giuda e nelle vie di Gerusalemme?\n7:18 I figliuoli raccolgon le legna, i padri accendono il fuoco, e le donne intridon la pasta per far delle focacce alla regina del cielo e per far delle libazioni ad altri d\u00e8i, per offendermi.\n7:19 E\u2019 proprio me che offendono? dice l\u2019Eterno; non offendon essi loro stessi, a loro propria confusione?\n7:20 Perci\u00f2 cos\u00ec parla il Signore, l\u2019Eterno: Ecco, la mia ira, il mio furore, si riversa su questo luogo, sugli uomini e sulla bestie, sugli alberi della campagna e sui frutti della terra; essa consumer\u00e0 ogni cosa e non si estinguer\u00e0.\n7:21 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Aggiungete i vostri olocausti ai vostri sacrifizi, e mangiatene la carne!\n7:22 Poich\u00e9 io non parlai ai vostri padri e non diedi loro alcun comandamento, quando li trassi fuori dal paese d\u2019Egitto, intorno ad olocausti ed a sacrifizi;\n7:23 ma questo comandai loro: \"Ascoltate la mia voce, e sar\u00f2 il vostro Dio, e voi sarete il mio popolo; camminate in tutte le vie ch\u2019io vi prescrivo affinch\u00e9 siate felici\".\n7:24 Ma essi non ascoltarono, non prestarono orecchio, ma camminarono seguendo i consigli e la caparbiet\u00e0 del loro cuore malvagio, e invece di andare avanti si sono v\u00f2lti indietro.\n7:25 Dal giorno che i vostri padri uscirono dal paese d\u2019Egitto fino al d\u00ec d\u2019oggi, io v\u2019ho mandato tutti i miei servi, i profeti, e ve l\u2019ho mandati ogni giorno, fin dal mattino;\n7:26 ma essi non m\u2019hanno ascoltato, non hanno prestato orecchio; hanno fatto il collo duro; si son condotti peggio de\u2019 loro padri.\n7:27 Di\u2019 loro tutte queste cose, ma essi non t\u2019ascolteranno; chiamali, ma essi non ti risponderanno.\n7:28 Perci\u00f2 dirai loro: Questa \u00e8 la nazione che non ascolta la voce dell\u2019Eterno, del suo Dio, e che non vuol accettare correzione; la fedelt\u00e0 \u00e8 perita, \u00e8 venuta meno nella loro bocca.\n7:29 Raditi la chioma, e buttala via, e leva sulle alture un lamento, poich\u00e9 l\u2019Eterno rigetta e abbandona la generazione ch\u2019\u00e8 divenuta oggetto della sua ira.\n7:30 I figliuoli di Giuda hanno fatto ci\u00f2 ch\u2019\u00e8 male agli occhi miei, dice l\u2019Eterno; hanno collocato le loro abominazioni nella casa sulla quale \u00e8 invocato il mio nome, per contaminarla.\n7:31 Hanno edificato gli alti luoghi di Tofet, nella valle del figliuolo di Hinnom, per bruciarvi nel fuoco i loro figliuoli e le loro figliuole: cosa che io non avevo comandata, e che non m\u2019era mai venuta in mente.\n7:32 Perci\u00f2, ecco, i giorni vengono, dice l\u2019Eterno, che non si dir\u00e0 pi\u00f9 \"Tofet\" n\u00e9 \"la valle del figliuolo di Hinnom\", ma \"la valle del massacro\", e, per mancanza di spazio, si seppelliranno i morti a Tofet.\n7:33 E i cadaveri di questo popolo serviran di pasto agli uccelli del cielo e alle bestie della terra; e non vi sar\u00e0 alcuno che li scacci.\n7:34 E far\u00f2 cessare nelle citt\u00e0 di Giuda e per le strade di Gerusalemme i gridi di gioia e i gridi d\u2019esultanza, il canto dello sposo e il canto della sposa, perch\u00e9 il paese sar\u00e0 una desolazione.\n8:1 In quel tempo, dice l\u2019Eterno, si trarranno dai loro sepolcri le ossa dei re di Giuda, le ossa dei suoi principi, le ossa dei sacerdoti, le ossa dei profeti, le ossa degli abitanti di Gerusalemme,\n8:2 e le si esporranno dinanzi al sole, dinanzi alla luna e dinanzi a tutto l\u2019esercito del cielo, i quali essi hanno amato, hanno servito, hanno seguito, hanno consultato, e dinanzi ai quali si sono prostrati; non si raccoglieranno, non si seppelliranno, ma saranno come letame sulla faccia della terra.\n8:3 E la morte sar\u00e0 preferibile alla vita per tutto il residuo che rimarr\u00e0 di questa razza malvagia, in tutti i luoghi dove li avr\u00f2 cacciati, dice l\u2019Eterno degli eserciti.\n8:4 E tu di\u2019 loro: Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Se uno cade non si rialza forse? Se uno si svia, non torna egli indietro?\n8:5 Perch\u00e9 dunque questo popolo di Gerusalemme si svia egli d\u2019uno sviamento perpetuo? Essi persistono nella malafede, e rifiutano di convertirsi.\n8:6 Io sto attento ed ascolto: essi non parlano come dovrebbero; nessuno si pente della sua malvagit\u00e0 e dice: \"Che ho io fatto?\" Ognuno riprende la sua corsa, come il cavallo che si slancia alla battaglia.\n8:7 Anche la cicogna conosce nel cielo le sue stagioni; la tortora, la rondine e la gru osservano il tempo quando debbon venire, ma il mio popolo non conosce quel che l\u2019Eterno ha ordinato.\n8:8 Come potete voi dire: \"Noi siam savi e la legge dell\u2019Eterno \u00e8 con noi!\" S\u00ec certo, ma la penna bugiarda degli scribi ne ha falsato il senso.\n8:9 I savi saranno confusi, saranno costernati, saranno presi; ecco, hanno rigettato la parola dell\u2019Eterno; che sapienza possono essi avere?\n8:10 Perci\u00f2 io dar\u00f2 le loro mogli ad altri, e i loro campi a de\u2019 nuovi possessori; poich\u00e9 dal pi\u00f9 piccolo al pi\u00f9 grande, son tutti avidi di guadagno; dal profeta al sacerdote, tutti praticano la menzogna.\n8:11 Essi curano alla leggera la piaga del mio popolo; dicono: \"Pace, pace\", mentre pace non v\u2019\u00e8.\n8:12 Essi saranno confusi perch\u00e9 commettono delle abominazioni: non si vergognano affatto, non sanno che cosa sia arrossire; perci\u00f2 cadranno fra quelli che cadono; quand\u2019io li visiter\u00f2 saranno rovesciati, dice l\u2019Eterno.\n8:13 Certo io li sterminer\u00f2, dice l\u2019Eterno. Non v\u2019\u00e8 pi\u00f9 uva sulla vite, non pi\u00f9 fichi sul fico, e le foglie sono appassite! Io ho dato loro de\u2019 nemici che passeranno sui loro corpi.\n8:14 \"Perch\u00e9 ce ne stiamo qui seduti? Adunatevi ed entriamo nelle citt\u00e0 forti per quivi perire! Poich\u00e9 l\u2019Eterno, il nostro Dio, ci condanna a perire, ci fa bere delle acque avvelenate, perch\u00e9 abbiam peccato contro l\u2019Eterno.\n8:15 Noi aspettavamo la pace, ma nessun bene giunge; aspettavamo un tempo di guarigione, ed ecco il terrore!\"\n8:16 S\u2019ode da Dan lo sbuffare de\u2019 suoi cavalli; al rumore del nitrito de\u2019 suoi destrieri, trema tutto il paese; poich\u00e9 vengono, divorano il paese e tutto ci\u00f2 che contiene, la citt\u00e0 e i suoi abitanti.\n8:17 Poich\u00e9, ecco, io mando contro di voi de\u2019 serpenti, degli aspidi, contro i quali non v\u2019\u00e8 incantagione che valga; e vi morderanno, dice l\u2019Eterno.\n8:18 Ove trovar conforto nel mio dolore? Il cuore mi langue in seno.\n8:19 Ecco il grido d\u2019angoscia della figliuola del mio popolo da terra lontana: \"L\u2019Eterno non \u00e8 egli pi\u00f9 in Sion? Il suo re non \u00e8 egli pi\u00f9 in mezzo a lei?\" \"Perch\u00e9 m\u2019hanno provocato ad ira con le loro immagini scolpite e con vanit\u00e0 straniere?\"\n8:20 \"La m\u00e8sse \u00e8 passata, l\u2019estate \u00e8 finita, e noi non siamo salvati\".\n8:21 Per la piaga della figliuola del mio popolo io son tutto affranto; sono in lutto, sono in preda alla costernazione.\n8:22 Non v\u2019\u00e8 egli balsamo in Galaad? Non v\u2019\u00e8 egli col\u00e0 alcun medico? Perch\u00e9 dunque la piaga della figliuola del mio popolo non \u00e8 stata medicata?\n9:1 Oh fosse pur la mia testa mutata in acqua, e fosser gli occhi miei una fonte di lacrime! Io piangerei giorno e notte gli uccisi della figliuola del mio popolo!\n9:2 Oh se avessi nel deserto un rifugio da viandanti! Io abbandonerei il mio popolo e me n\u2019andrei lungi da costoro, perch\u00e9 son tutti adulteri, un\u2019adunata di traditori.\n9:3 Tendono la lingua, ch\u2019\u00e8 il loro arco, per scoccar menzogne; son diventati potenti nel paese, ma non per agir con fedelt\u00e0; poich\u00e9 procedono di malvagit\u00e0 in malvagit\u00e0, e non conoscono me, dice l\u2019Eterno.\n9:4 Si guardi ciascuno dal suo amico, e nessuno si fidi del suo fratello; poich\u00e9 ogni fratello non fa che ingannare, ed ogni amico va spargendo calunnie.\n9:5 L\u2019uno gabba l\u2019altro, e non dice la verit\u00e0, esercitano la loro lingua a mentire, s\u2019affannano a fare il male.\n9:6 La tua dimora \u00e8 la malafede; ed \u00e8 per malafede che costoro rifiutano di conoscermi, dice l\u2019Eterno.\n9:7 Perci\u00f2, cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti: Ecco, io li fonder\u00f2 nel crogiuolo per saggiarli; poich\u00e9 che altro farei riguardo alla figliuola del mio popolo?\n9:8 La loro lingua \u00e8 un dardo micidiale; essa non dice che menzogne; con la bocca ognuno parla di pace al suo prossimo, ma nel cuore gli tende insidie.\n9:9 Non li punirei io per queste cose? dice l\u2019Eterno; e l\u2019anima mia non si vendicherebbe d\u2019una simile nazione?\n9:10 Io vo\u2019 dare in pianto ed in gemito, per i monti, e vo\u2019 dare in lamento per i pascoli del deserto, perch\u00e9 son arsi, talch\u00e9 niuno pi\u00f9 vi passa, e non vi s\u2019ode pi\u00f9 voce di bestiame; gli uccelli del cielo e le bestie sono fuggite, sono scomparse.\n9:11 Io ridurr\u00f2 Gerusalemme in un monte di ruine, in un ricetto di sciacalli; e far\u00f2 delle citt\u00e0 di Giuda una desolazione senza abitanti.\n9:12 Chi \u00e8 il savio che capisca queste cose? Chi \u00e8 colui al quale la bocca dell\u2019Eterno ha parlato perch\u00e9 ei ne dia l\u2019annunzio? Perch\u00e9 il paese \u00e8 egli distrutto, desolato come un deserto talch\u00e9 niuno vi passa?\n9:13 L\u2019Eterno risponde: Perch\u00e9 costoro hanno abbandonato la mia legge ch\u2019io avevo loro posta dinanzi e non hanno dato ascolto alla mia voce, e non l\u2019hanno segu\u00ecta nella lor condotta,\n9:14 ma han seguito la caparbiet\u00e0 dei cuor loro, e sono andati dietro ai Baali, come i loro padri insegnarono loro.\n9:15 Perci\u00f2, cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Ecco, io far\u00f2 mangiar dell\u2019assenzio a questo popolo e gli far\u00f2 bere dell\u2019acqua avvelenata.\n9:16 Io li disperder\u00f2 fra le nazioni, che n\u00e9 loro n\u00e9 i loro padri han conosciuto; e mander\u00f2 dietro a loro la spada, finch\u00e9 io li abbia consumati.\n9:17 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti: Pensate a chiamare delle piagnone, e ch\u2019esse vengano! Mandate a cercare le pi\u00f9 avvedute e ch\u2019esse vengano\n9:18 e s\u2019affrettino a fare un lamento su noi, s\u00ec che i nostri occhi si struggano in lacrime, e l\u2019acqua fluisca dalle nostre palpebre.\n9:19 Poich\u00e9 una voce di lamento si fa udire da Sion: \"Come siamo devastati! Siamo coperti di confusione perch\u00e9 dobbiamo abbandonare il paese, ora che hanno abbattuto le nostre dimore\".\n9:20 Donne, ascoltate la parola dell\u2019Eterno, e i vostri orecchi ricevan la parola della sua bocca! Insegnate alle vostre figliuole del lamenti, e ognuna insegni alla sua compagna de\u2019 canti funebri!\n9:21 Poich\u00e9 la morte \u00e8 salita per le nostre finestre, \u00e8 entrata nei nostri palazzi per far sparire i bambini dalle strade e i giovani dalle piazze.\n9:22 Di\u2019: Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: I cadaveri degli uomini giaceranno come letame sull\u2019aperta campagna, come una mannella che il mietitore si lascia dietro e che nessuno raccoglie.\n9:23 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Il savio non si glori della sua saviezza, il forte non si glori della sua forza, il ricco non si glori della sua ricchezza;\n9:24 ma chi si gloria si glori di questo: che ha intelligenza e conosce me, che sono l\u2019Eterno, che esercita la benignit\u00e0, il diritto e la giustizia sulla terra; perch\u00e9 di queste cose mi compiaccio, dice l\u2019Eterno.\n9:25 Ecco, i giorni vengono, dice l\u2019Eterno, ch\u2019io punir\u00f2 tutti i circoncisi che sono incirconcisi:\n9:26 l\u2019Egitto, Giuda, Edom, i figliuoli di Ammon, Moab, e tutti quelli che si tagliano i canti della barba, e abitano nel deserto; poich\u00e9 tutte le nazioni sono incirconcise, e tutta la casa d\u2019Israele e incirconcisa di cuore.\n10:1 Ascoltate la parola che l\u2019Eterno vi rivolge, o casa d\u2019Israele!\n10:2 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Non imparate a camminare nella via delle nazioni, e non abbiate paura de\u2019 segni del cielo, perch\u00e9 sono le nazioni quelle che ne hanno paura.\n10:3 Poich\u00e9 i costumi dei popoli sono vanit\u00e0; giacch\u00e9 si taglia un albero nella foresta e le mani dell\u2019operaio lo lavorano con l\u2019ascia;\n10:4 lo si adorna d\u2019argento e d\u2019oro, lo si fissa con chiodi e coi martelli perch\u00e9 non si muova.\n10:5 Cotesti d\u00e8i son come pali in un orto di cocomeri, e non parlano; bisogna portarli, perch\u00e9 non posson camminare. Non li temete! perch\u00e9 non possono fare alcun male, e non \u00e8 in loro potere di far del bene.\n10:6 Non v\u2019\u00e8 alcuno pari a te, o Eterno; tu sei grande, e grande in potenza \u00e8 il tuo nome.\n10:7 Chi non ti temerebbe, o re delle nazioni? Poich\u00e9 questo t\u2019\u00e8 dovuto; giacch\u00e9 fra tutti i savi delle nazioni e in tutti i loro regni non v\u2019\u00e8 alcuno pari a te.\n10:8 Ma costoro tutti insieme sono stupidi e insensati; non \u00e8 che una dottrina di vanit\u00e0; non \u00e8 altro che legno;\n10:9 argento battuto in lastre portato da Tarsis, oro venuto da Ufaz, opera di scultore e di man d\u2019orefice; son vestiti di porpora e di scarlatto, son tutti lavoro d\u2019abili artefici.\n10:10 Ma l\u2019Eterno \u00e8 il vero Dio, egli \u00e8 l\u2019Iddio vivente, e il re eterno; per l\u2019ira sua trema la terra, e le nazioni non posson reggere dinanzi al suo sdegno.\n10:11 Cos\u00ec direte loro: \"Gli d\u00e8i che non han fatto i cieli e la terra, scompariranno di sulla terra e di sotto il cielo\".\n10:12 Egli, con la sua potenza, ha fatto la terra; con la sua sapienza ha stabilito fermamente il mondo; con la sua intelligenza ha disteso i cieli.\n10:13 Quando fa udire la sua voce v\u2019\u00e8 un rumor d\u2019acque nel cielo; ei fa salire i vapori dalle estremit\u00e0 della terra, fa guizzare i lampi per la pioggia e trae il vento dai suoi serbatoi;\n10:14 ogni uomo allora diventa stupido, privo di conoscenza; ogni orafo ha vergogna delle sue immagini scolpite; perch\u00e9 le sue immagini fuse sono una menzogna, e non v\u2019\u00e8 soffio vitale in loro.\n10:15 Sono vanit\u00e0, lavoro d\u2019inganno; nel giorno del castigo, periranno.\n10:16 A loro non somiglia Colui ch\u2019\u00e8 la parte di Giacobbe; perch\u00e9 Egli \u00e8 quel che ha formato tutte le cose, e Israele \u00e8 la trib\u00f9 della sua eredit\u00e0. Il suo nome \u00e8 l\u2019Eterno degli eserciti.\n10:17 Raccogli da terra il tuo bagaglio, o tu che sei cinta d\u2019assedio!\n10:18 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Ecco, questa volta io lancer\u00f2 lontano gli abitanti del paese, e li stringer\u00f2 da presso affinch\u00e9 non isfuggano.\n10:19 Guai a me a motivo della mia ferita! La mia piaga \u00e8 dolorosa; ma io ho detto: \"Questo \u00e8 il mio male, e lo devo sopportare\".\n10:20 Le mie tende son guaste, e tutto il mio cordame \u00e8 rotto; i miei figliuoli sono andati lungi da me e non sono pi\u00f9; non v\u2019\u00e8 pi\u00f9 alcuno che stenda la mia tenda, che drizzi i miei padiglioni.\n10:21 Perch\u00e9 i pastori sono stati stupidi, e non hanno cercato l\u2019Eterno; perci\u00f2 non hanno prosperato, e tutto il loro gregge \u00e8 stato disperso.\n10:22 Ecco, un rumore giunge, un gran tumulto arriva dal paese del settentrione, per ridurre le citt\u00e0 di Giuda in desolazione, in un ricetto di sciacalli.\n10:23 O Eterno, io so che la via dell\u2019uomo non \u00e8 in suo potere, e che non \u00e8 in poter dell\u2019uomo che cammina il dirigere i suoi passi.\n10:24 O Eterno, correggimi, ma con giusta misura; non nella tua ira, che tu non abbia a ridurmi a poca cosa!\n10:25 Riversa la tua ira sulle nazioni che non ti conoscono, e sui popoli che non invocano il tuo nome; poich\u00e9 hanno divorato Giacobbe; s\u00ec, lo hanno divorato, l\u2019han consumato, han desolato la sua dimora.\n11:1 La parola che fu rivolta a Geremia da parte dell\u2019Eterno, in questi termini:\n11:2 \"Ascoltate le parole di questo patto, e parlate agli uomini di Giuda e agli abitanti di Gerusalemme!\n11:3 Di\u2019 loro: Cos\u00ec parla l\u2019Eterno, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Maledetto l\u2019uomo che non ascolta le parole di questo patto,\n11:4 che io comandai ai vostri padri il giorno che li feci uscire dal paese d\u2019Egitto, dalla fornace di ferro, dicendo: Ascoltate la mia voce e fate tutto quello che vi comander\u00f2, e voi sarete mio popolo e io sar\u00f2 vostro Dio,\n11:5 affinch\u00e9 io possa mantenere il giuramento che feci ai vostri padri, di dar loro un paese dove scorre il latte e il miele, come oggi vedete ch\u2019esso \u00e8\". Allora io risposi: \"Amen, o Eterno!\"\n11:6 L\u2019Eterno mi disse: \"Proclama tutte queste parole nelle citt\u00e0 di Giuda e per le strade di Gerusalemme, dicendo: Ascoltate le parole di questo patto, e mettetele ad effetto!\n11:7 Poich\u00e9 io ho scongiurato i vostri padri dal giorno che li trassi fuori dal paese d\u2019Egitto fino a questo giorno, li ho scongiurati fin dal mattino, dicendo: Ascoltate la mia voce!\n11:8 Ma essi non l\u2019hanno ascoltata, non hanno prestato orecchio, e hanno camminato, seguendo ciascuno la caparbiet\u00e0 del loro cuore malvagio; perci\u00f2 io ho fatto venir su loro tutto quello che avevo detto in quel patto che io avevo comandato loro d\u2019osservare, e ch\u2019essi non hanno osservato\".\n11:9 Poi l\u2019Eterno mi disse: \"Esiste una congiura fra gli uomini di Giuda e fra gli abitanti di Gerusalemme.\n11:10 Son tornati alle iniquit\u00e0 dei loro padri antichi, i quali ricusarono di ascoltare le mie parole; e sono andati anch\u2019essi dietro ad altri d\u00e8i, per servirli; la casa d\u2019Israele e la casa di Giuda hanno rotto il patto, che io avevo fatto coi loro padri.\n11:11 Perci\u00f2, cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Ecco, io faccio venir su loro una calamit\u00e0, alla quale non potranno sfuggire. Essi grideranno a me, ma io non li ascolter\u00f2.\n11:12 Allora le citt\u00e0 di Giuda e gli abitanti di Gerusalemme andranno a gridare agli d\u00e8i ai quali offron profumi; ma essi non li salveranno, nel tempo della calamit\u00e0!\n11:13 Poich\u00e9, o Giuda, tu hai tanti d\u00e8i quante sono le tue citt\u00e0; e quante sono le strade di Gerusalemme, tanti altari avete eretti all\u2019infamia, altari per offrir profumi a Baal.\n11:14 E tu non pregare per questo popolo, non ti mettere a gridare n\u00e9 a far supplicazioni per loro; perch\u00e9 io non li esaudir\u00f2 quando grideranno a me a motivo della calamit\u00e0 che li avr\u00e0 colpiti.\n11:15 Che ha da fare l\u2019amato mio nella mia casa? Delle scelleratezze? Forse che dei voti e della carne consacrata allontaneranno da te la calamit\u00e0 perch\u00e9 tu possa rallegrarti?\n11:16 L\u2019Eterno t\u2019aveva chiamato \"Ulivo verdeggiante, adorno di bei frutti\". Al rumore di un gran tumulto, egli v\u2019appicca il fuoco e i rami ne sono infranti.\n11:17 L\u2019Eterno degli eserciti che t\u2019avea piantato pronunzia del male contro di te, a motivo della malvagit\u00e0 commessa a loro danno dalla casa d\u2019Israele e dalla casa di Giuda allorch\u00e9 m\u2019hanno provocato ad ira, offrendo profumi a Baal\".\n11:18 L\u2019Eterno me l\u2019ha fatto sapere, ed io l\u2019ho saputo; allora tu m\u2019hai mostrato le loro azioni.\n11:19 Io ero come un docile agnello che si mena al macello; io non sapevo che ordissero macchinazioni contro di me dicendo: Distruggiamo l\u2019albero col suo frutto e sterminiamolo dalla terra de\u2019 viventi; affinch\u00e9 il suo nome non sia pi\u00f9 ricordato\".\n11:20 Ma, o Eterno degli eserciti, giusto giudice, che scruti le reni ed il cuore, io vedr\u00f2 la tua vendetta su di loro, poich\u00e9 a te io rimetto la mia causa.\n11:21 Perci\u00f2, cos\u00ec parla l\u2019Eterno riguardo a que\u2019 di Anatoth, che cercan la tua vita e dicono: \"Non profetare nel nome dell\u2019Eterno, se non vuoi morire per le nostre mani\";\n11:22 perci\u00f2, cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti: Ecco, io sto per punirli; i giovani morranno per la spada, i loro figliuoli e le loro figliuole morranno di fame;\n11:23 e non rester\u00e0 di loro alcun residuo; poich\u00e9 io far\u00f2 venire la calamit\u00e0 su quei d\u2019Anatoth, l\u2019anno in cui li visiter\u00f2.\n12:1 Tu sei giusto, o Eterno, quand\u2019io contendo teco; nondimeno io proporr\u00f2 le mie ragioni: Perch\u00e9 prospera la via degli empi? Perch\u00e9 son tutti a loro agio quelli che procedono perfidamente?\n12:2 Tu li hai piantati, essi hanno messo radice, crescono ed anche portano frutto; tu sei vicino alla loro bocca, ma lontano dal loro interiore.\n12:3 E tu, o Eterno, tu mi conosci, tu mi vedi, tu provi qual sia il mio cuore verso di te. Trascinali al macello come pecore, e preparali per il giorno del massacro!\n12:4 Fino a quando far\u00e0 cordoglio il paese, e si seccher\u00e0 l\u2019erba di tutta la campagna? Per la malvagit\u00e0 degli abitanti, le bestie e gli uccelli sono sterminati. Poich\u00e9 quelli dicono: \"Egli non vedr\u00e0 la nostra fine\".\n12:5 Se, correndo con de\u2019 pedoni, questi ti stancano, come potrai lottare coi cavalli? E se non ti senti al sicuro che in terra di pace, come farai quando il Giordano sar\u00e0 gonfio?\n12:6 Perch\u00e9 perfino i tuoi fratelli e la casa di tuo padre ti tradiscono; anch\u2019essi ti gridan dietro a piena voce; non li credere quando ti diranno delle buone parole.\n12:7 Io ho lasciato la mia casa, ho abbandonato la mia eredit\u00e0; ho dato quello che l\u2019anima mia ha di pi\u00f9 caro, nelle mani de\u2019 suoi nemici.\n12:8 La mia eredit\u00e0 \u00e8 divenuta per me come un leone nella foresta; ha mandato contro di me il suo ruggito; perci\u00f2 io l\u2019ho odiata.\n12:9 La mia eredit\u00e0 \u00e8 stata per me come l\u2019uccello rapace screziato; gli uccelli rapaci si gettan contro di lei da ogni parte. Andate, radunate tutte le bestie della campagna, fatele venire a divorare!\n12:10 Molti pastori guastano la mia vigna, calpestano la porzione che m\u2019\u00e8 toccata, riducono la mia deliziosa porzione in un deserto desolato.\n12:11 La riducono in una desolazione; e, tutta desolata, fa cordoglio dinanzi a me; tutto il paese \u00e8 desolato, perch\u00e9 nessuno lo prende a cuore.\n12:12 Su tutte le alture del deserto giungono devastatori, perch\u00e9 la spada dell\u2019Eterno divora il paese da un\u2019estremit\u00e0 all\u2019altra; nessuna carne ha pace.\n12:13 Han seminato grano, e raccolgono spine; si sono affannati senz\u2019alcun profitto. Vergognatevi di ci\u00f2 che raccogliete a motivo dell\u2019ardente ira dell\u2019Eterno!\n12:14 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno contro tutti i miei malvagi vicini, che toccano l\u2019eredit\u00e0 ch\u2019io ho data a possedere al mio popolo d\u2019Israele: Ecco, io li sveller\u00f2 dal loro paese, sveller\u00f2 la casa di Giuda di fra loro;\n12:15 ma, dopo che li avr\u00f2 divelti, avr\u00f2 di nuovo compassione di loro, e li ricondurr\u00f2 ciascuno nella sua eredit\u00e0, ciascuno nel suo paese.\n12:16 E se pure imparano le vie del mio popolo e a giurare per il mio nome dicendo: \"l\u2019Eterno vive\", come hanno insegnato al mio popolo a giurare per Baal, saranno saldamente stabiliti in mezzo al mio popolo.\n12:17 Ma, se non d\u00e0nno ascolto, io sveller\u00f2 quella nazione; la sveller\u00f2 e la distrugger\u00f2, dice l\u2019Eterno.\n13:1 Cos\u00ec mi ha detto l\u2019Eterno: \"Va\u2019, c\u00f2mprati una cintura di lino, mettitela sui fianchi, ma non la porre nell\u2019acqua\".\n13:2 Cos\u00ec io comprai la cintura, secondo la parola dell\u2019Eterno, e me la misi sui fianchi.\n13:3 E la parola dell\u2019Eterno mi fu indirizzata per la seconda volta, in questi termini:\n13:4 \"Prendi la cintura che hai comprata e che hai sui fianchi; va\u2019 verso l\u2019Eufrate, e quivi nascondila nella fessura d\u2019una roccia\".\n13:5 E io andai, e la nascosi presso l\u2019Eufrate, come l\u2019Eterno mi aveva comandato.\n13:6 Dopo molti giorni l\u2019Eterno mi disse: \"L\u00e8vati, va\u2019 verso l\u2019Eufrate, e togli di l\u00e0 la cintura, che io t\u2019avevo comandato di nascondervi\".\n13:7 E io andai verso l\u2019Eufrate, e scavai, e tolsi la cintura dal luogo dove l\u2019avevo nascosta; ed ecco, la cintura era guasta, e non era pi\u00f9 buona a nulla.\n13:8 Allora la parola dell\u2019Eterno mi fu rivolta in questi termini:\n13:9 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: \"In questo modo io distrugger\u00f2 l\u2019orgoglio di Giuda e il grande orgoglio di Gerusalemme,\n13:10 di questo popolo malvagio che ricusa di ascoltare le mie parole, che cammina seguendo la caparbiet\u00e0 del suo cuore, e va dietro ad altri d\u00e8i per servirli e per prostrarsi dinanzi a loro; esso diventer\u00e0 come questa cintura, che non \u00e8 pi\u00f9 buona a nulla.\n13:11 Poich\u00e9, come la cintura aderisce ai fianchi dell\u2019uomo, cos\u00ec io avevo strettamente unita a me tutta la casa d\u2019Israele e tutta la casa di Giuda, dice l\u2019Eterno, perch\u00e9 fossero mio popolo, mia fama, mia lode, mia gloria; ma essi non han voluto dare ascolto.\n13:12 Tu dirai dunque loro questa parola: Cos\u00ec parla l\u2019Eterno, l\u2019Iddio d\u2019Israele: \"Ogni vaso sar\u00e0 riempito di vino\"; e quando essi ti diranno: \"Non lo sappiamo noi che ogni vaso si riempie di vino?\"\n13:13 Allora tu di\u2019 loro: Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Ecco, io empir\u00f2 d\u2019ebbrezza tutti gli abitanti di questo paese, i re che seggono sul trono di Davide, i sacerdoti, i profeti, e tutti gli abitanti di Gerusalemme.\n13:14 Li sbatter\u00f2 l\u2019uno contro l\u2019altro, padri e figli assieme, dice l\u2019Eterno; io non risparmier\u00f2 alcuno; nessuna piet\u00e0, nessuna compassione m\u2019impedir\u00e0 di distruggerli.\n13:15 Ascoltate, porgete orecchio! non insuperbite, perch\u00e9 l\u2019Eterno parla.\n13:16 Date gloria all\u2019Eterno, al vostro Dio, prima ch\u2019ei faccia venir le tenebre, e prima che i vostri piedi inciampino sui monti avvolti nel crepuscolo, e voi aspettiate la luce ed egli ne faccia un\u2019ombra di morte, e la muti in oscurit\u00e0 profonda.\n13:17 Ma se voi non date ascolto, l\u2019anima mia pianger\u00e0 in segreto, a motivo del vostro orgoglio, gli occhi miei piangeranno dirottamente, si scioglieranno in lacrime, perch\u00e9 il gregge dell\u2019Eterno sar\u00e0 menato in cattivit\u00e0.\n13:18 Di\u2019 al re e alla regina: \"Sedetevi in terra! perch\u00e9 la vostra gloriosa corona vi cade di testa\".\n13:19 Le citt\u00e0 del mezzogiorno sono chiuse, e non v\u2019\u00e8 pi\u00f9 chi le apra; tutto Giuda \u00e8 menato in cattivit\u00e0, \u00e8 menato in esilio tutto quanto.\n13:20 Alzate gli occhi, e guardate quelli che vengono dal settentrione; dov\u2019\u00e8 il gregge, il magnifico gregge, che t\u2019era stato dato?\n13:21 Che dirai tu quand\u2019Egli ti punir\u00e0? Ma tu stessa hai insegnato ai tuoi amici a dominar su te. Non ti piglieranno i dolori, come piglian la donna che sta per partorire?\n13:22 E se tu dici in cuor tuo: \"Perch\u00e9 m\u2019avvengon queste cose?\" Per la grandezza della tua iniquit\u00e0 i lembi della tua veste ti son rimboccati, e i tuoi calcagni sono violentemente scoperti.\n13:23 Un moro pu\u00f2 egli mutar la sua pelle o un leopardo le sue macchie? Allora anche voi, abituati come siete a fare il male, potrete fare il bene?\n13:24 E io li disperder\u00f2, come stoppia portata via dal vento del deserto.\n13:25 E\u2019 questa la tua sorte, la parte ch\u2019io ti misuro, dice l\u2019Eterno, perch\u00e9 tu m\u2019hai dimenticato, e hai riposto la tua fiducia nella menzogna.\n13:26 E io pure ti rovescer\u00f2 i lembi della veste sul viso, s\u00ec che si vegga la tua vergogna.\n13:27 Io ho visto le tue abominazioni, i tuoi adulteri, i tuoi nitriti, l\u2019infamia della tua prostituzione sulle colline e per i campi. Guai a te, o Gerusalemme! Quando avverr\u00e0 mai che tu ti purifichi?\"\n14:1 La parola dell\u2019Eterno che fu rivolta a Geremia in occasione della siccit\u00e0.\n14:2 Giuda \u00e8 in lutto, e le assemblee delle sue porte languiscono, giacciono per terra in abito lugubre; il grido di Gerusalemme sale al cielo.\n14:3 I nobili fra loro mandano i piccoli a cercar dell\u2019acqua; e questi vanno alle cisterne, non trovano acqua, e tornano coi loro vasi vuoti; sono pieni di vergogna, di confusione, e si coprono il capo.\n14:4 Il suolo e costernato perch\u00e9 non v\u2019\u00e8 stata pioggia nel paese; i lavoratori sono pieni di confusione e si coprono il capo.\n14:5 Perfino la cerva nella campagna figlia, e abbandona il suo parto perch\u00e9 non v\u2019\u00e8 erba;\n14:6 e gli on\u00e0gri si fermano sulle alture, aspirano l\u2019aria come gli sciacalli; i loro occhi sono spenti, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 verdura.\n14:7 O Eterno, se le nostre iniquit\u00e0 testimoniano contro di noi, opera per amor del tuo nome; poich\u00e9 le nostre infedelt\u00e0 son molte; noi abbiam peccato contro di te.\n14:8 O speranza d\u2019Israele, suo salvatore in tempo di distretta, perch\u00e9 saresti nel paese come un forestiero, come un viandante che vi si ferma per passarvi la notte?\n14:9 Perch\u00e9 saresti come un uomo sopraffatto, come un prode che non pu\u00f2 salvare? Eppure, o Eterno, tu sei in mezzo a noi, e il tuo nome \u00e8 invocato su noi; non ci abbandonare!\n14:10 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno a questo popolo: Essi amano andar vagando; non trattengono i loro piedi; perci\u00f2 l\u2019Eterno non li gradisce, si ricorda ora della loro iniquit\u00e0, e punisce i loro peccati.\n14:11 E l\u2019Eterno mi disse: \"Non pregare per il bene di questo popolo.\n14:12 Se digiunano, non ascolter\u00f2 il loro grido; se fanno degli olocausti e delle offerte, non li gradir\u00f2; anzi io sto per consumarli con la spada, con la fame, con la peste\".\n14:13 Allora io dissi: \"Ah, Signore, Eterno! ecco, i profeti dicon loro: Voi non vedrete la spada, n\u00e9 avrete mai la fame; ma io vi dar\u00f2 una pace sicura in questo luogo\".\n14:14 E l\u2019Eterno mi disse: \"Que\u2019 profeti profetizzano menzogne nel mio nome; io non li ho mandati, non ho dato loro alcun ordine, e non ho parlato loro; le profezie che vi fanno sono visioni menzognere, divinazione, vanit\u00e0, imposture del loro proprio cuore.\n14:15 Perci\u00f2 cos\u00ec parla l\u2019Eterno riguardo ai profeti che profetano nel mio nome bench\u00e9 io non li abbia mandati, e dicono: Non vi sar\u00e0 n\u00e9 spada n\u00e9 fame in questo paese; que\u2019 profeti saranno consumati dalla spada e dalla fame;\n14:16 e quelli ai quali essi profetizzano saranno gettati per le vie di Gerusalemme morti di fame e di spada, essi, le loro mogli, i loro figliuoli e le loro figliuole, n\u00e9 vi sar\u00e0 chi dia loro sepoltura; e riverser\u00f2 su loro la loro malvagit\u00e0\".\n14:17 Di\u2019 loro dunque questa parola: Struggansi gli occhi miei in lacrime giorno e notte, senza posa; poich\u00e9 la vergine figliuola del mio popolo \u00e8 stata fiaccata in modo straziante, ha ricevuto un colpo tremendo.\n14:18 Se esco per i campi, ecco degli uccisi per la spada; se entro in citt\u00e0, ecco i languenti per fame; perfino il profeta, perfino il sacerdote vanno a mendicare in un paese che non conoscono.\n14:19 Hai tu dunque reietto Giuda? Ha l\u2019anima tua preso in disgusto Sion? Perch\u00e9 ci colpisci senza che ci sia guarigione per noi? Noi aspettavamo la pace, ma nessun bene giunge; aspettavamo un tempo di guarigione, ed ecco il terrore.\n14:20 O Eterno, noi riconosciamo la nostra malvagit\u00e0, l\u2019iniquit\u00e0 dei nostri padri; poich\u00e9 noi abbiam peccato contro di te.\n14:21 Per amor del tuo nome, non disdegnare, non disonorare il trono della tua gloria; ricordati del tuo patto con noi; non lo annullare!\n14:22 Fra gl\u2019idoli vani delle genti, ve n\u2019ha egli che possan far piovere? O \u00e8 forse il cielo che d\u00e0 gli acquazzoni? Non sei tu, o Eterno, tu, l\u2019Iddio nostro? Perci\u00f2 noi speriamo in te, poich\u00e9 tu hai fatto tutte queste cose.\n15:1 Ma l\u2019Eterno mi disse: \"Quand\u2019anche Mos\u00e8 e Samuele si presentassero davanti a me, l\u2019anima mia non si piegherebbe verso questo popolo; caccialo via dalla mia presenza, e ch\u2019ei se ne vada!\n15:2 E se pur ti dicono: Dove ce ne andremo? tu risponderai loro: Cos\u00ec dice l\u2019Eterno: Alla morte, i destinati alla morte; alla spada, i destinati alla spada; alla fame, i destinati alla fame; alla cattivit\u00e0, i destinati alla cattivit\u00e0.\n15:3 Io mander\u00f2 contro di loro quattro specie di flagelli, dice l\u2019Eterno: la spada, per ucciderli; i cani, per trascinarli; gli uccelli del cielo e le bestie della terra, per divorarli e per distruggerli.\n15:4 E far\u00f2 s\u00ec che saranno agitati per tutti i regni della terra, a cagione di Manasse, figliuolo di Ezechia, re di Giuda, e di tutto quello ch\u2019egli ha fatto in Gerusalemme.\n15:5 Poich\u00e9 chi avrebbe piet\u00e0 di te, o Gerusalemme? Chi ti compiangerebbe? Chi s\u2019incomoderebbe per domandarti come stai?\n15:6 Tu m\u2019hai respinto, dice l\u2019Eterno; ti sei tirata indietro; perci\u00f2 io stendo la mano contro di te, e ti distruggo; sono stanco di pentirmi.\n15:7 Io ti ventolo col ventilabro alle porte del paese, privo di figli il mio popolo, e lo faccio perire, poich\u00e9 non si converte dalle sue vie.\n15:8 Le sue vedove son pi\u00f9 numerose della rena del mare; io faccio venire contro di loro, contro la madre de\u2019 giovani, un nemico che devasta in pien mezzod\u00ec; faccio piombar su lei, a un tratto, angoscia e terrore.\n15:9 Colei che avea partorito sette figliuoli \u00e8 languente, esala lo spirito; il suo sole tramonta mentr\u2019\u00e8 giorno ancora; \u00e8 coperta di vergogna, di confusione; e il rimanente di loro io lo do in bal\u00eca della spada de\u2019 loro nemici, dice l\u2019Eterno\".\n15:10 Me infelice! o madre mia, poich\u00e9 m\u2019hai fatto nascere uomo di lite e di contesa per tutto il paese! Io non do n\u00e9 prendo in imprestito, e nondimeno tutti mi maledicono.\n15:11 L\u2019Eterno dice: Per certo, io ti riserbo un avvenire felice; io far\u00f2 che il nemico ti rivolga supplicazioni nel tempo dell\u2019avversit\u00e0, nel tempo dell\u2019angoscia.\n15:12 Il ferro potr\u00e0 esso spezzare il ferro del settentrione ed il rame?\n15:13 Le tue facolt\u00e0 e i tuoi tesori io li dar\u00f2 gratuitamente come preda, a cagione di tutti i tuoi peccati, e dentro tutti i tuoi confini.\n15:14 E li far\u00f2 passare coi tuoi nemici in un paese che non conosci; perch\u00e9 un fuoco s\u2019\u00e8 acceso nella mia ira, che arder\u00e0 contro di voi.\n15:15 Tu sai tutto, o Eterno; ricordati di me, visitami, e vendicami de\u2019 miei persecutori; nella tua longanimit\u00e0, non mi portar via! riconosci che per amor tuo io porto l\u2019obbrobrio.\n15:16 Tosto che ho trovato le tue parole, io le ho divorate; e le tue parole sono state la mia gioia, l\u2019allegrezza del mio cuore, perch\u00e9 il tuo nome \u00e8 invocato su me, o Eterno, Dio degli eserciti.\n15:17 Io non mi son seduto nell\u2019assemblea di quelli che ridono, e non mi son rallegrato, ma per cagion della tua mano mi son seduto solitario, perch\u00e9 tu mi riempivi d\u2019indignazione.\n15:18 Perch\u00e9 il mio dolore \u00e8 desso perpetuo, e la mia piaga, incurabile, ricusa di guarire? Vuoi tu essere per me come una sorgente fallace, come un\u2019acqua che non dura?\n15:19 Perci\u00f2, cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Se tu torni a me, io ti ricondurr\u00f2, e tu ti terrai dinanzi a me; e se tu separi ci\u00f2 ch\u2019\u00e8 prezioso da ci\u00f2 ch\u2019\u00e8 vile, tu sarai come la mia bocca; ritorneranno essi a te, ma tu non tornerai a loro.\n15:20 Io ti far\u00f2 essere per questo popolo un forte muro di rame; essi combatteranno contro di te, ma non potranno vincerti, perch\u00e9 io sar\u00f2 teco per salvarti e per liberarti, dice l\u2019Eterno.\n15:21 (H15-20) E ti liberer\u00f2 dalla mano de\u2019 malvagi, e ti redimer\u00f2 dalla mano de\u2019 violenti.\n16:1 La parola dell\u2019Eterno mi fu rivolta in questi termini:\n16:2 Non ti prender moglie e non aver figliuoli n\u00e9 figliuole in questo luogo.\n16:3 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno riguardo ai figliuoli e alle figliuole che nascono in questo paese, e alle madri che li partoriscono, e ai padri che li generano in questo paese:\n16:4 Essi morranno consunti dalle malattie, non saranno rimpianti, e non avranno sepoltura; serviranno di letame sulla faccia del suolo; saranno consumati dalla spada e dalla fame, e i loro cadaveri saran pasto agli uccelli del cielo, e alle bestie della terra.\n16:5 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Non entrare nella casa del lutto, non andare a far cordoglio con loro n\u00e9 a compiangerli, perch\u00e9, dice l\u2019Eterno, io ho ritirato da questo popolo la mia pace, la mia benignit\u00e0, la mia compassione.\n16:6 Grandi e piccoli morranno in questo paese; non avranno sepoltura, non si far\u00e0 cordoglio per loro, nessuno si far\u00e0 incisioni addosso o si rader\u00e0 per loro;\n16:7 non si romper\u00e0 per loro il pane del lutto per consolarli d\u2019un morto, e non si offrir\u00e0 loro a bere la coppa della consolazione per un padre o per una madre.\n16:8 Parimente non entrare in alcuna casa di convito per sederti con loro a mangiare ed a bere.\n16:9 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Ecco, io far\u00f2 cessare in questo luogo, davanti ai vostri occhi, ai giorni vostri, il grido di gioia, il grido d\u2019allegrezza, la voce dello sposo e la voce della sposa.\n16:10 E avverr\u00e0 che quando tu annunzierai a questo popolo tutte queste cose, essi ti diranno: Perch\u00e9 l\u2019Eterno ha egli pronunziato contro di noi tutta questa grande calamit\u00e0? Qual \u00e8 la nostra iniquit\u00e0? Qual \u00e8 il peccato che abbiam commesso contro l\u2019Eterno, il nostro Dio?\n16:11 Allora tu risponderai loro: \"Perch\u00e9 i vostri padri m\u2019hanno abbandonato, dice l\u2019Eterno, sono andati dietro ad altri d\u00e8i, li hanno serviti e si son prostrati dinanzi a loro, hanno abbandonato me e non hanno osservato la mia legge.\n16:12 E voi avete fatto anche peggio de\u2019 vostri padri; perch\u00e9, ecco, ciascuno cammina seguendo la caparbiet\u00e0 del suo cuore malvagio, per non dare ascolto a me;\n16:13 perci\u00f2 io vi caccer\u00f2 da questo paese in un paese che n\u00e9 voi n\u00e9 i vostri padri avete conosciuto; e quivi servirete giorno e notte ad altri d\u00e8i, perch\u00e9 io non vi far\u00f2 grazia di sorta\".\n16:14 Perci\u00f2, ecco, i giorni vengono, dice l\u2019Eterno, che non si dir\u00e0 pi\u00f9: \"L\u2019Eterno \u00e8 vivente, egli che trasse i figliuoli d\u2019Israele fuori del paese d\u2019Egitto\",\n16:15 ma: \"L\u2019Eterno \u00e8 vivente, egli che ha tratto i figliuoli d\u2019Israele fuori del paese del settentrione e di tutti gli altri paesi ne\u2019 quali egli li aveva cacciati\"; e io li ricondurr\u00f2 nel loro paese, che avevo dato ai loro padri.\n16:16 Ecco, io mando gran numero di pescatori a pescarli, dice l\u2019Eterno; e poi mander\u00f2 gran numero di cacciatori a dar loro la caccia sopra ogni monte, sopra ogni collina e nelle fessure delle rocce.\n16:17 Poich\u00e9 i miei occhi sono su tutte le loro vie; esse non sono nascoste d\u2019innanzi alla mia faccia, e la loro iniquit\u00e0 non rimane occulta agli occhi miei.\n16:18 E prima dar\u00f2 loro al doppio la retribuzione della loro iniquit\u00e0 e del loro peccato, perch\u00e9 hanno profanato il mio paese, con quei cadaveri che sono i loro idoli esecrandi, ed hanno empito la mia eredit\u00e0 delle loro abominazioni.\n16:19 O Eterno, mia forza, mia fortezza, e mio rifugio nel giorno della distretta! A te verranno le nazioni dalle estremit\u00e0 della terra, e diranno: \"I nostri padri non hanno ereditato che menzogne, vanit\u00e0, e cose che non giovano a nulla\".\n16:20 L\u2019uomo si farebbe egli degli d\u00e8i? Ma gi\u00e0 cotesti non sono d\u00e8i.\n16:21 Perci\u00f2, ecco, io far\u00f2 loro conoscere, questa volta far\u00f2 loro conoscere la mia mano e la mia potenza; e sapranno che il mio nome \u00e8 l\u2019Eterno.\n17:1 Il peccato di Giuda \u00e8 scritto con uno stilo di ferro, con una punta di diamante; \u00e8 scolpito sulla tavola del loro cuore e sui corni de\u2019 vostri altari.\n17:2 Come si ricordano dei loro figliuoli, cos\u00ec si ricordano dei loro altari e dei loro idoli d\u2019Astarte presso gli alberi verdeggianti sugli alti colli.\n17:3 O mia montagna che domini la campagna, io dar\u00f2 i tuoi beni e tutti i tuoi tesori e i tuoi alti luoghi come preda, a cagione de\u2019 peccati che tu hai commessi entro tutti i tuoi confini!\n17:4 E tu, per tua colpa, perderai l\u2019eredit\u00e0 ch\u2019io t\u2019avevo data, e ti far\u00f2 servire ai tuoi nemici, in un paese che non conosci; perch\u00e9 avete acceso il fuoco della mia ira, ed esso arder\u00e0 in perpetuo.\n17:5 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Maledetto L\u2019uomo che confida nell\u2019uomo e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si ritrae dall\u2019Eterno!\n17:6 Egli \u00e8 come un tamerice nella pianura sterile; e quando giunge il bene, ei non lo vede; dimora in luoghi aridi, nel deserto, in terra salata, senza abitanti.\n17:7 Benedetto l\u2019uomo che confida nell\u2019Eterno, e la cui fiducia \u00e8 l\u2019Eterno!\n17:8 Egli \u00e8 come un albero piantato presso all\u2019acque, che distende le sue radici lungo il fiume; non s\u2019accorge quando vien la caldura, e il suo fogliame riman verde; nell\u2019anno della siccit\u00e0 non \u00e8 in affanno, e non cessa di portar frutto.\n17:9 Il cuore \u00e8 ingannevole pi\u00f9 d\u2019ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi lo conoscer\u00e0?\n17:10 Io, l\u2019Eterno, che investigo il cuore, che metto alla prova le reni, per retribuire ciascuno secondo le sue vie, secondo il frutto delle sue azioni.\n17:11 Chi acquista ricchezze, ma non con giustizia, \u00e8 come la pernice che cova uova che non ha fatte; nel bel mezzo de\u2019 suoi giorni egli deve lasciarle, e quando arriva la sua fine, non \u00e8 che uno stolto.\n17:12 Trono di gloria, eccelso fin dal principio, \u00e8 il luogo del nostro santuario.\n17:13 Speranza d\u2019Israele, o Eterno, tutti quelli che t\u2019abbandonano saranno confusi; quelli che s\u2019allontanano da te saranno iscritti sulla polvere, perch\u00e9 hanno abbandonato l\u2019Eterno, la sorgente delle acque vive.\n17:14 Guariscimi, o Eterno, e sar\u00f2 guarito; salvami e sar\u00f2 salvo; poich\u00e9 tu sei la mia lode.\n17:15 Ecco, essi mi dicono: \"Dov\u2019\u00e8 la parola dell\u2019Eterno? ch\u2019essa si compia, dunque!\"\n17:16 Quanto a me, io non mi son rifiutato d\u2019esser loro pastore agli ordini tuoi, n\u00e9 ho desiderato il giorno funesto, tu lo sai; quello ch\u2019\u00e8 uscito dalle mie labbra \u00e8 stato manifesto dinanzi a te.\n17:17 Non esser per me uno spavento; tu sei il mio rifugio nel giorno della calamit\u00e0.\n17:18 Siano confusi i miei persecutori; non io sia confuso; siano spaventati essi; non io sia spaventato; fa\u2019 venir su loro il giorno della calamit\u00e0, e colpiscili di doppia distruzione!\n17:19 Cos\u00ec m\u2019ha detto l\u2019Eterno: Va\u2019, e fermati alla porta de\u2019 figliuoli del popolo per la quale entrano ed escono i re di Giuda, e a tutte le porte di Gerusalemme e di\u2019 loro:\n17:20 Ascoltate la parola dell\u2019Eterno, o re di Giuda e tutto Giuda, e voi tutti gli abitanti di Gerusalemme, ch\u2019entrate per queste porte!\n17:21 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Per amore delle anime vostre, guardatevi dal portare alcun carico e dal farlo passare per le porte di Gerusalemme, in giorno di sabato;\n17:22 e non traete fuori delle vostre case alcun carico e non fate lavoro alcuno in giorno di sabato; ma santificate il giorno del sabato, com\u2019io comandai ai vostri padri.\n17:23 Essi, per\u00f2, non diedero ascolto, non porsero orecchio, ma indurarono la loro cervice per non ascoltare, e per non ricevere istruzione.\n17:24 E se voi mi date attentamente ascolto, dice l\u2019Eterno, se non fate entrare alcun carico per le porte di questa citt\u00e0 in giorno di sabato, ma santificate il giorno del sabato e non fate in esso alcun lavoro,\n17:25 i re ed i principi che seggono sul trono di Davide entreranno per le porte di questa citt\u00e0 montati su carri e su cavalli: v\u2019entreranno essi, i loro principi, gli uomini di Giuda, gli abitanti di Gerusalemme; e questa citt\u00e0 sar\u00e0 abitata in perpetuo.\n17:26 E dalle citt\u00e0 di Giuda, dai luoghi circonvicini di Gerusalemme, dal paese di Beniamino, dal piano, dal monte e dal mezzod\u00ec, si verr\u00e0 a portare olocausti, vittime, oblazioni, incenso, e ad offrire sacrifizi d\u2019azioni di grazie nella casa dell\u2019Eterno.\n17:27 Ma, se non mi date ascolto e non santificate il giorno del sabato e non v\u2019astenete dal portar de\u2019 carichi e dall\u2019introdurne per le porte di Gerusalemme in giorno di sabato, io accender\u00f2 un fuoco alle porte della citt\u00e0, ed esso divorer\u00e0 i palazzi di Gerusalemme, e non s\u2019estinguer\u00e0.\n18:1 La parola che fu rivolta a Geremia da parte dell\u2019Eterno, in questi termini:\n18:2 \"L\u00e8vati, scendi in casa del vasaio, e quivi ti far\u00f2 udire le mie parole\".\n18:3 Allora io scesi in casa del vasaio, ed ecco egli stava lavorando alla ruota;\n18:4 e il vaso che faceva si guast\u00f2, come succede all\u2019argilla in man del vasaio, ed egli da capo ne fece un altro vaso come a lui parve bene di farlo.\n18:5 E la parola dell\u2019Eterno mi fu rivolta in questi termini:\n18:6 \"O casa d\u2019Israele, non posso io far di voi quello che fa questo vasaio? dice l\u2019Eterno. Ecco, quel che l\u2019argilla \u00e8 in mano al vasaio, voi lo siete in mano mia, o casa d\u2019Israele!\n18:7 A un dato momento io parlo riguardo a una nazione, riguardo a un regno, di svellere, d\u2019abbattere, di distruggere;\n18:8 ma, se quella nazione contro la quale ho parlato, si converte dalla sua malvagit\u00e0, io mi pento del male che avevo pensato di farle.\n18:9 E ad un altro dato momento io parlo riguardo a una nazione, a un regno, di edificare e di piantare;\n18:10 ma, se quella nazione fa ci\u00f2 ch\u2019\u00e8 male agli occhi miei senza dare ascolto alla mia voce, io mi pento del bene di cui avevo parlato di colmarla.\n18:11 Or dunque parla agli uomini di Giuda e agli abitanti di Gerusalemme, e di\u2019: Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Ecco, io preparo contro di voi del male, e formo contro di voi un disegno. Si converta ora ciascun di voi dalla sua via malvagia, ed emendate le vostre vie e le vostre azioni!\n18:12 Ma costoro dicono: \"E\u2019 inutile; noi vogliamo camminare seguendo i nostri propri pensieri, e vogliamo agire ciascuno seguendo la caparbiet\u00e0 del nostro cuore malvagio\".\n18:13 Perci\u00f2, cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Chiedete dunque fra le nazioni chi ha udito cotali cose! La vergine d\u2019Israele ha fatto una cosa orribile, enorme.\n18:14 La neve del Libano scompare essa mai dalle rocce che dominano la campagna? O le acque che vengon di lontano, fresche, correnti, s\u2019asciugan esse mai?\n18:15 Eppure il mio popolo m\u2019ha dimenticato, offre profumi agl\u2019idoli vani; l\u2019han tratto a inciampare nelle sue vie, ch\u2019erano i sentieri antichi, per seguire sentieri laterali, una via non appianata,\n18:16 e per far cos\u00ec del loro paese una desolazione, un oggetto di perpetuo scherno; talch\u00e9 tutti quelli che vi passano rimangono stupiti e scuotono il capo.\n18:17 Io li disperder\u00f2 dinanzi al nemico, come fa il vento orientale; io volter\u00f2 loro le spalle e non la faccia nel giorno della loro calamit\u00e0.\n18:18 Ed essi hanno detto: \"Venite, ordiamo macchinazioni contro Geremia; poich\u00e9 l\u2019insegnamento della legge non verr\u00e0 meno per mancanza di sacerdoti, n\u00e9 il consiglio per mancanza di savi, n\u00e9 la parola per mancanza di profeti. Venite, colpiamolo con la lingua, e non diamo retta ad alcuna delle sue parole\".\n18:19 Tu dunque, o Eterno, volgi a me la tua attenzione, e odi la voce di quelli che contendono meco.\n18:20 Il male sar\u00e0 esso reso per il bene? Poich\u00e9 essi hanno scavato una fossa per l\u2019anima mia. Ricordati com\u2019io mi son presentato dinanzi a te per parlare in loro favore, e per stornare da loro l\u2019ira tua.\n18:21 Perci\u00f2 abbandona i loro figliuoli alla fame; dalli essi stessi in bal\u00eca della spada; le loro mogli siano orbate di figliuoli, rimangan vedove; i loro mariti sian feriti a morte; i loro giovani sian colpiti dalla spada in battaglia.\n18:22 Un grido s\u2019oda uscire dalle loro case, quando tu farai piombar su loro a un tratto le bande nemiche: poich\u00e9 hanno scavata una fossa per pigliarmi, e han teso de\u2019 lacci ai miei piedi.\n18:23 E tu, o Eterno, conosci tutti i loro disegni contro di me per farmi morire; non perdonare la loro iniquit\u00e0, non cancellare il loro peccato d\u2019innanzi ai tuoi occhi! Siano essi rovesciati davanti a te! Agisci contro di loro nel giorno della tua ira!\n19:1 Cos\u00ec ha detto l\u2019Eterno: Va\u2019, compra una brocca di terra da un vasaio, e prendi teco alcuni degli anziani del popolo e degli anziani de\u2019 sacerdoti;\n19:2 r\u00e9cati nella valle del figliuolo d\u2019Hinnom ch\u2019\u00e8 all\u2019ingresso della porta dei Vasai, e quivi proclama le parole che io ti dir\u00f2.\n19:3 Dirai cos\u00ec: Ascoltate la parola dell\u2019Eterno, o re di Giuda, e abitanti di Gerusalemme! Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Ecco io fo venire sopra questo luogo una calamit\u00e0, che far\u00e0 intronar gli orecchi di chi n\u2019udr\u00e0 parlare;\n19:4 poich\u00e9 m\u2019hanno abbandonato, hanno profanato questo luogo, e vi hanno offerto profumi ad altri d\u00e8i, che n\u00e9 essi, n\u00e9 i loro padri, n\u00e9 i re di Giuda hanno conosciuti, e hanno riempito questo luogo di sangue d\u2019innocenti;\n19:5 hanno edificato degli alti luoghi a Baal, per bruciare nel fuoco i loro figliuoli in olocausto a Baal; cosa che io non avevo comandata, della quale non avevo parlato mai, e che non m\u2019era mai venuta in cuore.\n19:6 Perci\u00f2, ecco, i giorni vengono, dice l\u2019Eterno, che questo luogo non sar\u00e0 pi\u00f9 chiamato \"Tofet\", n\u00e9 \"la valle del figliuolo d\u2019Hinnom\", ma \"la valle del Massacro\".\n19:7 Ed io frustrer\u00f2 i disegni di Giuda e di Gerusalemme in questo luogo, e far\u00f2 s\u00ec che costoro cadano per la spada dinanzi ai loro nemici, e per man di coloro che cercano la loro vita; e dar\u00f2 i loro cadaveri in pasto agli uccelli del cielo e alle bestie della terra.\n19:8 E far\u00f2 di questa citt\u00e0 una desolazione, un oggetto di scherno; chiunque passer\u00e0 presso di lei rimarr\u00e0 stupito, e si metter\u00e0 a fischiare per tutte le sue piaghe.\n19:9 E far\u00f2 loro mangiare la carne de\u2019 loro figliuoli e la carne delle loro figliuole, e mangeranno la carne gli uni degli altri, durante l\u2019assedio e la distretta in cui li stringeranno i loro nemici e quelli che cercano la loro vita.\n19:10 Poi tu spezzerai la brocca in presenza di quegli uomini che saranno andati teco, e dirai loro:\n19:11 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti: Cos\u00ec spezzer\u00f2 questo popolo e questa citt\u00e0, come si spezza un vaso di vasaio, che non si pu\u00f2 pi\u00f9 accomodare; e si seppelliranno i morti a Tofet, per mancanza di luogo per seppellire.\n19:12 Cos\u00ec, dice l\u2019Eterno, far\u00f2 a questo luogo ed ai suoi abitanti, rendendo questa citt\u00e0 simile a Tofet.\n19:13 E le case di Gerusalemme, e le case dei re di Giuda, saranno come il luogo di Tofet, immonde; tutte le case, cio\u00e8, sopra i cui tetti essi hanno offerto profumi a tutto l\u2019esercito del cielo, e han fatto libazioni ad altri d\u00e8i.\n19:14 E Geremia torn\u00f2 da Tofet, dove l\u2019Eterno l\u2019avea mandato a profetare; si ferm\u00f2 nel cortile della casa dell\u2019Eterno, e disse a tutto il popolo:\n19:15 \"Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Ecco, io fo venire sopra questa citt\u00e0 e sopra tutte le citt\u00e0 che da lei dipendono tutte le calamit\u00e0 che ho annunziate contro di lei, perch\u00e9 hanno indurato la loro cervice, per non dare ascolto alle mie parole\".\n20:1 Or Pashur, figliuolo d\u2019Immer, sacerdote e capo-soprintendente della casa dell\u2019Eterno, ud\u00ec Geremia che profetizzava queste cose.\n20:2 E Pashur percosse il profeta Geremia, e lo mise nei ceppi nella prigione ch\u2019era nella porta superiore di Beniamino, nella casa dell\u2019Eterno.\n20:3 E il giorno seguente, Pashur fe\u2019 uscire Geremia di carcere. E Geremia gli disse: \"L\u2019Eterno non ti chiama pi\u00f9 Pashur, ma Magor-Missabib.\n20:4 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Io ti render\u00f2 un oggetto di terrore a te stesso e a tutti i tuoi amici; essi cadranno per la spada dei loro nemici, e i tuoi occhi lo vedranno; e dar\u00f2 tutto Giuda in mano del re di Babilonia, che li mener\u00e0 in cattivit\u00e0 in Babilonia, e li colpir\u00e0 con la spada.\n20:5 E dar\u00f2 tutte le ricchezze di questa citt\u00e0 e tutto il suo guadagno e tutte le sue cose preziose, dar\u00f2 tutti i tesori dei re di Giuda in mano dei loro nemici che ne faranno lor preda, li piglieranno, e li porteranno via a Babilonia.\n20:6 E tu, Pashur, e tutti quelli che abitano in casa tua, andrete in cattivit\u00e0; tu andrai a Babilonia, e quivi morrai, e quivi sarai sepolto, tu, con tutti i tuoi amici, ai quali hai profetizzato menzogne\".\n20:7 Tu m\u2019hai persuaso, o Eterno, e io mi son lasciato persuadere, tu m\u2019hai fatto forza, e m\u2019hai vinto; io son diventato ogni giorno un oggetto di scherno, ognuno si fa beffe di me.\n20:8 Poich\u00e9 ogni volta ch\u2019io parlo, grido, grido: \"Violenza e saccheggio!\" S\u00ec, la parola dell\u2019Eterno \u00e8 per me un obbrobrio, uno scherno d\u2019ogni giorno.\n20:9 E s\u2019io dico: \"Io non lo mentover\u00f2 pi\u00f9, non parler\u00f2 pi\u00f9 nel suo nome\", v\u2019\u00e8 nel mio cuore come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa; e mi sforzo di contenerlo, ma non posso.\n20:10 Poich\u00e9 odo le diffamazioni di molti, lo spavento mi vien da ogni lato: \"Denunziatelo, e noi lo denunzieremo\". Tutti quelli coi quali vivevo in pace spiano s\u2019io inciampo, e dicono: \"Forse si lascer\u00e0 sedurre, e noi prevarremo contro di lui, e ci vendicheremo di lui\".\n20:11 Ma l\u2019Eterno \u00e8 meco, come un potente eroe; perci\u00f2 i miei persecutori inciamperanno e non prevarranno; saranno coperti di confusione, perch\u00e9 non sono riusciti; l\u2019onta loro sar\u00e0 eterna, non sar\u00e0 dimenticata.\n20:12 Ma, o Eterno degli eserciti, che provi il giusto, che vedi le reni e il cuore, io vedr\u00f2, s\u00ec, la vendetta che prenderai di loro, poich\u00e9 a te io affido la mia causa!\n20:13 Cantate all\u2019Eterno, lodate l\u2019Eterno, poich\u2019egli libera l\u2019anima dell\u2019infelice dalla mano dei malfattori!\n20:14 Maledetto sia il giorno ch\u2019io nacqui! Il giorno che mia madre mi partor\u00ec non sia benedetto!\n20:15 Maledetto sia l\u2019uomo che port\u00f2 a mio padre la notizia: \"T\u2019\u00e8 nato un maschio\", e lo colm\u00f2 di gioia!\n20:16 Sia quell\u2019uomo come le citt\u00e0 che l\u2019Eterno ha distrutte senza pentirsene! Oda egli delle grida il mattino, e clamori di guerra sul mezzod\u00ec;\n20:17 poich\u2019egli non m\u2019ha fatto morire fin dal seno materno. Cos\u00ec mia madre sarebbe stata la mia tomba, e la sua gravidanza, senza fine.\n20:18 Perch\u00e9 son io uscito dal seno materno per vedere tormento e dolore, e per finire i miei giorni nella vergogna?\n21:1 La parola che fu rivolta a Geremia da parte dell\u2019Eterno, quando il re Sedechia gli mand\u00f2 Pashur, figliuolo di Malchia, e Sefonia, figliuolo di Maaseia, il sacerdote, per dirgli:\n21:2 \"Deh, consulta per noi l\u2019Eterno; poich\u00e9 Nebucadnetsar, re di Babilonia, ci fa la guerra; forse l\u2019Eterno far\u00e0 a pro nostro qualcuna delle sue maraviglie, in guisa che quegli si ritragga da noi\".\n21:3 Allora Geremia disse loro: Direte cos\u00ec a Sedechia:\n21:4 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Ecco, io sto per far rientrare nella citt\u00e0 le armi di guerra che sono nelle vostre mani e con le quali voi combattete, fuori delle mura, contro il re di Babilonia, e contro i Caldei che vi assediano, e le raccoglier\u00f2 in mezzo a questa citt\u00e0.\n21:5 E io stesso combatter\u00f2 contro di voi con mano distesa e con braccio potente, con ira, con furore, con grande indignazione.\n21:6 E colpir\u00f2 gli abitanti di questa citt\u00e0, uomini e bestie; e morranno d\u2019un\u2019orrenda peste.\n21:7 Poi, dice l\u2019Eterno, io dar\u00f2 Sedechia, re di Giuda, e i suoi servi, il popolo, e coloro che in questa citt\u00e0 saranno scampati dalla peste, dalla spada e dalla fame, in mano di Nebucadnetsar re di Babilonia, in mano dei loro nemici, in mano di quelli che cercano la loro vita; e Nebucadnetsar li passer\u00e0 a fil di spada; non li risparmier\u00e0, e non ne avr\u00e0 n\u00e9 piet\u00e0 n\u00e9 compassione.\n21:8 E a questo popolo dirai: Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Ecco, io pongo dinanzi a voi la via della vita e la via della morte.\n21:9 Colui che rimarr\u00e0 in questa citt\u00e0 morr\u00e0 per la spada, per la fame o per la peste; ma chi ne uscir\u00e0 per arrendersi ai Caldei che vi assediano vivr\u00e0, e avr\u00e0 la vita per suo bottino.\n21:10 Poich\u00e9 io volgo la mia faccia contro questa citt\u00e0 per farle del male e non del bene, dice l\u2019Eterno; essa sar\u00e0 data in mano del re di Babilonia, ed egli la dar\u00e0 alle fiamme.\n21:11 E alla casa dei re di Giuda di\u2019: Ascoltate la parola dell\u2019Eterno:\n21:12 O casa di Davide, cos\u00ec dice l\u2019Eterno: Amministrate la giustizia fin dal mattino, e liberate dalla mano dell\u2019oppressore, colui a cui \u00e8 tolto il suo, affinch\u00e9 l\u2019ira mia non divampi a guisa di fuoco, e arda s\u00ec che nessuno la possa spengere, per la malvagit\u00e0 delle vostre azioni.\n21:13 Eccomi contro te, o abitatrice della valle, roccia della pianura, dice l\u2019Eterno. Voi che dite: \"Chi scender\u00e0 contro di noi? Chi entrer\u00e0 nelle nostre dimore?\"\n21:14 io vi punir\u00f2 secondo il frutto delle vostre azioni, dice l\u2019Eterno; e appiccher\u00f2 il fuoco a questa selva di Gerusalemme, ed esso divorer\u00e0 tutto quello che la circonda.\n22:1 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Scendi nella casa del re di Giuda, e pronunzia quivi questa parola, e di\u2019:\n22:2 Ascolta la parola dell\u2019Eterno, o re di Giuda, che siedi sul trono di Davide: tu, i tuoi servitori e il tuo popolo, che entrate per queste porte!\n22:3 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Fate ragione e giustizia, liberate dalla mano dell\u2019oppressore colui al quale \u00e8 tolto il suo, non fate torto n\u00e9 violenza allo straniero, all\u2019orfano e alla vedova, e non spargete sangue innocente, in questo luogo.\n22:4 Poich\u00e9, se metterete realmente ad effetto questa parola, dei re assisi sul trono di Davide entreranno per le porte di questa casa, montati su carri e su cavalli: essi, i loro servitori e il loro popolo.\n22:5 Ma, se non date ascolto a queste parole, io giuro per me stesso, dice l\u2019Eterno, che questa casa sar\u00e0 ridotta in una rovina.\n22:6 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno riguardo alla casa del re di Giuda: Tu eri per me come Galaad, come la vetta del Libano. Ma, certo, io ti ridurr\u00f2 simile a un deserto, a delle citt\u00e0 disabitate.\n22:7 Preparo contro di te dei devastatori armati ciascuno delle sue armi; essi abbatteranno i cedri tuoi pi\u00f9 belli, e li getteranno nel fuoco.\n22:8 Molte nazioni passeranno presso questa citt\u00e0, e ognuno dir\u00e0 all\u2019altro: \"Perch\u00e9 l\u2019Eterno ha egli fatto cos\u00ec a questa grande citt\u00e0?\"\n22:9 E si risponder\u00e0: \"Perch\u00e9 hanno abbandonato il patto dell\u2019Eterno, del loro Dio, perch\u00e9 si son prostrati davanti ad altri d\u00e8i, e li hanno serviti\".\n22:10 Non piangete per il morto, non vi affliggete per lui; ma piangete, piangete per colui che se ne va, perch\u00e9 non torner\u00e0 pi\u00f9, e non vedr\u00e0 pi\u00f9 il suo paese nat\u00eco.\n22:11 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno, riguardo a Shallum, figliuolo di Giosia, re di Giuda, che regnava in luogo di Giosia suo padre, e ch\u2019\u00e8 uscito da questo luogo: Egli non vi ritorner\u00e0 pi\u00f9;\n22:12 ma morr\u00e0 nel luogo dove l\u2019hanno menato in cattivit\u00e0, e non vedr\u00e0 pi\u00f9 questo paese.\n22:13 Guai a colui ch\u2019edifica la sua casa senza giustizia, e le sue camere senza equit\u00e0; che fa lavorare il prossimo per nulla, e non gli paga il suo salario;\n22:14 e dice: \"Mi edificher\u00f2 una casa grande e delle camere spaziose\", e vi fa eseguire delle finestre, la riveste di legno di cedro e la dipinge di rosso!\n22:15 Regni tu forse perch\u00e9 hai la passione del cedro? Tuo padre non mangiava egli e non beveva? Ma faceva ci\u00f2 ch\u2019\u00e8 retto e giusto, e tutto gli andava bene.\n22:16 Egli giudicava la causa del povero e del bisognoso, e tutto gli andava bene. Questo non \u00e8 egli conoscermi? dice l\u2019Eterno.\n22:17 Ma tu non hai occhi n\u00e9 cuore che per la tua cupidigia, per spargere sangue innocente, e per fare oppressione e violenza.\n22:18 Perci\u00f2, cos\u00ec parla l\u2019Eterno riguardo a Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda: Non se ne far\u00e0 cordoglio, dicendo: \"Ahim\u00e8, fratel mio, ahim\u00e8 sorella!\" Non se ne far\u00e0 cordoglio, dicendo: \"Ahim\u00e8, signore, ahim\u00e8 sua maest\u00e0!\"\n22:19 Sar\u00e0 sepolto come si seppellisce un asino, trascinato e gettato fuori delle porte di Gerusalemme.\n22:20 Sali sul Libano e grida, alza la voce in Basan, e grida dall\u2019Abarim, perch\u00e9 tutti i tuoi amanti sono distrutti.\n22:21 Io t\u2019ho parlato al tempo della tua prosperit\u00e0, ma tu dicevi: \"Io non ascolter\u00f2\". Questo \u00e8 stato il tuo modo di fare fin dalla tua fanciullezza; tu non hai mai dato ascolto alla mia voce.\n22:22 Tutti i tuoi pastori saranno pastura del vento e i tuoi amanti andranno in cattivit\u00e0; allora sarai svergognata, confusa, per tutta la tua malvagit\u00e0.\n22:23 O tu che dimori sul Libano, che t\u2019annidi fra i cedri, come farai piet\u00e0 quando ti coglieranno i dolori, le doglie pari a quelle d\u2019una donna di parto!\n22:24 Com\u2019\u00e8 vero ch\u2019io vivo, dice l\u2019Eterno, quand\u2019anche Conia, figliuolo di Joiakim, re di Giuda, fosse un sigillo nella mia destra, io ti strapperei di l\u00ec.\n22:25 Io ti dar\u00f2 in mano di quelli che cercan la tua vita, in mano di quelli de\u2019 quali hai paura, in mano di Nebucadnetsar, re di Babilonia, in mano de\u2019 Caldei.\n22:26 E caccer\u00f2 te e tua madre che t\u2019ha partorito, in un paese straniero dove non siete nati, e quivi morrete.\n22:27 Ma quanto al paese al quale brameranno tornare, essi non vi torneranno.\n22:28 Questo Conia \u00e8 egli dunque un vaso spezzato, infranto? E\u2019 egli un oggetto che non fa pi\u00f9 alcun piacere? Perch\u00e9 son dunque cacciati, egli e la sua progenie, lanciati in un paese che non conoscono?\n22:29 O paese, o paese o paese, ascolta la parola dell\u2019Eterno!\n22:30 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Inscrivete quest\u2019uomo come privo di figliuoli, come un uomo che non prosperer\u00e0 durante i suoi giorni; perch\u00e9 nessuno della sua progenie giunger\u00e0 a sedersi sul trono di Davide, ed a regnare ancora su Giuda.\n23:1 Guai ai pastori che distruggono e disperdono il gregge del mio pascolo! dice l\u2019Eterno.\n23:2 Perci\u00f2 cos\u00ec parla l\u2019Eterno, l\u2019Iddio d\u2019Israele, riguardo ai pastori che pascono il mio popolo: Voi avete disperse le mie pecore, le avete scacciate, e non ne avete avuto cura; ecco, io vi punir\u00f2, per la malvagit\u00e0 delle vostre azioni, dice l\u2019Eterno.\n23:3 E raccoglier\u00f2 il rimanente delle mie pecore da tutti i paesi dove le ho cacciate, e le ricondurr\u00f2 ai loro pascoli, e saranno feconde, e moltiplicheranno.\n23:4 E costituir\u00f2 su loro de\u2019 pastori che le pastureranno, ed esse non avranno pi\u00f9 paura n\u00e9 spavento, e non ne mancher\u00e0 alcuna, dice l\u2019Eterno.\n23:5 Ecco, i giorni vengono, dice l\u2019Eterno, quand\u2019io far\u00f2 sorgere a Davide un germoglio giusto, il quale regner\u00e0 da re e prosperer\u00e0, e far\u00e0 ragione e giustizia nel paese.\n23:6 Ai giorni d\u2019esso, Giuda sar\u00e0 salvato, e Israele star\u00e0 sicuro nella sua dimora: e questo sar\u00e0 il nome col quale sar\u00e0 chiamato: \"l\u2019Eterno nostra giustizia\".\n23:7 Perci\u00f2, ecco, i giorni vengono, dice l\u2019Eterno, che non si dir\u00e0 pi\u00f9: \"L\u2019Eterno \u00e8 vivente, egli che ha tratto i figliuoli d\u2019Israele fuori del paese d\u2019Egitto\",\n23:8 ma: \"l\u2019Eterno \u00e8 vivente, egli che ha tratto fuori e ha ricondotto la progenie della casa d\u2019Israele dal paese del settentrione, e da tutti i paesi dove io li avevo cacciati\"; ed essi dimoreranno nel loro paese.\n23:9 Contro i profeti. Il cuore mi si spezza in seno, tutte le mie ossa tremano; io sono come un ubriaco, come un uomo sopraffatto dal vino, a cagione dell\u2019Eterno e a cagione delle sue parole sante.\n23:10 Poich\u00e9 il paese \u00e8 pieno di adulteri; poich\u00e9 il paese fa cordoglio a motivo della maledizione che lo colpisce; i pascoli del deserto sono inariditi. La corsa di costoro \u00e8 diretta al male, la loro forza non tende al bene.\n23:11 Profeti e sacerdoti sono empi, nella mia casa stessa ho trovato la loro malvagit\u00e0, dice l\u2019Eterno.\n23:12 Perci\u00f2 la loro via sar\u00e0 per loro come luoghi l\u00f9brici in mezzo alle tenebre; essi vi saranno spinti, e cadranno; poich\u00e9 io far\u00f2 venir su loro la calamit\u00e0, l\u2019anno in cui li visiter\u00f2, dice l\u2019Eterno.\n23:13 Avevo ben visto cose insulse tra i profeti di Samaria; profetizzavano nel nome di Baal, e traviavano il mio popolo d\u2019Israele.\n23:14 Ma fra i profeti di Gerusalemme ho visto cose nefande: commettono adulteri, procedono con falsit\u00e0, fortificano le mani de\u2019 malfattori, talch\u00e9 nessuno si converte dalla sua malvagit\u00e0; tutti quanti sono per me come Sodoma, e gli abitanti di Gerusalemme, come quei di Gomorra.\n23:15 Perci\u00f2 cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti riguardo ai profeti: Ecco, io far\u00f2 loro mangiare dell\u2019assenzio, e far\u00f2 loro bere dell\u2019acqua avvelenata; poich\u00e9 dai profeti di Gerusalemme l\u2019empiet\u00e0 s\u2019\u00e8 sparsa per tutto il paese.\n23:16 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti: Non ascoltate le parole de\u2019 profeti che vi profetizzano; essi vi pascono di cose vane; vi espongono le visioni del loro proprio cuore, e non ci\u00f2 che procede dalla bocca dell\u2019Eterno.\n23:17 Dicono del continuo a quei che mi sprezzano: \"L\u2019Eterno ha detto: Avrete pace\"; e a tutti quelli che camminano seguendo la caparbiet\u00e0 del proprio cuore: \"Nessun male v\u2019incoglier\u00e0\";\n23:18 poich\u00e9 chi ha assistito al consiglio dell\u2019Eterno, chi ha veduto, chi ha udito la sua parola? Chi ha prestato orecchio alla sua parola e l\u2019ha udita?\n23:19 Ecco, la tempesta dell\u2019Eterno, il furore scoppia, la tempesta scroscia, scroscia sul capo degli empi.\n23:20 L\u2019ira dell\u2019Eterno non si acqueter\u00e0, finch\u00e9 non abbia eseguito, compiuto i disegni del suo cuore; negli ultimi giorni, lo capirete appieno.\n23:21 Io non ho mandato que\u2019 profeti; ed essi son corsi; io non ho parlato loro, ed essi hanno profetizzato.\n23:22 Se avessero assistito al mio consiglio, avrebbero fatto udire le mie parole al mio popolo, e li avrebbero stornati dalla loro cattiva via e dalla malvagit\u00e0 delle loro azioni.\n23:23 Son io soltanto un Dio da vicino, dice l\u2019Eterno, e non un Dio da lungi?\n23:24 Potrebbe uno nascondersi in luogo occulto s\u00ec ch\u2019io non lo vegga? dice l\u2019Eterno. Non riempio io il cielo e la terra? dice l\u2019Eterno.\n23:25 Io ho udito quel che dicono i profeti che profetizzano menzogne nel mio nome, dicendo: \"Ho avuto un sogno! ho avuto un sogno!\"\n23:26 Fino a quando durer\u00e0 questo? Hanno essi in mente, questi profeti che profetizzan menzogne, questi profeti dell\u2019inganno del cuor loro,\n23:27 pensan essi di far dimenticare il mio nome al mio popolo coi loro sogni che si raccontan l\u2019un l\u2019altro, come i loro padri dimenticarono il mio nome per Baal?\n23:28 Il profeta che ha avuto un sogno, racconti il sogno, e colui che ha udito la mia parola riferisca la mia parola fedelmente. Che ha da fare la paglia col frumento? dice l\u2019Eterno.\n23:29 La mia parola non \u00e8 essa come il fuoco? dice l\u2019Eterno; e come un martello che spezza il sasso?\n23:30 Perci\u00f2, ecco, dice l\u2019Eterno, io vengo contro i profeti che ruban gli uni agli altri le mie parole.\n23:31 Ecco, dice l\u2019Eterno, io vengo contro i profeti che fan parlar la loro propria lingua, eppure dicono: \"Egli dice\".\n23:32 Ecco, dice l\u2019Eterno, io vengo contro quelli che profetizzano sogni falsi, che li raccontano e traviano il mio popolo con le loro menzogne e con la loro temerit\u00e0, bench\u00e9 io non li abbia mandati e non abbia dato loro alcun ordine, ed essi non possan recare alcun giovamento a questo popolo, dice l\u2019Eterno.\n23:33 Se questo popolo o un profeta o sacerdote ti domandano: \"Qual \u00e8 l\u2019oracolo dell\u2019Eterno?\" Tu risponderai loro: \"Qual oracolo? Io vi rigetter\u00f2, dice l\u2019Eterno\".\n23:34 E quanto al profeta, al sacerdote, o al popolo che dir\u00e0: \"Oracolo dell\u2019Eterno\", io lo punir\u00f2: lui, e la sua casa.\n23:35 Direte cos\u00ec, ognuno al suo vicino, ognuno al suo fratello: \"Che ha risposto l\u2019Eterno?\" e: \"Che ha detto l\u2019Eterno?\"\n23:36 Ma l\u2019oracolo dell\u2019Eterno non lo mentoverete pi\u00f9; poich\u00e9 la parola di ciascuno sar\u00e0 per lui il suo oracolo, giacch\u00e9 avete t\u00f2rte le parole dell\u2019Iddio vivente, dell\u2019Eterno degli eserciti, dell\u2019Iddio nostro.\n23:37 Tu dirai cos\u00ec al profeta: \"Che t\u2019ha risposto l\u2019Eterno?\" e: \"Che ha detto l\u2019Eterno?\"\n23:38 E se dite ancora: \"Oracolo dell\u2019Eterno\", allora l\u2019Eterno parla cos\u00ec: \"Siccome avete detto questa parola \"oracolo dell\u2019Eterno\", bench\u00e9 io v\u2019avessi mandato a dire: \"Non dite pi\u00f9: Oracolo dell\u2019Eterno\",\n23:39 ecco, io vi dimenticher\u00f2 del tutto, e vi rigetter\u00f2 lungi dalla mia faccia, voi e la citt\u00e0 che avevo data a voi e ai vostri padri,\n23:40 e vi coprir\u00f2 d\u2019un obbrobrio eterno e d\u2019un\u2019eterna vergogna, che non saran mai dimenticati\".\n24:1 L\u2019Eterno mi fece vedere due canestri di fichi, posti davanti al tempio dell\u2019Eterno, dopo che Nebucadnetsar, re di Babilonia, ebbe menato via da Gerusalemme e trasportato in cattivit\u00e0 a Babilonia Jeconia, figliuolo di Joiakim, re di Giuda, i capi di Giuda, i falegnami e i fabbri.\n24:2 Uno de\u2019 canestri conteneva de\u2019 fichi molto buoni, come sono i fichi primaticci; e l\u2019altro canestro conteneva de\u2019 fichi molto cattivi, che non si potevano mangiare, tanto eran cattivi.\n24:3 E l\u2019Eterno mi disse: \"Che vedi, Geremia?\" Io risposi: \"De\u2019 fichi; quelli buoni, molto buoni, e quelli cattivi, molto cattivi, da non potersi mangiare, tanto sono cattivi\".\n24:4 E la parola dell\u2019Eterno mi fu rivolta in questi termini:\n24:5 \"Cos\u00ec parla l\u2019Eterno, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Quali sono questi fichi buoni, tali saranno que\u2019 di Giuda che ho mandati da questo luogo in cattivit\u00e0 nel paese de\u2019 Caldei; io li riguarder\u00f2 con favore;\n24:6 l\u2019occhio mio si poser\u00e0 con favore su loro; e li ricondurr\u00f2 in questo paese; li stabilir\u00f2 fermamente, e non li distrugger\u00f2 pi\u00f9; li pianter\u00f2, e non li sradicher\u00f2 pi\u00f9.\n24:7 E dar\u00f2 loro un cuore, per conoscer me che sono l\u2019Eterno; saranno mio popolo, e io sar\u00f2 loro Dio, perch\u00e9 si convertiranno a me con tutto il loro cuore.\n24:8 E come si trattano questi fichi cattivi che non si posson mangiare, tanto son cattivi, cos\u00ec, dice l\u2019Eterno, io tratter\u00f2 Sedekia, re di Giuda, e i suoi principi, e il residuo di que\u2019 di Gerusalemme, quelli che son rimasti in questo paese e quelli che abitano nel paese d\u2019Egitto;\n24:9 e far\u00f2 s\u00ec che saranno agitati e maltrattati per tutti i regni della terra; che diventeranno oggetto d\u2019obbrobrio, di proverbio, di sarcasmo e di maledizione in tutti i luoghi dove li caccer\u00f2.\n24:10 E mander\u00f2 contro di loro la spada, la fame, la peste, finch\u00e9 siano scomparsi dal suolo che avevo dato a loro e ai loro padri.\n25:1 La parola che fu rivolta a Geremia riguardo a tutto il popolo di Giuda, nel quarto anno di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda (era il primo anno di Nebucadnetsar, re di Babilonia),\n25:2 e che Geremia pronunzi\u00f2 davanti a tutto il popolo di Giuda e a tutti gli abitanti di Gerusalemme, dicendo:\n25:3 Dal tredicesimo anno di Giosia, figliuolo di Amon, re di Giuda, fino ad oggi, son gi\u00e0 ventitre anni che la parola dell\u2019Eterno m\u2019\u00e8 stata rivolta, e che io v\u2019ho parlato del continuo, fin dal mattino, ma voi non avete dato ascolto.\n25:4 L\u2019Eterno vi ha pure mandato tutti i suoi servitori, i profeti; ve li ha mandati del continuo fin dal mattino, ma voi non avete ubbidito, n\u00e9 avete p\u00f2rto l\u2019orecchio per ascoltare.\n25:5 Essi hanno detto: \"Convertasi ciascun di voi dalla sua cattiva via e dalla malvagit\u00e0 delle sue azioni, e voi abiterete di secolo in secolo sul suolo che l\u2019Eterno ha dato a voi e ai vostri padri;\n25:6 e non andate dietro ad altri d\u00e8i per servirli e per prostrarvi dinanzi a loro; non mi provocate con l\u2019opera delle vostre mani, e io non vi far\u00f2 male alcuno\".\n25:7 Ma voi non mi avete dato ascolto, dice l\u2019Eterno per provocarmi, a vostro danno, con l\u2019opera delle vostre mani.\n25:8 Perci\u00f2, cos\u00ec dice l\u2019Eterno degli eserciti: Giacch\u00e9 non avete dato ascolto alle mie parole, ecco,\n25:9 io mander\u00f2 a prendere tutte le nazioni del settentrione, dice l\u2019Eterno, e mander\u00f2 a chiamare Nebucadnetsar re di Babilonia, mio servitore, e le far\u00f2 venire contro questo paese e contro i suoi abitanti, e contro tutte le nazioni che gli stanno d\u2019intorno, e li voter\u00f2 allo sterminio e li abbandoner\u00f2 alla desolazione, alla derisione, a una solitudine perpetua.\n25:10 E far\u00f2 cessare fra loro i gridi di gioia e i gridi d\u2019esultanza, il canto dello sposo e il canto della sposa, il rumore della macina, e la luce della lampada.\n25:11 E tutto questo paese sar\u00e0 ridotto in una solitudine e in una desolazione, e queste nazioni serviranno il re di Babilonia per settant\u2019anni.\n25:12 Ma quando saran compiuti i settant\u2019anni, io punir\u00f2 il re di Babilonia e quella nazione, dice l\u2019Eterno, a motivo della loro iniquit\u00e0, e punir\u00f2 il paese de\u2019 Caldei, e lo ridurr\u00f2 in una desolazione perpetua.\n25:13 E far\u00f2 venire su quel paese tutte le cose che ho annunziate contro di lui, tutto ci\u00f2 ch\u2019\u00e8 scritto in questo libro, ci\u00f2 che Geremia ha profetizzato contro tutte le nazioni.\n25:14 Infatti, nazioni numerose e re potenti ridurranno in servit\u00f9 i Caldei stessi; io li retribuir\u00f2 secondo le loro azioni, secondo l\u2019opera delle loro mani.\n25:15 Poich\u00e9 cos\u00ec m\u2019ha parlato l\u2019Eterno, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Prendi di mano mia questa coppa del vino della mia ira, e danne a bere a tutte le nazioni alle quali ti mander\u00f2.\n25:16 Esse berranno, barcolleranno, saran come pazze, a motivo della spada ch\u2019io mander\u00f2 fra loro.\n25:17 E io presi la coppa di mano dell\u2019Eterno, e ne diedi a bere a tutte le nazioni alle quali l\u2019Eterno mi mandava:\n25:18 a Gerusalemme e alle citt\u00e0 di Giuda, ai suoi re ed ai suoi principi, per abbandonarli alla rovina, alla desolazione, alla derisione, alla maledizione, come oggi si vede;\n25:19 a Faraone, re d\u2019Egitto, ai suoi servitori, ai suoi principi, a tutto il suo popolo;\n25:20 a tutta la mescolanza di popoli, a tutti i re del paese di Ur, a tutti i re del paese de\u2019 Filistei, ad Askalon, a Gaza, a Ekron, e al residuo d\u2019Asdod;\n25:21 a Edom, a Moab, e ai figliuoli d\u2019Ammon;\n25:22 a tutti i re di Tiro, a tutti i re di Sidon, e ai re delle isole d\u2019oltremare;\n25:23 a Dedan, a Tema, a Buz, e a tutti quelli che si radono i canti della barba;\n25:24 tutti i re d\u2019Arabia, e a tutti i re della mescolanza di popoli che abita nel deserto;\n25:25 a tutti i re di Zimri, a tutti i re d\u2019Elam,\n25:26 e a tutti i re di Media e a tutti i re del settentrione, vicini o lontani, agli uni e agli altri, e a tutti i regni del mondo che sono sulla faccia della terra. E il re di Sceshac ne berr\u00e0 dopo di loro.\n25:27 Tu dirai loro: Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Bevete, ubriacatevi, vomitate, cadete senza rialzarvi pi\u00f9, dinanzi alla spada ch\u2019io mando fra voi.\n25:28 E se ricusano di prender dalla tua mano la coppa per bere, di\u2019 loro: Cos\u00ec dice l\u2019Eterno degli eserciti: Voi berrete in ogni modo!\n25:29 Poich\u00e9, ecco, io comincio a punire la citt\u00e0 sulla quale \u00e8 invocato il mio nome, e voi rimarreste del tutto impuniti? Voi non rimarrete impuniti; poich\u00e9 io chiamer\u00f2 la spada su tutti gli abitanti della terra, dice l\u2019Eterno degli eserciti.\n25:30 E tu, profetizza loro tutte queste cose, e di\u2019 loro: l\u2019Eterno rugge dall\u2019alto, e fa risonare la sua voce dalla sua santa dimora; egli rugge fieramente contro la sua residenza; manda un grido, come quelli che calcan l\u2019uva, contro tutti gli abitanti della terra.\n25:31 Il rumore ne giunge fino all\u2019estremit\u00e0 della terra; poich\u00e9 l\u2019Eterno ha una lite con le nazioni, egli entra in giudizio contro ogni carne; gli empi, li d\u00e0 in bal\u00eca della spada, dice l\u2019Eterno.\n25:32 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti: Ecco, una calamit\u00e0 passa di nazione in nazione, e un gran turbine si leva dalle estremit\u00e0 della terra.\n25:33 In quel giorno, gli uccisi dall\u2019Eterno copriranno la terra dall\u2019una all\u2019altra estremit\u00e0 di essa, e non saranno rimpianti, n\u00e9 raccolti, n\u00e9 seppelliti; serviranno di letame sulla faccia del suolo.\n25:34 Urlate, o pastori, gridate, voltolatevi nella polvere, o guide del gregge! Poich\u00e9 \u00e8 giunto il tempo in cui dovete essere scannati; io vi frantumer\u00f2, e cadrete come un vaso prezioso.\n25:35 Ai pastori mancher\u00e0 ogni rifugio, e le guide del gregge non avranno via di scampo.\n25:36 S\u2019ode il grido de\u2019 pastori e l\u2019urlo delle guide del gregge; poich\u00e9 l\u2019Eterno devasta il loro pascolo;\n25:37 e i tranquilli ovili son ridotti al silenzio, a motivo dell\u2019ardente ira dell\u2019Eterno.\n25:38 Egli ha abbandonato il suo ricetto, come un leoncello, perch\u00e9 il loro paese \u00e8 diventato una desolazione, a motivo del furor della spada crudele, a motivo dell\u2019ardente ira dell\u2019Eterno.\n26:1 Nel principio del regno di Joiakim figliuolo di Giosia, re di Giuda, fu pronunziata questa parola da parte dell\u2019Eterno:\n26:2 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: \"Presentati nel cortile della casa dell\u2019Eterno, e di\u2019 a tutte le citt\u00e0 di Giuda che vengono a prostrarsi nella casa dell\u2019Eterno tutte le parole che io ti comando di dir loro; non ne detrarre verbo.\n26:3 Forse daranno ascolto, e si convertiranno ciascuno dalla sua via malvagia; e io mi pentir\u00f2 del male che penso di far loro per la malvagit\u00e0 delle loro azioni.\n26:4 Tu dirai loro: Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Se non date ascolto, se non camminate secondo la mia legge che vi ho posta dinanzi,\n26:5 se non date ascolto alle parole de\u2019 miei servitori, i profeti, i quali vi mando, che vi ho mandati fin dal mattino e non li avete ascoltati,\n26:6 io tratter\u00f2 questa casa come Sciloh, e far\u00f2 che questa citt\u00e0 serva di maledizione presso tutte le nazioni della terra\".\n26:7 Or i sacerdoti, i profeti e tutto il popolo udirono Geremia che pronunziava queste parole nella casa dell\u2019Eterno.\n26:8 E avvenne che, come Geremia ebbe finito di pronunziare tutto quello che l\u2019Eterno gli aveva comandato di dire a tutto il popolo, i sacerdoti, i profeti e tutto il popolo lo presero, dicendo: \"Tu devi morire!\n26:9 Perch\u00e9 hai profetizzato nel nome dell\u2019Eterno dicendo: Questa casa sar\u00e0 come Sciloh e questa citt\u00e0 sar\u00e0 devastata, e priva d\u2019abitanti?\" E tutto il popolo s\u2019adun\u00f2 contro Geremia nella casa dell\u2019Eterno.\n26:10 Quando i capi di Giuda ebbero udite queste cose, salirono dalla casa del re alla casa dell\u2019Eterno, e si sedettero all\u2019ingresso della porta nuova della casa dell\u2019Eterno.\n26:11 E i sacerdoti e i profeti parlarono ai capi e a tutto il popolo, dicendo: \"Quest\u2019uomo merita la morte, perch\u00e9 ha profetizzato contro questa citt\u00e0, nel modo che avete udito coi vostri propri orecchi\".\n26:12 Allora Geremia parl\u00f2 a tutti i capi e a tutto il popolo, dicendo: \"L\u2019Eterno mi ha mandato a profetizzare contro questa casa e contro questa citt\u00e0 tutte le cose che avete udite.\n26:13 Or dunque, emendate le vostre vie e le vostre azioni, date ascolto alla voce dell\u2019Eterno, del vostro Dio, e l\u2019Eterno si pentir\u00e0 del male che ha pronunziato contro di voi.\n26:14 Quanto a me, eccomi nelle vostre mani; fate di me quello che vi parr\u00e0 buono e giusto.\n26:15 Soltanto sappiate per certo che, se mi fate morire, mettete del sangue innocente addosso a voi, a questa citt\u00e0 e ai suoi abitanti, perch\u00e9 l\u2019Eterno m\u2019ha veramente mandato a voi per farvi udire tutte queste parole\".\n26:16 Allora i capi e tutto il popolo dissero ai sacerdoti e ai profeti: \"Quest\u2019uomo non merita la morte, perch\u00e9 ci ha parlato nel nome dell\u2019Eterno, del nostro Dio\".\n26:17 E alcuni degli anziani del paese si levarono e parlaron cos\u00ec a tutta la raunanza del popolo:\n26:18 \"Michea, il Morashtita, profetizz\u00f2 ai giorni d\u2019Ezechia, re di Giuda, e parl\u00f2 a tutto il popolo di Giuda in questi termini: Cos\u00ec dice l\u2019Eterno degli eserciti: Sion sar\u00e0 arata come un campo, Gerusalemme diventer\u00e0 un monte di ruine, e la montagna del tempio, un\u2019altura boscosa.\n26:19 Ezechia, re di Giuda, e tutto Giuda lo misero essi a morte? Ezechia non temette egli l\u2019Eterno, e non supplic\u00f2 egli l\u2019Eterno s\u00ec che l\u2019Eterno si pent\u00ec del male che aveva pronunziato contro di loro? E noi stiamo per fare un gran male a danno delle anime nostre\".\n26:20 Vi fu anche un altro uomo che profetizz\u00f2 nel nome dell\u2019Eterno: Uria, figliuolo di Scemaia di Kiriath-Jearim, il quale profetizz\u00f2 contro questa citt\u00e0 e contro questo paese, in tutto e per tutto come Geremia;\n26:21 e quando il re Joiakim, tutti i suoi uomini prodi e tutti i suoi capi ebbero udito le sue parole, il re cerc\u00f2 di farlo morire; ma Uria lo seppe, ebbe paura, fugg\u00ec e and\u00f2 in Egitto;\n26:22 e il re Joiakim mand\u00f2 degli uomini in Egitto, cio\u00e8 Elnathan, figliuolo di Acbor, e altra gente con lui.\n26:23 Questi trassero Uria fuori d\u2019Egitto, e lo menarono al re Joiakim, il quale lo colp\u00ec con la spada, e gett\u00f2 il suo cadavere fra le sepolture de\u2019 figliuoli del popolo.\n26:24 Ma la mano di Ahikam, figliuolo di Shafan, fu con Geremia, e imped\u00ec che fosse dato in man del popolo per esser messo a morte.\n27:1 Nel principio del regno di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda, questa parola fu rivolta dall\u2019Eterno a Geremia in questi termini:\n27:2 \"Cos\u00ec m\u2019ha detto l\u2019Eterno: Fatti de\u2019 legami e dei gioghi, e mettiteli sul collo;\n27:3 poi mandali al re di Edom, al re di Moab, al re de\u2019 figliuoli di Ammon, al re di Tiro e al re di Sidone, mediante gli ambasciatori che son venuti a Gerusalemme da Sedekia, re di Giuda;\n27:4 e ordina loro che dicano ai loro signori: Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Direte questo ai vostri signori:\n27:5 Io ho fatto la terra, gli uomini e gli animali che sono sulla faccia della terra, con la mia gran potenza e col mio braccio steso; e do la terra a chi mi par bene.\n27:6 E ora do tutti questi paesi in mano di Nebucadnetsar, re di Babilonia, mio servitore; e gli do pure gli animali della campagna perch\u00e9 gli siano soggetti.\n27:7 E tutte le nazioni saranno soggette a lui, al suo figliuolo e al figliuolo del suo figliuolo, finch\u00e9 giunga il tempo anche pel suo paese; e allora molte nazioni e grandi re lo ridurranno in servit\u00f9.\n27:8 E avverr\u00e0 che la nazione o il regno che non vorr\u00e0 sottomettersi a lui, a Nebucadnetsar re di Babilonia, e non vorr\u00e0 piegare il collo sotto il giogo del re di Babilonia, quella nazione io la punir\u00f2, dice l\u2019Eterno, con la spada, con la fame, con la peste, finch\u00e9 io non l\u2019abbia sterminata per mano di lui.\n27:9 Voi dunque non ascoltate i vostri profeti, n\u00e9 i vostri indovini, n\u00e9 i vostri sognatori, n\u00e9 i vostri pronosticatori, n\u00e9 vostri maghi che vi dicono: Non sarete asserviti al re di Babilonia!\n27:10 Poich\u00e9 essi vi profetizzano menzogna, per allontanarvi dal vostro paese perch\u00e9 io vi scacci e voi periate.\n27:11 Ma la nazione che piegher\u00e0 il suo collo sotto il giogo del re di Babilonia e gli sar\u00e0 soggetta, io la lascer\u00f2 stare nel suo paese, dice l\u2019Eterno; ed essa lo coltiver\u00e0 e vi dimorer\u00e0\".\n27:12 Io parlai dunque a Sedekia, re di Giuda, in conformit\u00e0 di tutte queste parole, e dissi: \"Piegate il collo sotto il giogo del re di Babilonia, sottomettetevi a lui e al suo popolo, e vivrete.\n27:13 Perch\u00e9 morreste, tu e il tuo popolo, per la spada, per la fame e per la peste, come l\u2019Eterno ha detto della nazione che non si assoggetter\u00e0 al re di Babilonia?\n27:14 E non date ascolto alle parole de\u2019 profeti che vi dicono: Non sarete asserviti al re di Babilonia! perch\u00e9 vi profetizzano menzogna.\n27:15 Poich\u00e9 io non li ho mandati, dice l\u2019Eterno; ma profetizzano falsamente nel mio nome, perch\u00e9 io vi scacci, e voi periate: voi e i profeti che vi profetizzano\".\n27:16 Parlai pure ai sacerdoti e a tutto questo popolo, e dissi: \"Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Non date ascolto alle parole dei vostro profeti i quali vi profetizzano, dicendo: Ecco, gli arredi della casa dell\u2019Eterno saranno in breve riportati da Babilonia, perch\u00e9 vi profetizzano menzogna.\n27:17 Non date loro ascolto; sottomettetevi al re di Babilonia, e vivrete. Perch\u00e9 questa citt\u00e0 sarebb\u2019ella ridotta una desolazione?\n27:18 Se sono profeti, e se la parola dell\u2019Eterno \u00e8 con loro, intercedano ora presso l\u2019Eterno degli eserciti perch\u00e9 gli arredi che son rimasti nella casa dell\u2019Eterno, nella casa del re di Giuda e in Gerusalemme non vadano a Babilonia.\n27:19 Perch\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti riguardo alle colonne, al mare, alle basi e al resto degli arredi rimasti in questa citt\u00e0,\n27:20 e che non furon presi da Nebucadnetsar, re di Babilonia quando men\u00f2 in cattivit\u00e0 da Gerusalemme in Babilonia, Jeconia, figliuolo di Joiakim, re di Giuda, e tutti i nobili di Giuda e di Gerusalemme;\n27:21 cos\u00ec, dico, parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele, riguardo agli arredi che rimangono nella casa dell\u2019Eterno, nella casa del re di Giuda e in Gerusalemme:\n27:22 saranno portati a Babilonia, e quivi resteranno, finch\u00e9 io li cercher\u00f2, dice l\u2019Eterno, e li far\u00f2 risalire e ritornare in questo luogo\".\n28:1 In quello stesso anno, al principio del regno di Sedekia, re di Giuda, l\u2019anno quarto, il quinto mese, Anania, figliuolo di Azzur, profeta, ch\u2019era di Gabaon, mi parl\u00f2 nella casa dell\u2019Eterno, in presenza dei sacerdoti e di tutto il popolo, dicendo:\n28:2 \"Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Io spezzo il giogo del re di Babilonia.\n28:3 Entro due anni, io far\u00f2 tornare in questo luogo tutti gli arredi della casa dell\u2019Eterno, che Nebucadnetsar, re di Babilonia, ha tolti da questo luogo e ha portati a Babilonia;\n28:4 e ricondurr\u00f2 in questo luogo, dice l\u2019Eterno, Jeconia, figliuolo di Joiakim, re di Giuda, e tutti que\u2019 di Giuda che sono stati menati in cattivit\u00e0 in Babilonia; perch\u00e9 spezzer\u00f2 il giogo del re di Babilonia\".\n28:5 E il profeta Geremia rispose al profeta Anania in presenza de\u2019 sacerdoti e in presenza di tutto il popolo che si trovava nella casa dell\u2019Eterno.\n28:6 Il profeta Geremia disse: \"Amen! Cos\u00ec faccia l\u2019Eterno! L\u2019Eterno mandi ad effetto quel che tu hai profetizzato, e faccia tornare da Babilonia in questo luogo gli arredi della casa dell\u2019Eterno e tutti quelli che sono stati menati in cattivit\u00e0!\n28:7 Per\u00f2, ascolta ora questa parola che io pronunzio in presenza tua e in presenza di tutto il popolo.\n28:8 I profeti che apparvero prima di me e prima di te fin dai tempi antichi, profetarono contro molti paesi e contro grandi regni la guerra, la fame, la peste.\n28:9 Quanto al profeta che profetizza la pace, allorch\u00e9 si sar\u00e0 adempiuta la sua parola, egli sar\u00e0 riconosciuto come un vero mandato dall\u2019Eterno\".\n28:10 Allora il profeta Anania prese il giogo di sul collo del profeta Geremia e lo spezz\u00f2.\n28:11 E Anania parl\u00f2 in presenza di tutto il popolo, e disse: \"Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: In questo modo io spezzer\u00f2 il giogo di Nebucadnetsar, re di Babilonia, di sul collo di tutte le nazioni, entro lo spazio di due anni\". E il profeta Geremia se ne and\u00f2.\n28:12 Allora la parola dell\u2019Eterno fu rivolta a Geremia, dopo che il profeta Anania ebbe spezzato il giogo di sul collo del profeta Geremia, e disse:\n28:13 \"Va\u2019, e di\u2019 ad Anania: Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Tu hai spezzato un giogo di legno, ma hai fatto, invece di quello, un giogo di ferro.\n28:14 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Io metto un giogo di ferro su collo di tutte queste nazioni perch\u00e9 siano assoggettate a Nebucadnetsar, re di Babilonia; ed esse gli saranno assoggettate; e gli do pure gli animali della campagna\".\n28:15 E il profeta Geremia disse al profeta Anania: \"Ascolta, Anania! L\u2019Eterno non t\u2019ha mandato, e tu hai indotto questo popolo a confidar nella menzogna.\n28:16 Perci\u00f2, cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Ecco, io ti scaccio di sulla faccia della terra: quest\u2019anno morrai, perch\u00e9 hai parlato di ribellione contro l\u2019Eterno\".\n28:17 E il profeta Anania mor\u00ec quello stesso anno, nel settimo mese.\n29:1 Or queste son le parole della lettera che il profeta Geremia mand\u00f2 da Gerusalemme al residuo degli anziani in cattivit\u00e0, ai sacerdoti, ai profeti e a tutto il popolo che Nebucadnetsar avea menato in cattivit\u00e0 da Gerusalemme in Babilonia,\n29:2 dopo che il re Jeconia, la regina, gli eunuchi, i principi di Giuda e di Gerusalemme, i falegnami e i fabbri furono usciti da Gerusalemme.\n29:3 La lettera fu portata per man di Elasa, figliuolo di Shafan, e di Ghemaria, figliuolo di Hilkia, che Sedekia, re di Giuda, mandava a Babilonia da Nebucadnetsar, re di Babilonia. Essa diceva:\n29:4 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele, a tutti i deportati ch\u2019egli ha fatto menare in cattivit\u00e0 da Gerusalemme in Babilonia:\n29:5 Fabbricate delle case e abitatele; piantate de\u2019 giardini e mangiatene il frutto;\n29:6 prendete delle mogli e generate figliuoli e figliuole; prendete delle mogli per i vostri figliuoli; date marito alle vostre figliuole perch\u00e9 faccian figliuoli e figliuole; e moltiplicate l\u00e0 dove siete, e non diminuite.\n29:7 Cercate il bene della citt\u00e0 dove io vi ho fatti menare in cattivit\u00e0, e pregate l\u2019Eterno per essa; poich\u00e9 dal bene d\u2019essa dipende il vostro bene.\n29:8 Poich\u00e9 cos\u00ec dice l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: I vostri profeti che sono in mezzo a voi e i vostri indovini non v\u2019ingannino, e non date retta ai sogni che fate.\n29:9 Giacch\u00e9 quelli vi profetano falsamente nel mio nome; io non li ho mandati, dice l\u2019Eterno.\n29:10 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Quando settant\u2019anni saranno compiuti per Babilonia, io vi visiter\u00f2 e mander\u00f2 ad effetto per voi la mia buona parola, facendovi tornare in questo luogo.\n29:11 Poich\u00e9 io so i pensieri che medito per voi, dice l\u2019Eterno: pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza.\n29:12 Voi m\u2019invocherete, verrete a pregarmi e io v\u2019esaudir\u00f2.\n29:13 Voi mi cercherete e mi troverete, perch\u00e9 mi cercherete con tutto il vostro cuore;\n29:14 e io mi lascer\u00f2 trovare da voi, dice l\u2019Eterno, e vi far\u00f2 tornare dalla vostra cattivit\u00e0; vi raccoglier\u00f2 di fra tutte le nazioni e da tutti i luoghi dove vi ho cacciati, dice l\u2019Eterno; e vi ricondurr\u00f2 nel luogo donde vi ho fatti andare in cattivit\u00e0.\n29:15 Voi dite: \"L\u2019Eterno ci ha suscitato de\u2019 profeti in Babilonia\".\n29:16 Ebbene, cos\u00ec parla l\u2019Eterno riguardo al re che siede sul trono di Davide, riguardo a tutto il popolo che abita in questa citt\u00e0, ai vostri fratelli che non sono andati con voi in cattivit\u00e0;\n29:17 cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti: Ecco, io mander\u00f2 contro di loro la spada, la fame, la peste, e li render\u00f2 come quegli orribili fichi che non si posson mangiare, tanto sono cattivi.\n29:18 E li inseguir\u00f2 con la spada, con la fame, con la peste; far\u00f2 s\u00ec che saranno agitati fra tutti i regni della terra, e li abbandoner\u00f2 alla esecrazione, allo stupore, alla derisione e al vituperio fra tutte le nazioni dove li caccer\u00f2;\n29:19 perch\u00e9 non han dato ascolto alle mie parole, dice l\u2019Eterno, che io ho mandate loro a dire dai miei servitori i profeti del continuo, fin dal mattino; ma essi non han dato ascolto, dice l\u2019Eterno.\n29:20 Ascoltate dunque la parola dell\u2019Eterno, o voi tutti, che io ho mandati in cattivit\u00e0 da Gerusalemme in Babilonia!\n29:21 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele, riguardo ad Achab, figliuolo di Kolaia, e riguardo a Sedekia, figliuolo di Maaseia, che vi profetizzano la menzogna nel mio nome: Ecco, io do costoro in mano di Nebucadnetsar, re di Babilonia, ed ei li metter\u00e0 a morte davanti agli occhi vostri;\n29:22 da essi si trarr\u00e0 una formula di maledizione fra tutti quei di Giuda che sono in cattivit\u00e0 in Babilonia, e si dir\u00e0: \"L\u2019Eterno ti tratti come Sedekia e come Achab, che il re di Babilonia ha fatti arrostire al fuoco!\"\n29:23 Perch\u00e9 costoro han fatto delle cose nefande in Israele, han commesso adulterio con le mogli del loro prossimo, e hanno pronunziato in mio nome parole di menzogna; il che io non avevo loro comandato. Io stesso lo so, e ne son testimone, dice l\u2019Eterno.\n29:24 E quanto a Scemaia il Nehelamita, gli parlerai in questo modo:\n29:25 Cos\u00ec dice l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Tu hai mandato in tuo nome una lettera a tutto il popolo che \u00e8 in Gerusalemme, a Sofonia, figliuolo di Maaseia il sacerdote, e a tutti i sacerdoti, per dire:\n29:26 \"L\u2019Eterno ti ha costituito sacerdote in luogo del sacerdote Jehoiada, perch\u00e9 vi siano nella casa dell\u2019Eterno de\u2019 sovrintendenti per sorvegliare ogni uomo che \u00e8 pazzo e che fa il profeta, e perch\u00e9 tu lo metta ne\u2019 ceppi e ai ferri.\n29:27 E ora perch\u00e9 non reprimi tu Geremia d\u2019Anatoth che fa il profeta tra voi,\n29:28 e ci ha perfino mandato a dire a Babilonia: La cattivit\u00e0 sar\u00e0 lunga; fabbricate delle case e abitatele; piantate de\u2019 giardini e mangiatene il frutto?\"\n29:29 Or il sacerdote Sofonia lesse questa lettera in presenza del profeta Geremia.\n29:30 E la parola dell\u2019Eterno fu rivolta a Geremia, dicendo:\n29:31 Manda a dire a tutti quelli che sono in cattivit\u00e0: Cos\u00ec parla l\u2019Eterno riguardo a Scemaia il Nehelamita: Poich\u00e9 Scemaia vi ha profetato, bench\u00e9 io non l\u2019abbia mandato, e vi ha fatto confidare nella menzogna,\n29:32 cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Ecco, io punir\u00f2 Scemaia il Nehelamita, e la sua progenie; non vi sar\u00e0 alcuno de\u2019 suoi discendenti che abiti in mezzo a questo popolo, ed egli non vedr\u00e0 il bene che io far\u00f2 al mio popolo, dice l\u2019Eterno; poich\u2019egli ha parlato di ribellione contro l\u2019Eterno.\n30:1 La parola che fu rivolta a Geremia dall\u2019Eterno, in questi termini:\n30:2 \"Cos\u00ec parla l\u2019Eterno, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Scriviti in un libro tutte le parole che t\u2019ho dette;\n30:3 poich\u00e9, ecco, i giorni vengono, dice l\u2019Eterno, quando io ritrarr\u00f2 dalla cattivit\u00e0 il mio popolo d\u2019Israele e di Giuda, dice l\u2019Eterno, e li ricondurr\u00f2 nel paese che diedi ai loro padri, ed essi lo possederanno\".\n30:4 Queste sono le parole che l\u2019Eterno ha pronunziate riguardo ad Israele ed a Giuda.\n30:5 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Noi udiamo un grido di terrore, di spavento, e non di pace.\n30:6 Informatevi e guardate se un maschio partorisce! Perch\u00e9 dunque vedo io tutti gli uomini con le mani sui fianchi come donna partoriente? Perch\u00e9 tutte le facce son diventate pallide?\n30:7 Ahim\u00e8, perch\u00e9 quel giorno \u00e8 grande; non ve ne fu mai altro di simile; \u00e8 un tempo di distretta per Giacobbe; ma pure ei ne sar\u00e0 salvato.\n30:8 In quel giorno, dice l\u2019Eterno degli eserciti, io spezzer\u00f2 il suo giogo di sul tuo collo, e romper\u00f2 i tuoi legami; e gli stranieri non ti faran pi\u00f9 loro schiavo;\n30:9 ma quei d\u2019Israele serviranno l\u2019Eterno, il loro Dio, e Davide lor re, che io susciter\u00f2 loro.\n30:10 Tu dunque, o Giacobbe, mio servitore, non temere, dice l\u2019Eterno; non ti sgomentare, o Israele; poich\u00e9, ecco, io ti salver\u00f2 dal lontano paese, salver\u00f2 la tua progenie dalla terra della sua cattivit\u00e0; Giacobbe ritorner\u00e0, sar\u00e0 in riposo, sar\u00e0 tranquillo, e nessuno pi\u00f9 lo spaventer\u00e0.\n30:11 Poich\u00e9 io son teco, dice l\u2019Eterno, per salvarti; io annienter\u00f2 tutte le nazioni fra le quali t\u2019ho disperso, ma non annienter\u00f2 te; per\u00f2, ti castigher\u00f2 con giusta misura, e non ti lascer\u00f2 del tutto impunito.\n30:12 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: La tua ferita \u00e8 incurabile, la tua piaga \u00e8 grave.\n30:13 Nessuno prende in mano la tua causa per fasciar la tua piaga; tu non hai medicamenti atti a guarirla.\n30:14 Tutti i tuoi amanti t\u2019hanno dimenticata, non si curano pi\u00f9 di te; poich\u00e9 io t\u2019ho percossa come si percuote un nemico, t\u2019ho inflitto la correzione d\u2019un uomo crudele, per la grandezza della tua iniquit\u00e0, perch\u00e9 i tuoi peccati sono andati aumentando.\n30:15 Perch\u00e9 gridi a causa della tua ferita? Il tuo dolore \u00e8 insanabile. Io ti ho fatto queste cose per la grandezza della tua iniquit\u00e0, perch\u00e9 i tuoi peccati sono andati aumentando.\n30:16 Nondimeno, tutti quelli che ti divorano saran divorati, tutti i tuoi nemici, tutti quanti, andranno in cattivit\u00e0; quelli che ti spogliano saranno spogliati, quelli che ti saccheggiano li abbandoner\u00f2 al saccheggio.\n30:17 Ma io medicher\u00f2 le tue ferite, ti guarir\u00f2 delle tue piaghe, dice l\u2019Eterno, poich\u00e9 ti chiaman \"la scacciata\", \"la Sion di cui nessuno si cura\".\n30:18 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Ecco, io traggo dalla cattivit\u00e0 le tende di Giacobbe, ed ho piet\u00e0 delle sue dimore; le citt\u00e0 saranno riedificate sulle loro rovine, e i palazzi saranno abitati come di consueto.\n30:19 E ne usciranno azioni di grazie, voci di gente festeggiante. Io li moltiplicher\u00f2 e non saranno pi\u00f9 ridotti a pochi; li render\u00f2 onorati e non saran pi\u00f9 avviliti.\n30:20 I suoi figliuoli saranno come furono un tempo, la sua raunanza sar\u00e0 stabilita dinanzi a me, e io punir\u00f2 tutti i loro oppressori.\n30:21 Il loro principe sar\u00e0 uno d\u2019essi, e chi li signoregger\u00e0 uscir\u00e0 di mezzo a loro; io lo far\u00f2 avvicinare, ed egli verr\u00e0 a me; poich\u00e9 chi disporrebbe il suo cuore ad accostarsi a me? dice l\u2019Eterno.\n30:22 Voi sarete mio popolo, e io sar\u00f2 vostro Dio.\n30:23 Ecco la tempesta dell\u2019Eterno; il furore scoppia; la tempesta imperversa; scroscia sul capo degli empi.\n30:24 L\u2019ardente ira dell\u2019Eterno non s\u2019acqueter\u00e0, finch\u00e9 non abbia eseguiti, compiuti i disegni del suo cuore; negli ultimi giorni, lo capirete.\n31:1 In quel tempo, dice l\u2019Eterno, io sar\u00f2 l\u2019Iddio di tutte le famiglie d\u2019Israele, ed esse saranno il mio popolo.\n31:2 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Il popolo scampato dalla spada ha trovato grazia nel deserto; io sto per dar riposo a Israele.\n31:3 Da tempi lontani l\u2019Eterno m\u2019\u00e8 apparso. \"S\u00ec, io t\u2019amo d\u2019un amore eterno; perci\u00f2 ti prolungo la mia bont\u00e0.\n31:4 Io ti riedificher\u00f2, e tu sarai riedificata, o vergine d\u2019Israele! Tu sarai di nuovo adorna de\u2019 tuoi tamburelli, e uscirai in mezzo alle danze di quei che si rallegrano.\n31:5 Pianterai ancora delle vigne sui monti di Samaria; i piantatori pianteranno e raccoglieranno il frutto.\n31:6 Poich\u00e9 il giorno verr\u00e0, quando le guardie grideranno sul monte d\u2019Efraim: Levatevi, saliamo a Sion, all\u2019Eterno ch\u2019\u00e8 il nostro Dio\".\n31:7 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Levate canti di gioia per Giacobbe, date in gridi, per il capo delle nazioni; fate dire delle laudi, e dite: \"O Eterno, salva il tuo popolo, il residuo d\u2019Israele!\"\n31:8 Ecco, io li riconduco dal paese del settentrione, e li raccolgo dalle estremit\u00e0 della terra; fra loro sono il cieco e lo zoppo, la donna incinta e quella in doglie di parto: una gran moltitudine, che ritorna qua.\n31:9 Vengono piangenti; li conduco supplichevoli; li meno ai torrenti d\u2019acqua, per una via diritta dove non inciamperanno; perch\u00e9 son diventato un padre per Israele, ed Efraim \u00e8 il mio primogenito.\n31:10 O nazioni, ascoltate la parola dell\u2019Eterno, e proclamatela alle isole lontane, e dite: \"Colui che ha disperso Israele lo raccoglie, e lo custodisce come un pastore il suo gregge\".\n31:11 Poich\u00e9 l\u2019Eterno ha riscattato Giacobbe, l\u2019ha redento della mano d\u2019uno pi\u00f9 forte di lui.\n31:12 E quelli verranno e canteranno di gioia sulle alture di Sion, e affluiranno verso i beni dell\u2019Eterno: al frumento, al vino, all\u2019olio, al frutto de\u2019 greggi e degli armenti; e l\u2019anima loro sar\u00e0 come un giardino annaffiato, e non continueranno pi\u00f9 a languire.\n31:13 Allora la vergine si rallegrer\u00e0 nella danza, i giovani gioiranno insieme ai vecchi; io muter\u00f2 il loro lutto in gioia, li consoler\u00f2, li rallegrer\u00f2 liberandoli del loro dolore.\n31:14 Satoller\u00f2 di grasso l\u2019anima de\u2019 sacerdoti, ed il mio popolo sar\u00e0 saziato dei miei beni, dice l\u2019Eterno.\n31:15 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: S\u2019\u00e8 udita una voce in Rama, un lamento, un pianto amaro; Rachele piange i suoi figliuoli; ella rifiuta d\u2019esser consolata de\u2019 suoi figliuoli, perch\u00e9 non sono pi\u00f9.\n31:16 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Trattieni la tua voce dal piangere, i tuoi occhi dal versar lagrime; poich\u00e9 l\u2019opera tua sar\u00e0 ricompensata, dice l\u2019Eterno: essi ritorneranno dal paese del nemico;\n31:17 e v\u2019\u00e8 speranza per il tuo avvenire, dice l\u2019Eterno; i tuoi figliuoli ritorneranno nelle loro frontiere.\n31:18 Io odo, odo Efraim che si rammarica: \"Tu m\u2019hai castigato, e io sono stato castigato, come un giovenco non domato; convertimi, e io mi convertir\u00f2, giacch\u00e9 tu sei l\u2019Eterno, il mio Dio.\n31:19 Dopo che mi sono sviato, io mi son pentito; e dopo che ho riconosciuto il mio stato, mi son battuto l\u2019anca; io son coperto di vergogna, confuso, perch\u00e9 porto l\u2019obbrobrio della mia giovinezza\".\n31:20 Efraim \u00e8 egli dunque per me un figliuolo s\u00ec caro? un figliuolo prediletto? Dacch\u00e9 io parlo contro di lui, \u00e8 pi\u00f9 vivo e continuo il ricordo che ho di esso; perci\u00f2 le mie viscere si commuovono per lui, ed io certo ne avr\u00f2 piet\u00e0, dice l\u2019Eterno.\n31:21 Rizza delle pietre miliari, fatti de\u2019 pali indicatori, poni ben mente alla strada, alla via che hai segu\u00ecta. Ritorna, o vergine d\u2019Israele, torna a queste citt\u00e0 che son tue!\n31:22 Fino a quando n\u2019andrai tu vagabonda, o figliuola infedele? Poich\u00e9 l\u2019Eterno crea una cosa nuova sulla terra: la donna che corteggia l\u2019uomo.\n31:23 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Ancora si dir\u00e0 questa parola nel paese di Giuda e nelle sue citt\u00e0, quando li avr\u00f2 fatti tornare dalla cattivit\u00e0: \"L\u2019Eterno ti benedica, o dimora di giustizia, o monte di santit\u00e0!\"\n31:24 L\u00e0 si stabiliranno assieme Giuda e tutte le sue citt\u00e0: gli agricoltori e quei che menano i greggi.\n31:25 Poich\u00e9 io ristorer\u00f2 l\u2019anima stanca, e sazier\u00f2 ogni anima languente.\n31:26 A questo punto mi sono svegliato e ho guardato; e il mio sonno m\u2019\u00e8 stato dolce.\n31:27 Ecco, i giorni vengono, dice l\u2019Eterno, ch\u2019io seminer\u00f2 la casa d\u2019Israele e la casa di Giuda di semenza d\u2019uomini e di semenza d\u2019animali.\n31:28 E avverr\u00e0 che, come ho vegliato su loro per svellere e per demolire, per rovesciare, per distruggere e per nuocere, cos\u00ec veglier\u00f2 su loro per edificare e per piantare, dice l\u2019Eterno.\n31:29 In quei giorni non si dir\u00e0 pi\u00f9: \"I padri han mangiato l\u2019agresto, e i denti de\u2019 figliuoli si sono allegati\",\n31:30 ma ognuno morr\u00e0 per la propria iniquit\u00e0: chiunque manger\u00e0 l\u2019agresto ne avr\u00e0 i denti allegati.\n31:31 Ecco, i giorni vengono, dice l\u2019Eterno, che io far\u00f2 un nuovo patto con la casa d\u2019Israele e con la casa di Giuda;\n31:32 non come il patto che fermai coi loro padri il giorno che li presi per mano per trarli fuori dal paese d\u2019Egitto: patto ch\u2019essi violarono, bench\u00e9 io fossi loro signore, dice l\u2019Eterno;\n31:33 ma questo \u00e8 il patto che far\u00f2 con la casa d\u2019Israele, dopo quei giorni, dice l\u2019Eterno: io metter\u00f2 la mia legge nell\u2019intimo loro, la scriver\u00f2 sul loro cuore, e io sar\u00f2 loro Dio, ed essi saranno mio popolo.\n31:34 E non insegneranno pi\u00f9 ciascuno il suo compagno e ciascuno il suo fratello, dicendo: \"Conoscete l\u2019Eterno!\" poich\u00e9 tutti mi conosceranno, dal pi\u00f9 piccolo al pi\u00f9 grande, dice l\u2019Eterno. Poich\u00e9 io perdoner\u00f2 la loro iniquit\u00e0, e non mi ricorder\u00f2 pi\u00f9 del loro peccato.\n31:35 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno, che ha dato il sole come luce del giorno, e le leggi alla luna e alle stelle perch\u00e9 sian luce alla notte; che solleva il mare s\u00ec che ne muggon le onde; colui che ha nome: l\u2019Eterno degli eserciti.\n31:36 Se quelle leggi vengono a mancare dinanzi a me, dice l\u2019Eterno, allora anche la progenie d\u2019Israele cesser\u00e0 d\u2019essere in perpetuo una nazione nel mio cospetto.\n31:37 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Se i cieli di sopra possono esser misurati, e le fondamenta della terra di sotto, scandagliate, allora anch\u2019io rigetter\u00f2 tutta la progenie d\u2019Israele per tutto quello ch\u2019essi hanno fatto, dice l\u2019Eterno.\n31:38 Ecco, i giorni vengono, dice l\u2019Eterno, che questa citt\u00e0 sar\u00e0 riedificata in onore dell\u2019Eterno, dalla torre di Hananeel alla porta dell\u2019angolo.\n31:39 E di l\u00e0 la corda per misurare sar\u00e0 tirata in linea retta fino al colle di Gareb, e girer\u00e0 dal lato di Goah.\n31:40 E tutta la valle de\u2019 cadaveri e delle ceneri e tutti i campi fino al torrente di Kidron, fino all\u2019angolo della porta de\u2019 cavalli verso oriente, saranno consacrati all\u2019Eterno, e non saranno pi\u00f9 sconvolti n\u00e9 distrutti in perpetuo.\n32:1 La parola che fu rivolta a Geremia dall\u2019Eterno nel decimo anno di Sedekia, re di Giuda, che fu l\u2019anno diciottesimo di Nebucadnetsar.\n32:2 L\u2019esercito del re di Babilonia assediava allora Gerusalemme, e il profeta Geremia era rinchiuso nel cortile della prigione ch\u2019era nella casa del re di Giuda.\n32:3 Ve l\u2019aveva fatto rinchiudere Sedekia, re di Giuda, col dirgli: \"Perch\u00e9 vai tu profetizzando dicendo: Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Ecco, io do questa citt\u00e0 in man del re di Babilonia, ed ei la prender\u00e0;\n32:4 e Sedekia, re di Giuda, non scamper\u00e0 dalle mani de\u2019 Caldei, ma sar\u00e0 per certo dato in man del re di Babilonia, e parler\u00e0 con lui bocca a bocca, e lo vedr\u00e0 faccia a faccia;\n32:5 e Nebucadnetsar mener\u00e0 Sedekia a Babilonia, ed egli rester\u00e0 quivi finch\u2019io lo visiti, dice l\u2019Eterno; se combattete contro i Caldei voi non riuscirete a nulla\".\n32:6 E Geremia disse: \"La parola dell\u2019Eterno m\u2019\u00e8 stata rivolta in questi termini:\n32:7 Ecco, Hanameel, figliuolo di Shallum, tuo zio, viene da te per dirti: C\u00f2mprati il mio campo ch\u2019\u00e8 ad Anatoth, poich\u00e9 tu hai diritto di riscatto per comprarlo\".\n32:8 E Hanameel, figliuolo del mio zio, venne da me, secondo la parola dell\u2019Eterno, nel cortile della prigione, e mi disse: Ti prego, compra il mio campo ch\u2019\u00e8 ad Anatoth, nel territorio di Beniamino; giacch\u00e9 tu hai il diritto di successione e il diritto di riscatto, compratelo!\" Allora riconobbi che questa era parola dell\u2019Eterno.\n32:9 E io comprai da Hanameel, figliuolo del mio zio, il campo ch\u2019era ad Anatoth, gli pesai il danaro, diciassette sicli d\u2019argento.\n32:10 Scrissi tutto questo in un atto, lo sigillai, chiamai i testimoni, e pesai il danaro nella bilancia.\n32:11 Poi presi l\u2019atto di compra, quello sigillato contenente i termini e le condizioni, e quello aperto,\n32:12 e consegnai l\u2019atto di compra a Baruc, figliuolo di Neria, figliuolo di Mahseia, in presenza di Hanameel mio cugino, in presenza dei testimoni che avevano sottoscritto l\u2019atto di compra, e in presenza di tutti i Giudei che sedevano nel cortile della prigione.\n32:13 Poi, davanti a loro, diedi quest\u2019ordine a Baruc:\n32:14 \"Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Prendi questi atti, l\u2019atto di compra, tanto quello ch\u2019\u00e8 sigillato, quanto quello ch\u2019\u00e8 aperto, e mettili in un vaso di terra, perch\u00e9 si conservino lungo tempo.\n32:15 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Si compreranno ancora delle case, de\u2019 campi e delle vigne, in questo paese\".\n32:16 E dopo ch\u2019io ebbi consegnato l\u2019atto di compra a Baruc, figliuolo di Neria, pregai l\u2019Eterno, dicendo:\n32:17 \"Ah, Signore, Eterno! Ecco, tu hai fatto il cielo e la terra con la tua gran potenza e col tuo braccio disteso: non v\u2019\u00e8 nulla di troppo difficile per te;\n32:18 tu usi benignit\u00e0 verso mille generazioni, e retribuisci l\u2019iniquit\u00e0 dei padri in seno ai figliuoli, dopo di loro; tu sei l\u2019Iddio grande, potente, il cui nome e l\u2019Eterno degli eserciti;\n32:19 tu sei grande in consiglio e potente in opere; e hai gli occhi aperti su tutte le vie de\u2019 figliuoli degli uomini, per rendere a ciascuno secondo le sue opere e secondo il frutto delle sue azioni;\n32:20 tu hai fatto nel paese d\u2019Egitto, in Israele e fra gli altri uomini, fino a questo giorno, miracoli e prodigi, e ti sei acquistato un nome qual \u00e8 oggi;\n32:21 tu traesti il tuo popolo fuori dal paese d\u2019Egitto con miracoli e prodigi, con mano potente e braccio steso, con gran terrore;\n32:22 e desti loro questo paese che avevi giurato ai loro padri di dar loro: un paese dove scorre il latte e il miele.\n32:23 Ed essi v\u2019entrarono e ne presero possesso, ma non hanno ubbidito alla tua voce e non han camminato secondo la tua legge; tutto quello che avevi loro comandato di fare essi non l\u2019hanno fatto; perci\u00f2 tu hai fatto venir su di essi tutti questi mali.\n32:24 Ecco, le opere d\u2019assedio giungono fino alla citt\u00e0 per prenderla; e la citt\u00e0, vinta dalla spada, dalla fame e dalla peste, \u00e8 data in man de\u2019 Caldei che combattono contro di lei. Quello che tu hai detto \u00e8 avvenuto, ed ecco, tu lo vedi.\n32:25 Eppure, o Signore, o Eterno, tu m\u2019hai detto: C\u00f2mprati con danaro il campo, e chiama de\u2019 testimoni\u2026 e la citt\u00e0 \u00e8 data in man de\u2019 Caldei\".\n32:26 Allora la parola dell\u2019Eterno fu rivolta a Geremia in questi termini:\n32:27 \"Ecco, io sono l\u2019Eterno, l\u2019Iddio d\u2019ogni carne; v\u2019ha egli qualcosa di troppo difficile per me?\n32:28 Perci\u00f2, cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Ecco, io do questa citt\u00e0 in man de\u2019 Caldei, in mano di Nebucadnetsar, re di Babilonia, il quale la prender\u00e0;\n32:29 e i Caldei che combattono contro questa citt\u00e0 v\u2019entreranno, v\u2019appiccheranno il fuoco e la incendieranno, con le case sui tetti delle quali hanno offerto profumi a Baal e fatto libazioni ad altri d\u00e8i, per provocarmi ad ira.\n32:30 Poich\u00e9 i figliuoli d\u2019Israele e i figliuoli di Giuda, non hanno fatto altro, fin dalla loro fanciullezza, che quel ch\u2019\u00e8 male agli occhi miei; giacch\u00e9 i figliuoli d\u2019Israele non hanno fatto che provocarmi ad ira con l\u2019opera delle loro mani, dice l\u2019Eterno.\n32:31 Poich\u00e9 questa citt\u00e0, dal giorno che fu edificata fino ad oggi, \u00e8 stata una continua provocazione alla mia ira e al mio furore, sicch\u00e9 la voglio toglier via dalla mia presenza,\n32:32 a motivo di tutto il male che i figliuoli d\u2019Israele e i figliuoli di Giuda hanno fatto per provocarmi ad ira; essi, i loro re, i loro principi, i loro sacerdoti, i loro profeti, gli uomini di Giuda, e gli abitanti di Gerusalemme.\n32:33 E m\u2019hanno voltato non la faccia, ma le spalle; e sebbene io li abbia ammaestrati del continuo fin dalla mattina, essi non han dato ascolto per ricevere la correzione.\n32:34 Ma hanno messo le loro abominazioni nella casa sulla quale \u00e8 invocato il mio nome, per contaminarla.\n32:35 E hanno edificato gli alti luoghi di Baal che sono nella valle de\u2019 figliuoli d\u2019Hinnom, per far passare per il fuoco i loro figliuoli e le loro figliuole offrendoli a Moloc; una cosa siffatta io non l\u2019ho comandata loro; e non m\u2019\u00e8 venuto mai in mente che si dovesse commettere una tale abominazione, facendo peccare Giuda.\n32:36 Ma ora, in seguito a tutto questo, cos\u00ec parla l\u2019Eterno, l\u2019Iddio d\u2019Israele, riguardo a questa citt\u00e0, della quale voi dite: Ella \u00e8 data in mano del re di Babilonia, per la spada, per la fame e per la peste:\n32:37 Ecco, li raccoglier\u00f2 da tutti i paesi dove li ho cacciati nella mia ira, nel mio furore, nella mia grande indignazione; e li far\u00f2 tornare in questo luogo, e ve li far\u00f2 dimorare al sicuro;\n32:38 ed essi saranno mio popolo, e io sar\u00f2 loro Dio;\n32:39 e dar\u00f2 loro uno stesso cuore, una stessa via, perch\u00e9 mi temano in perpetuo per il loro bene e per quello dei loro figliuoli dopo di loro.\n32:40 E far\u00f2 con loro un patto eterno, che non mi ritrarr\u00f2 pi\u00f9 da loro per cessare di far loro del bene; e metter\u00f2 il mio timore nel loro cuore, perch\u00e9 non si dipartano da me.\n32:41 E metter\u00f2 la mia gioia nel far loro del bene e li pianter\u00f2 in questo paese con fedelt\u00e0, con tutto il mio cuore, con tutta l\u2019anima mia.\n32:42 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Come ho fatto venire su questo popolo tutto questo gran male, cos\u00ec far\u00f2 venire su lui tutto il bene che gli prometto.\n32:43 Si compreranno de\u2019 campi in questo paese, del quale voi dite: E\u2019 desolato; non v\u2019\u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 uomo n\u00e9 bestia; \u00e8 dato in man de\u2019 Caldei.\n32:44 Si compreranno de\u2019 campi con danaro, se ne scriveranno gli atti, si sigilleranno, si chiameranno testimoni, nel paese di Beniamino e ne\u2019 luoghi intorno a Gerusalemme, nelle citt\u00e0 di Giuda, nelle citt\u00e0 della contrada montuosa, nelle citt\u00e0 della pianura, nelle citt\u00e0 del mezzogiorno; poich\u00e9 io far\u00f2 tornare quelli che sono in cattivit\u00e0, dice l\u2019Eterno\".\n33:1 La parola dell\u2019Eterno fu rivolta per la seconda volta a Geremia in questi termini, mentr\u2019egli era ancora rinchiuso nel cortile della prigione:\n33:2 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno, che sta per far questo, l\u2019Eterno che lo concepisce per mandarlo ad effetto, colui che ha nome l\u2019Eterno:\n33:3 Invocami, e io ti risponder\u00f2, e t\u2019annunzier\u00f2 cose grandi e impenetrabili, che tu non conosci.\n33:4 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno, l\u2019Iddio d\u2019Israele, riguardo alle case di questa citt\u00e0, e riguardo alle case dei re di Giuda che saran diroccate per far fronte ai terrapieni ed alla spada del nemico\n33:5 quando si verr\u00e0 a combattere contro i Caldei, e a riempire quelle case di cadaveri d\u2019uomini, che io percuoter\u00f2 nella mia ira e nel mio furore, e per le cui malvagit\u00e0 io nasconder\u00f2 la mia faccia a questa citt\u00e0:\n33:6 Ecco, io recher\u00f2 ad essa medicazione e rimedi, e guarir\u00f2 i suoi abitanti, e aprir\u00f2 loro un tesoro di pace e di verit\u00e0.\n33:7 E far\u00f2 tornare dalla cattivit\u00e0 Giuda e Israele, e li ristabilir\u00f2 com\u2019erano prima;\n33:8 e li purificher\u00f2 di tutta l\u2019iniquit\u00e0, colla quale hanno peccato contro di me; e perdoner\u00f2 loro tutte le iniquit\u00e0 colle quali hanno peccato contro di me, e si sono ribellati a me.\n33:9 E questa citt\u00e0 sar\u00e0 per me un palese argomento di gioia, di lode e di gloria fra tutte le nazioni della terra, che udranno tutto il bene ch\u2019io sto per far loro, e temeranno e tremeranno a motivo di tutto il bene e di tutta la pace ch\u2019io procurer\u00f2 a Gerusalemme.\n33:10 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: In questo luogo, del quale voi dite: \"E\u2019 un deserto, non v\u2019\u00e8 pi\u00f9 uomo n\u00e9 bestia\", nelle citt\u00e0 di Giuda, e per le strade di Gerusalemme che son desolate e dove non \u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 uomo, n\u00e9 abitante, n\u00e9 bestia,\n33:11 s\u2019udranno ancora i gridi di gioia, i gridi d\u2019esultanza, la voce dello sposo e la voce della sposa, la voce di quelli che dicono: \"Celebrate l\u2019Eterno degli eserciti, poich\u00e9 l\u2019Eterno \u00e8 buono, poich\u00e9 la sua benignit\u00e0 dura in perpetuo\", e che portano offerte di azioni di grazie nella casa dell\u2019Eterno. Poich\u00e9 io far\u00f2 tornare i deportati del paese, e lo ristabilir\u00f2 com\u2019era prima, dice l\u2019Eterno.\n33:12 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti: In questo luogo ch\u2019\u00e8 deserto, dove non v\u2019\u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 uomo n\u00e9 bestia, e in tutte le sue citt\u00e0 vi saranno ancora delle dimore di pastori, che faranno riposare i loro greggi.\n33:13 Nelle citt\u00e0 della contrada montuosa, nelle citt\u00e0 della pianura, nelle citt\u00e0 del mezzogiorno, nel paese di Beniamino, nei dintorni di Gerusalemme e nelle citt\u00e0 di Giuda le pecore passeranno ancora sotto la mano di colui che le conta, dice l\u2019Eterno.\n33:14 Ecco, i giorni vengono, dice l\u2019Eterno, che io mander\u00f2 ad effetto la buona parola che ho pronunziata riguardo alla casa d\u2019Israele e riguardo alla casa di Giuda.\n33:15 In que\u2019 giorni e in quel tempo, io far\u00f2 germogliare a Davide un germe di giustizia, ed esso far\u00e0 ragione e giustizia nel paese.\n33:16 In que\u2019 giorni, Giuda sar\u00e0 salvato, e Gerusalemme abiter\u00e0 al sicuro, e questo \u00e8 il nome onde sar\u00e0 chiamata: \"l\u2019Eterno, nostra giustizia\".\n33:17 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Non verr\u00e0 mai meno a Davide chi segga sul trono della casa d\u2019Israele,\n33:18 e ai sacerdoti levitici non verr\u00e0 mai meno nel mio cospetto chi offra olocausti, chi faccia fumare le offerte, e chi faccia tutti i giorni i sacrifizi.\n33:19 E la parola dell\u2019Eterno fu rivolta a Geremia in questi termini:\n33:20 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Se voi potete annullare il mio patto col giorno e il mio patto con la notte, s\u00ec che il giorno e la notte non vengano al tempo loro,\n33:21 allora si potr\u00e0 anche annullare il mio patto con Davide mio servitore, s\u00ec ch\u2019egli non abbia pi\u00f9 figliuolo che regni sul suo trono, e coi sacerdoti levitici miei ministri.\n33:22 Come non si pu\u00f2 contare l\u2019esercito del cielo n\u00e9 misurare la rena del mare, cos\u00ec io moltiplicher\u00f2 la progenie di Davide, mio servitore, e i Leviti che fanno il mio servizio.\n33:23 La parola dell\u2019Eterno fu rivolta a Geremia in questi termini:\n33:24 Non hai tu posto mente alle parole di questo popolo quando va dicendo: \"Le due famiglie che l\u2019Eterno aveva scelte, le ha rigettate?\" Cos\u00ec disprezzano il mio popolo, che agli occhi loro non \u00e8 pi\u00f9 una nazione.\n33:25 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Se io non ho stabilito il mio patto col giorno e con la notte, e se non ho fissato le leggi del cielo e della terra,\n33:26 allora rigetter\u00f2 anche la progenie di Giacobbe e di Davide mio servitore, e non prender\u00f2 pi\u00f9 dal suo lignaggio i reggitori della progenie d\u2019Abrahamo, d\u2019Isacco e di Giacobbe! poich\u00e9 io far\u00f2 tornare i loro esuli, e avr\u00f2 piet\u00e0 di loro.\n34:1 La parola che fu rivolta dall\u2019Eterno in questi termini a Geremia, quando Nebucadnetsar, re di Babilonia, e tutto il suo esercito, e tutti i regni della terra sottoposti al suo dominio, e tutti i popoli combattevano contro Gerusalemme e contro tutte le sue citt\u00e0:\n34:2 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Va\u2019, parla a Sedekia, re di Giuda, e digli: Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Ecco, io do questa citt\u00e0 in mano del re di Babilonia, il quale la dar\u00e0 alle fiamme;\n34:3 e tu non scamperai dalla sua mano, ma sarai certamente preso, e sarai dato in sua mano; i tuoi occhi vedranno gli occhi del re di Babilonia; egli ti parler\u00e0 da bocca a bocca, e tu andrai a Babilonia.\n34:4 Nondimeno, o Sedekia, re di Giuda, ascolta la parola dell\u2019Eterno: Cos\u00ec parla l\u2019Eterno riguardo a te: Tu non morrai per la spada;\n34:5 tu morrai in pace; e come si arsero aromi per i tuoi padri, gli antichi re tuoi predecessori, cos\u00ec se ne arderanno per te; e si far\u00e0 cordoglio per te, dicendo: \"Ahim\u00e8, signore!\u2026\" poich\u00e9 son io quegli che pronunzia questa parola, dice l\u2019Eterno.\n34:6 E il profeta Geremia disse tutte queste parole a Sedekia, re di Giuda, a Gerusalemme,\n34:7 mentre l\u2019esercito del re di Babilonia combatteva contro Gerusalemme e contro tutte le citt\u00e0 di Giuda che resistevano ancora, cio\u00e8 contro Lachis e Azeka, ch\u2019eran tutto quello che rimaneva, in fatto di citt\u00e0 fortificate, fra le citt\u00e0 di Giuda.\n34:8 La parola che fu rivolta dall\u2019Eterno a Geremia, dopo che il re Sedekia ebbe fatto un patto con tutto il popolo di Gerusalemme di proclamare l\u2019emancipazione,\n34:9 per la quale ognuno doveva rimandare in libert\u00e0 il suo schiavo e la sua schiava, ebreo ed ebrea, e nessuno doveva tener pi\u00f9 in ischiavit\u00f9 alcun suo fratello giudeo.\n34:10 E tutti i capi e tutto il popolo ch\u2019erano entrati nel patto di rimandare in libert\u00e0 ciascuno il proprio servo e la propria serva e di non tenerli pi\u00f9 in ischiavit\u00f9 ubbidirono e li rimandarono;\n34:11 ma poi mutarono, e fecero ritornare gli schiavi e le schiave che avevano affrancati, e li riassoggettarono ad essere loro schiavi e schiave.\n34:12 La parola dell\u2019Eterno fu dunque rivolta dall\u2019Eterno a Geremia, in questi termini:\n34:13 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Io fermai un patto coi vostri padri il giorno che li trassi fuori dal paese d\u2019Egitto, dalla casa di servit\u00f9, e dissi loro:\n34:14 \"Al termine di sette anni, ciascuno di voi rimandi libero il suo fratello ebreo, che si sar\u00e0 venduto a lui; ti serva sei anni, poi rimandalo da casa tua libero\"; ma i vostri padri non ubbidirono e non prestarono orecchio.\n34:15 E voi eravate oggi tornati a fare ci\u00f2 ch\u2019\u00e8 retto agli occhi miei, proclamando l\u2019emancipazione ciascuno al suo prossimo, e avevate fermato un patto nel mio cospetto, nella casa sulla quale \u00e8 invocato il mio nome;\n34:16 ma siete tornati indietro, e avete profanato il mio nome; ciascun di voi ha fatto ritornare il suo schiavo e la sua schiava che avevate rimandati in libert\u00e0 a loro piacere, e li avete assoggettati ad essere vostri schiavi e schiave.\n34:17 Perci\u00f2, cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Voi non mi avete ubbidito proclamando l\u2019emancipazione ciascuno al suo fratello e ciascuno al suo prossimo; ecco: io proclamo la vostra emancipazione, dice l\u2019Eterno, per andare incontro alla spada, alla peste e alla fame, e far\u00f2 che sarete agitati per tutti i regni della terra.\n34:18 E dar\u00f2 gli uomini che hanno trasgredito il mio patto e non hanno messo ad effetto le parole del patto che aveano fermato nel mio cospetto, passando in mezzo alle parti del vitello che aveano tagliato in due;\n34:19 dar\u00f2, dico, i capi di Giuda e i capi di Gerusalemme, gli eunuchi, i sacerdoti e tutto il popolo del paese che passarono in mezzo alle parti del vitello,\n34:20 in mano dei loro nemici, e in mano di quelli che cercano la loro vita; e i loro cadaveri serviranno di pasto agli uccelli del cielo e alle bestie della terra.\n34:21 E dar\u00f2 Sedekia, re di Giuda, e i suoi capi in mano dei loro nemici, e in mano di quelli che cercano la loro vita, e in mano dell\u2019esercito del re di Babilonia, che s\u2019\u00e8 allontanato da voi.\n34:22 Ecco, io dar\u00f2 l\u2019ordine, dice l\u2019Eterno, e li far\u00f2 ritornare contro questa citt\u00e0; essi combatteranno contro di lei, la prenderanno, la daranno alle fiamme; e io far\u00f2 delle citt\u00e0 di Giuda una desolazione senz\u2019abitanti.\n35:1 La parola che fu rivolta a Geremia dall\u2019Eterno, al tempo di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda, in questi termini:\n35:2 \"Va\u2019 alla casa dei Recabiti, e parla loro; menali nella casa dell\u2019Eterno, in una delle camere, e offri loro del vino da bere\".\n35:3 Allora io presi Jaazania, figliuolo di Geremia, figliuolo di Habazzinia, i suoi fratelli, tutti i suoi figliuoli e tutta la casa dei Recabiti,\n35:4 e li menai nella casa dell\u2019Eterno, nella camera de\u2019 figliuoli di Hanan, figliuolo d\u2019Igdalia, uomo di Dio, la quale era presso alla camera de\u2019 capi, sopra la camera di Maaseia, figliuolo di Shallum, guardiano della soglia;\n35:5 e misi davanti ai figliuoli della casa dei Recabiti dei vasi pieni di vino e delle coppe, e dissi loro: \"Bevete del vino\".\n35:6 Ma quelli risposero: \"Noi non beviamo vino; perch\u00e9 Gionadab, figliuolo di Recab, nostro padre, ce l\u2019ha proibito, dicendo: Non berrete mai in perpetuo vino, n\u00e9 voi n\u00e9 i vostri figliuoli;\n35:7 e non edificherete case, non seminerete alcuna semenza, non pianterete vigne, e non ne possederete alcuna, ma abiterete in tende tutti i giorni della vostra vita, affinch\u00e9 viviate lungamente nel paese dove state come forestieri.\n35:8 E noi abbiamo ubbidito alla voce di Gionadab, figliuolo di Recab, nostro padre, in tutto quello che ci ha comandato: non beviamo vino durante tutti i nostri giorni, tanto noi, che le nostre mogli, i nostri figliuoli e le nostre figliuole;\n35:9 non edifichiamo case per abitarvi, non abbiamo vigna, campo, n\u00e9 sementa;\n35:10 abitiamo in tende, e abbiamo ubbidito e fatto tutto quello che Gionadab, nostro padre, ci ha comandato.\n35:11 Ma quando Nebucadnetsar, re di Babilonia, \u00e8 salito contro il paese, abbiam detto: Venite, ritiriamoci a Gerusalemme, per paura dell\u2019esercito dei Caldei e dell\u2019esercito di Siria. E cos\u00ec ci siamo stabiliti a Gerusalemme\".\n35:12 Allora la parola dell\u2019Eterno fu rivolta a Geremia in questi termini:\n35:13 \"Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Va\u2019 e di\u2019 agli uomini di Giuda e agli abitanti di Gerusalemme: Non riceverete voi dunque la lezione, imparando ad ubbidire alle mie parole? dice l\u2019Eterno.\n35:14 Le parole di Gionadab, figliuolo di Recab, che comand\u00f2 ai suoi figliuoli di non bever vino, sono state messe ad effetto, ed essi fino al d\u00ec d\u2019oggi non hanno bevuto vino, in ubbidienza all\u2019ordine del padre loro; e io v\u2019ho parlato, parlato fin dal mattino, e voi non m\u2019avete dato ascolto;\n35:15 ho continuato a mandarvi ogni mattina tutti i miei servitori i profeti per dirvi: Convertitevi dunque ciascuno dalla sua via malvagia, emendate le vostre azioni, non andate dietro ad altri d\u00e8i per servirli, e abiterete nel paese che ho dato a voi ed ai vostri padri; ma voi non avete prestato orecchio, e non m\u2019avete ubbidito.\n35:16 S\u00ec, i figliuoli di Gionadab, figliuolo di Recab, hanno messo ad effetto l\u2019ordine dato dal padre loro, ma questo popolo non mi ha ubbidito!\n35:17 Perci\u00f2, cos\u00ec parla l\u2019Eterno, l\u2019Iddio degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Ecco, io faccio venire su Giuda e su tutti gli abitanti di Gerusalemme tutto il male che ho pronunziato contro di loro, perch\u00e9 ho parlato loro, ed essi non hanno ascoltato; perch\u00e9 li ho chiamati, ed essi non hanno risposto\".\n35:18 E alla casa dei Recabiti Geremia disse: \"Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Poich\u00e9 avete ubbidito all\u2019ordine di Gionadab, vostro padre, e avete osservato tutti i suoi precetti, e avete fatto tutto quello ch\u2019egli vi avea prescritto,\n35:19 cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: A Gionadab, figliuolo di Recab, non verranno mai meno in perpetuo discendenti, che stiano davanti alla mia faccia\".\n36:1 Or avvenne, l\u2019anno quarto di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda, che questa parola fu rivolta dall\u2019Eterno a Geremia, in questi termini:\n36:2 \"Prenditi un rotolo da scrivere e scrivici tutte la parole che t\u2019ho dette contro Israele, contro Giuda e contro tutte le nazioni, dal giorno che cominciai a parlarti, cio\u00e8 dal tempo di Giosia, fino a quest\u2019oggi.\n36:3 Forse quei della casa di Giuda, udendo tutto il male ch\u2019io penso di far loro, si convertiranno ciascuno dalla sua via malvagia, e io perdoner\u00f2 la loro iniquit\u00e0 e il loro peccato\".\n36:4 Allora Geremia chiam\u00f2 Baruc, figliuolo di Neria; e Baruc scrisse in un rotolo da scrivere, a dettatura di Geremia, tutte le parole che l\u2019Eterno avea dette a Geremia.\n36:5 Poi Geremia diede quest\u2019ordine a Baruc: \"Io sono impedito, e non posso entrare nella casa dell\u2019Eterno;\n36:6 perci\u00f2, va\u2019 tu, e leggi dal libro che hai scritto a mia dettatura, le parole dell\u2019Eterno, in presenza del popolo, nella casa dell\u2019Eterno, il giorno del digiuno; e leggile anche in presenza di tutti quei di Giuda, che saran venuti dalle loro citt\u00e0.\n36:7 Forse presenteranno le loro supplicazioni all\u2019Eterno, e si convertiranno ciascuno dalla sua via malvagia; perch\u00e9 l\u2019ira e il furore che l\u2019Eterno ha espresso contro questo popolo, sono grandi\".\n36:8 E Baruc, figliuolo di Neria, fece tutto quello che gli aveva ordinato il profeta Geremia, e lesse dal libro le parole dell\u2019Eterno.\n36:9 Or l\u2019anno quinto di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda, il nono mese, fu pubblicato un digiuno nel cospetto dell\u2019Eterno, per tutto il popolo di Gerusalemme e per tutto il popolo venuto dalle citt\u00e0 di Giuda a Gerusalemme.\n36:10 E Baruc lesse dal libro le parole di Geremia in presenza di tutto il popolo, nella casa dell\u2019Eterno, nella camera di Ghemaria, figliuolo di Shafan, segretario, nel cortile superiore, all\u2019ingresso della porta nuova della casa dell\u2019Eterno.\n36:11 Or Micaia, figliuolo di Ghemaria, figliuolo di Shafan, ud\u00ec tutte le parole dell\u2019Eterno, lette dal libro;\n36:12 scese nella casa del re, nella camera del segretario, ed ecco che quivi stavan seduti tutti i capi: Elishama il segretario, Delaia figliuolo di Scemaia, Elnathan figliuolo di Acbor, Ghemaria figliuolo di Shafan, Sedekia figliuolo di Hanania, e tutti gli altri capi.\n36:13 E Micaia rifer\u00ec loro tutte le parole che aveva udite mentre Baruc leggeva il libro in presenza del popolo.\n36:14 Allora tutti i capi mandarono Jehudi, figliuolo di Nethania, figliuolo di Scelemia, figliuolo di Cusci, a Baruc per dirgli: \"Prendi in mano il rotolo dal quale tu hai letto in presenza del popolo, e vieni\". E Baruc, figliuolo di Neria, prese in mano il rotolo, e venne a loro.\n36:15 Ed essi gli dissero: \"Siediti, e leggilo qui a noi\". E Baruc lo lesse in loro presenza.\n36:16 E quand\u2019essi ebbero udito tutte quelle parole, si volsero spaventati gli uni agli altri, e dissero a Baruc: \"Non mancheremo di riferire tutte queste parole al re\".\n36:17 Poi chiesero a Baruc: \"Dicci ora come hai scritto tutte queste parole uscite dalla sua bocca\".\n36:18 E Baruc rispose loro: \"Egli m\u2019ha dettato di bocca sua tutte queste parole, e io le ho scritte con inchiostro nel libro\".\n36:19 Allora i capi dissero a Baruc: \"Vatti a nascondere tanto tu quanto Geremia; e nessuno sappia dove siete\".\n36:20 Poi andarono dal re, nel cortile, riposero il rotolo nella camera di Elishama, segretario, e riferirono al re tutte quelle parole.\n36:21 E il re mand\u00f2 Jehudi a prendere il rotolo; ed egli lo prese dalla camera di Elishama, segretario. E Jehudi lo lesse in presenza del re, e in presenza di tutti i capi che stavano in pi\u00e8 allato al re.\n36:22 Or il re stava seduto nel suo palazzo d\u2019inverno era il nono mese, e il braciere ardeva davanti a lui.\n36:23 E quando Jehudi ebbe letto tre o quattro colonne, il re tagli\u00f2 il libro col temperino, lo gett\u00f2 nel fuoco del braciere, dove il rotolo fu interamente consumato dal fuoco del braciere.\n36:24 N\u00e9 il re n\u00e9 alcuno dei suoi servitori che udirono tutte quelle parole, rimasero spaventati o si stracciarono le vesti.\n36:25 E bench\u00e9 Elnathan, Delaia e Ghemaria supplicassero il re perch\u00e9 non bruciasse il rotolo, egli non volle dar loro ascolto.\n36:26 E il re ordin\u00f2 a Jerahmeel, figliuolo del re, a Sesaia figliuolo di Azriel, e a Scelemia figliuolo di Abdeel, di pigliare Baruc, segretario, e il profeta Geremia. Ma l\u2019Eterno li nascose.\n36:27 E dopo che il re ebbe bruciato il rotolo e le parole che Baruc aveva scritte a dettatura di Geremia, la parola dell\u2019Eterno fu rivolta a Geremia in questi termini:\n36:28 \"Prenditi di nuovo un altro rotolo, e scrivici tutte le parole di prima ch\u2019erano nel primo rotolo, che Joiakim re di Giuda ha bruciato.\n36:29 E riguardo a Joiakim, re di Giuda, tu dirai: Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Tu hai bruciato quel rotolo, dicendo: Perch\u00e9 hai scritto in esso che il re di Babilonia verr\u00e0 certamente e distrugger\u00e0 questo paese e far\u00e0 s\u00ec che non vi sar\u00e0 pi\u00f9 n\u00e9 uomo n\u00e9 bestia?\n36:30 Perci\u00f2 cos\u00ec parla l\u2019Eterno riguardo a Joiakim re di Giuda: Egli non avr\u00e0 alcuno che segga sul trono di Davide, e il suo cadavere sar\u00e0 gettato fuori, esposto al caldo del giorno e al gelo della notte.\n36:31 E io punir\u00f2 lui, la sua progenie e i suoi servitori della loro iniquit\u00e0, e far\u00f2 venire su loro, sugli abitanti di Gerusalemme e sugli uomini di Giuda tutto il male che ho pronunziato contro di loro, senza ch\u2019essi abbian dato ascolto\".\n36:32 E Geremia prese un altro rotolo e lo diede a Baruc, figliuolo di Neria, segretario, il quale vi scrisse, a dettatura di Geremia, tutte le parole del libro che Joiakim, re di Giuda, avea bruciato nel fuoco; e vi furono aggiunte molte altre parole simili a quelle.\n37:1 Or il re Sedekia, figliuolo di Giosia, regn\u00f2 in luogo di Conia, figliuolo di Joiakim, e fu costituito re nel paese di Giuda da Nebucadnetsar, re di Babilonia.\n37:2 Ma n\u00e9 egli, n\u00e9 i suoi servitori, n\u00e9 il popolo del paese dettero ascolto alle parole che l\u2019Eterno avea pronunziate per mezzo del profeta Geremia.\n37:3 Il re Sedekia mand\u00f2 Jehucal, figliuolo di Scelemia, e Sofonia, figliuolo di Maaseia, il sacerdote, dal profeta Geremia, per dirgli: \"Deh, prega per noi l\u2019Eterno, l\u2019Iddio nostro\".\n37:4 Or Geremia andava e veniva fra il popolo, e non era ancora stato messo in prigione.\n37:5 L\u2019esercito di Faraone era uscito d\u2019Egitto; e come i Caldei che assediavano Gerusalemme n\u2019ebbero ricevuto la notizia, tolsero l\u2019assedio a Gerusalemme.\n37:6 Allora la parola dell\u2019Eterno fu rivolta al profeta Geremia, in questi termini:\n37:7 \"Cos\u00ec parla l\u2019Eterno, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Dite cos\u00ec al re di Giuda che vi ha mandati da me per consultarmi: Ecco, l\u2019esercito di Faraone ch\u2019era uscito in vostro soccorso, \u00e8 tornato nel suo paese, in Egitto;\n37:8 e i Caldei torneranno, e combatteranno contro questa citt\u00e0, la prenderanno, e la daranno alle fiamme.\n37:9 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Non ingannate voi stessi dicendo: Certo, i Caldei se n\u2019andranno da noi, perch\u00e9 non se n\u2019andranno.\n37:10 Anzi, quand\u2019anche voi sconfiggeste tutto l\u2019esercito de\u2019 Caldei che combatte contro di voi, e non ne rimanesse che degli uomini feriti, questi si leverebbero, ciascuno nella sua tenda, e darebbero questa citt\u00e0 alle fiamme\".\n37:11 Or quando l\u2019esercito de\u2019 Caldei si fu ritirato d\u2019innanzi a Gerusalemme a motivo dell\u2019esercito di Faraone,\n37:12 Geremia usc\u00ec da Gerusalemme per andare nel paese di Beniamino, per ricever quivi la sua porzione in mezzo al popolo.\n37:13 Ma quando fu alla porta di Beniamino, c\u2019era quivi un capitano della guardia, per nome Ireia, figliuolo di Scelemia, figliuolo di Hanania, il quale arrest\u00f2 il profeta Geremia, dicendo: \"Tu vai ad arrenderti ai Caldei\".\n37:14 E Geremia rispose: \"E\u2019 falso; io non vado ad arrendermi ai Caldei\"; ma l\u2019altro non gli diede ascolto; arrest\u00f2 Geremia, e lo men\u00f2 dai capi.\n37:15 E i capi s\u2019adirarono contro Geremia, lo percossero, e lo misero in prigione nella casa di Gionathan, il segretario; perch\u00e9 di quella avean fatto un carcere.\n37:16 Quando Geremia fu entrato nella prigione sotterranea fra le segrete, e vi fu rimasto molti giorni,\n37:17 il re Sedekia lo mand\u00f2 a prendere, lo interrog\u00f2 in casa sua, di nascosto, e gli disse: \"C\u2019\u00e8 egli qualche parola da parte dell\u2019Eterno?\" E Geremia rispose: \"S\u00ec, c\u2019\u00e8\". E aggiunse: \"Tu sarai dato in mano del re di Babilonia\".\n37:18 Geremia disse inoltre al re Sedekia: \"Che peccato ho io commesso contro di te o contro i tuoi servitori o contro questo popolo, che m\u2019avete messo in prigione?\n37:19 E dove sono ora i vostri profeti che vi profetavano dicendo: Il re di Babilonia non verr\u00e0 contro di voi n\u00e9 contro questo paese?\n37:20 Ora ascolta, ti prego, o re, mio signore; e la mia supplicazione giunga bene accolta nel tuo cospetto; non mi far tornare nella casa di Gionathan lo scriba, s\u00ec ch\u2019io vi muoia\".\n37:21 Allora il re Sedekia ordin\u00f2 che Geremia fosse custodito nel cortile della prigione, e gli fosse dato tutti i giorni un pane dalla via de\u2019 fornai, finch\u00e9 tutto il pane della citt\u00e0 fosse consumato. Cos\u00ec Geremia rimase nel cortile della prigione.\n38:1 Scefatia figliuolo di Mattan, Ghedalia figliuolo di Pashur, Jucal figliuolo di Scelamia, e Pashur figliuolo di Malkia, udirono le parole che Geremia rivolgeva a tutto il popolo dicendo:\n38:2 \"Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Chi rimarr\u00e0 in questa citt\u00e0 morr\u00e0 di spada, di fame, o di peste; ma chi andr\u00e0 ad arrendersi ai Caldei avr\u00e0 salva la vita, la vita sar\u00e0 il suo bottino, e vivr\u00e0.\n38:3 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Questa citt\u00e0 sar\u00e0 certamente data in mano dell\u2019esercito del re di Babilonia, che la prender\u00e0\".\n38:4 E i capi dissero al re: \"Deh, sia quest\u2019uomo messo a morte! poich\u2019egli rende fiacche le mani degli uomini di guerra che rimangono in questa citt\u00e0, e le mani di tutto il popolo, tenendo loro cotali discorsi; quest\u2019uomo non cerca il bene, ma il male di questo popolo\".\n38:5 Allora il re Sedekia disse: \"Ecco egli \u00e8 in mano vostra; poich\u00e9 il re non pu\u00f2 nulla contro di voi\".\n38:6 Allora essi presero Geremia e lo gettarono nella cisterna di Malkia, figliuolo del re, ch\u2019era nel cortile della prigione; vi calarono Geremia con delle funi. Nella cisterna non c\u2019era acqua ma solo fango e Geremia affond\u00f2 nel fango.\n38:7 Or Ebed-melec, etiopo, eunuco che stava nella casa del re, ud\u00ec che aveano messo Geremia nella cisterna. Il re stava allora seduto alla porta di Beniamino.\n38:8 Ebed-melec usc\u00ec dalla casa del re, e parl\u00f2 al re dicendo:\n38:9 \"O re, mio signore, quegli uomini hanno male agito in tutto quello che hanno fatto al profeta Geremia, che hanno gettato nella cisterna; egli morr\u00e0 di fame l\u00e0 dov\u2019\u00e8, giacch\u00e9 non v\u2019\u00e8 pi\u00f9 pane in citt\u00e0\".\n38:10 E il re diede quest\u2019ordine ad Ebed-melec, l\u2019etiopo: \"Prendi teco di qui trenta uomini, e tira su il profeta Geremia dalla cisterna prima che muoia\".\n38:11 Ebed-melec prese seco quegli uomini, entr\u00f2 nella casa del re, sotto il Tesoro; prese di l\u00ec dei pezzi di stoffa logora e de\u2019 vecchi stracci, e li cal\u00f2 a Geremia, nella cisterna, con delle funi.\n38:12 Ed Ebed-melec, l\u2019etiopo, disse a Geremia: \"Mettiti ora questi pezzi di stoffa logora e questi stracci sotto le ascelle, sotto le funi\". E Geremia fece cos\u00ec.\n38:13 E quelli trassero su Geremia con quelle funi, e lo fecero salir fuori dalla cisterna. E Geremia rimase nel cortile della prigione.\n38:14 Allora il re Sedekia mand\u00f2 a prendere il profeta Geremia, e se lo fece condurre al terzo ingresso della casa dell\u2019Eterno; e il re disse a Geremia: \"Io ti domando una cosa; non mi celar nulla\".\n38:15 E Geremia rispose a Sedekia: \"Se te la dico, non \u00e8 egli certo che mi farai morire? E se ti do qualche consiglio, non mi darai ascolto\".\n38:16 E il re Sedekia giur\u00f2 in segreto a Geremia, dicendo: \"Com\u2019\u00e8 vero che l\u2019Eterno, il quale ci ha dato questa vita, vive, io non ti far\u00f2 morire, e non ti dar\u00f2 in mano di questi uomini che cercan la tua vita\".\n38:17 Allora Geremia disse a Sedekia: \"Cos\u00ec parla l\u2019Eterno, l\u2019Iddio degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Se tu ti vai ad arrendere ai capi del re di Babilonia, avrai salva la vita; questa citt\u00e0 non sar\u00e0 data alle fiamme, e vivrai tu con la tua casa;\n38:18 ma se non vai ad arrenderti ai capi del re di Babilonia, questa citt\u00e0 sar\u00e0 data in mano de\u2019 Caldei che la daranno alle fiamme, e tu non scamperai dalle loro mani\".\n38:19 E il re Sedekia disse a Geremia: \"Io temo que\u2019 Giudei che si sono arresi ai Caldei, ch\u2019io non abbia ad esser dato nelle loro mani, e ch\u2019essi non mi scherniscano\".\n38:20 Ma Geremia rispose: \"Tu non sarai dato nelle loro mani. Deh! ascolta la voce dell\u2019Eterno in questo che ti dico: tutto andr\u00e0 bene per te, e tu vivrai.\n38:21 Ma se rifiuti d\u2019uscire, ecco quello che l\u2019Eterno m\u2019ha fatto vedere:\n38:22 Tutte le donne rimaste nella casa del re di Giuda saranno menate fuori ai capi del re di Babilonia; e queste donne diranno: I tuoi familiari amici t\u2019hanno incitato, t\u2019hanno vinto; i tuoi piedi sono affondati nel fango, e quelli si son ritirati\".\n38:23 E tutte le tue mogli coi tuoi figliuoli saranno menate ai Caldei; e tu non scamperai dalle loro mani, ma sarai preso e dato in mano del re di Babilonia, e questa citt\u00e0 sar\u00e0 data alle fiamme\".\n38:24 E Sedekia disse a Geremia: \"Nessuno sappia nulla di queste parole, e tu non morrai.\n38:25 E se i capi odono che io ho parlato teco e vengono da te a dirti: Dichiaraci quello che tu hai detto al re; non ce lo celare, e non ti faremo morire; e il re che t\u2019ha detto?\u2026\n38:26 rispondi loro: Io ho presentato al re la mia supplicazione, ch\u2019egli non mi facesse ritornare nella casa di Gionathan, per morirvi\".\n38:27 E tutti i capi vennero a Geremia, e lo interrogarono; ma egli rispose loro secondo tutte le parole che il re gli aveva comandate, e quelli lo lasciarono in pace perch\u00e9 la cosa non s\u2019era divulgata.\n38:28 E Geremia rimase nel cortile della prigione fino al giorno che Gerusalemme fu presa.\n39:1 Quando Gerusalemme fu presa il nono anno di Sedekia, re di Giuda, il decimo mese, Nebucadnetsar, re di Babilonia venne con tutto il suo esercito contro Gerusalemme e la cinse d\u2019assedio;\n39:2 l\u2019undecimo anno di Sedekia, il quarto mese, il nono giorno, una breccia fu fatta nella citt\u00e0\n39:3 tutti i capi del re di Babilonia entrarono, e si stabilirono alla porta di mezzo: Nergal-saretser, Samgar-nebu, Sarsekim, capo degli eunuchi, Nergal-saretser, capo dei magi, e tutti gli altri capi del re di Babilonia.\n39:4 E quando Sedekia, re di Giuda, e tutta la gente di guerra li ebbero veduti, fuggirono, uscirono di notte dalla citt\u00e0 per la via del giardino reale, per la porta fra le due mura, e presero la via della pianura.\n39:5 Ma l\u2019esercito de\u2019 Caldei li insegu\u00ec, e raggiunse Sedekia nelle campagne di Gerico. Lo presero, lo menaron su da Nebucadnetsar, re di Babilonia, a Ribla, nel paese di Hamath, dove il re pronunzi\u00f2 la sua sentenza su di lui.\n39:6 E il re di Babilonia fece scannare i figliuoli di Sedekia, a Ribla, sotto gli occhi di lui; il re di Babilonia fece pure scannare tutti i notabili di Giuda;\n39:7 poi fece cavar gli occhi a Sedekia, e lo fe\u2019 legare con una doppia catena di rame per menarlo in Babilonia.\n39:8 I Caldei incendiarono la casa del re e le case del popolo, e abbatterono le mura di Gerusalemme;\n39:9 e Nebuzaradan, capo delle guardie, men\u00f2 in cattivit\u00e0 a Babilonia il residuo della gente ch\u2019era ancora nella citt\u00e0, quelli ch\u2019erano andati ad arrendersi a lui, e il resto del popolo.\n39:10 Ma Nebuzaradan, capo delle guardie, lasci\u00f2 nel paese di Giuda alcuni de\u2019 pi\u00f9 poveri fra il popolo i quali non avevano nulla, e diede loro in quel giorno vigne e campi.\n39:11 Or Nebucadnetsar, re di Babilonia, avea dato a Nebuzaradan, capo delle guardie, quest\u2019ordine riguardo a Geremia:\n39:12 \"Prendilo, veglia su lui, e non gli fare alcun male ma comportati verso di lui com\u2019egli ti dir\u00e0\".\n39:13 Cos\u00ec Nebuzaradan, capo delle guardie, Nebushazban, capo degli eunuchi, Nergal-saretser, capo de\u2019 magi, e tutti i capi del re di Babilonia\n39:14 mandarono a far trarre Geremia fuori dal cortile della prigione, e lo consegnarono a Ghedalia, figliuolo di Ahikam, figliuolo di Shafan, perch\u00e9 fosse menato a casa; e cos\u00ec egli abit\u00f2 fra il popolo.\n39:15 Or la parola dell\u2019Eterno fu rivolta a Geremia in questi termini, mentr\u2019egli era rinchiuso nel cortile della prigione:\n39:16 \"Va\u2019 e parla ad Ebed-melec, l\u2019etiopo digli: Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Ecco, io sto per adempiere su questa citt\u00e0, per il suo male e non per il suo bene, le parole che ho pronunziate, ed in quel giorno esse si avvereranno in tua presenza.\n39:17 Ma in quel giorno io ti liberer\u00f2, dice l\u2019Eterno; e tu non sarai dato in mano degli uomini che temi;\n39:18 poich\u00e9, certo, io ti far\u00f2 scampare, e tu non cadrai per la spada; la tua vita sar\u00e0 il tuo bottino, giacch\u00e9 hai posto la tua fiducia in me, dice l\u2019Eterno\".\n40:1 La parola che fu rivolta dall\u2019Eterno a Geremia, dopo che Nebuzaradan, capo delle guardie, l\u2019ebbe rimandato da Rama. Quando questi lo fece prendere, Geremia era incatenato in mezzo a tutti quelli di Gerusalemme e di Giuda, che dovevano esser menati in cattivit\u00e0 a Babilonia.\n40:2 Il capo delle guardie prese dunque Geremia, e gli disse: \"L\u2019Eterno, il tuo Dio, aveva pronunziato questo male contro questo luogo;\n40:3 e l\u2019Eterno l\u2019ha fatto venire e ha fatto come aveva detto, perch\u00e9 voi avete peccato contro l\u2019Eterno, e non avete dato ascolto alla sua voce; perci\u00f2 questo v\u2019\u00e8 avvenuto.\n40:4 Ora ecco, io ti sciolgo oggi dalle catene che hai alle mani; se ti piace di venire con me a Babilonia, vieni; e io avr\u00f2 cura di te; ma se non t\u2019aggrada di venir con me a Babilonia, rimantene; ecco, tutto il paese ti sta dinanzi; va\u2019 dove ti piacer\u00e0 e ti converr\u00e0 d\u2019andare\".\n40:5 E come Geremia non si decideva a tornare con lui, l\u2019altro aggiunse: \"Torna da Ghedalia, figliuolo di Ahikam, figliuolo di Shafan, che il re di Babilonia ha stabilito sulle citt\u00e0 di Giuda, e dimora con lui in mezzo al popolo; ovvero va\u2019 dovunque ti piacer\u00e0\". E il capo delle guardie gli diede delle provviste e un regalo, e l\u2019accomiat\u00f2.\n40:6 E Geremia and\u00f2 da Ghedalia, figliuolo di Ahikam, a Mitspa, e dimor\u00f2 con lui in mezzo al popolo che era rimasto nel paese.\n40:7 Or quando tutti i capi delle forze che erano per le campagne ebbero inteso, essi e la loro gente, che il re di Babilonia aveva stabilito Ghedalia, figliuolo di Ahikam, sul paese, e che gli aveva affidato gli uomini, le donne, i bambini, e quelli tra i poveri del paese che non erano stati menati in cattivit\u00e0 a Babilonia,\n40:8 si recarono da Ghedalia a Mitspa: erano Ismael, figliuolo di Nethania, Johanan e Gionathan, figliuoli di Kareah, Seraia, figliuolo di Tanhumeth, i figliuoli di Efai di Netofa, e Jezania, figliuolo del Maacatita: essi e i loro uomini.\n40:9 E Ghedalia, figliuolo di Ahikam, figliuolo di Shafan, giur\u00f2 loro e alla lor gente, dicendo: \"Non temete di servire i Caldei; abitate nel paese, servite il re di Babilonia, e tutto andr\u00e0 bene per voi.\n40:10 Quanto a me, ecco, io risieder\u00f2 a Mitspa per tenermi agli ordini dei Caldei, che verranno da noi; e voi raccogliete il vino, le frutta d\u2019estate e l\u2019olio; metteteli nei vostri vasi, e dimorate nelle citt\u00e0 di cui avete preso possesso\".\n40:11 Anche tutti i Giudei ch\u2019erano in Moab, fra gli Ammoniti, nel paese d\u2019Edom e in tutti i paesi, quand\u2019udirono che il re di Babilonia aveva lasciato un residuo in Giuda e che avea stabilito su di loro Ghedalia, figliuolo di Ahikam, figliuolo di Shafan,\n40:12 se ne tornarono da tutti i luoghi dov\u2019erano stati dispersi, e si recarono nel paese di Giuda, da Ghedalia, a Mitspa; e raccolsero vino e frutta d\u2019estate in grande abbondanza.\n40:13 Or Johanan, figliuolo di Kareah, e tutti i capi delle forze che erano per la campagna, vennero da Ghedalia a Mitspa, e gli dissero:\n40:14 \"Sai tu che Baalis, re degli Ammoniti, ha mandato Ismael, figliuolo di Nethania, per toglierti la vita?\" Ma Ghedalia, figliuolo di Ahikam, non credette loro.\n40:15 Allora Johanan, figliuolo di Kareah, disse segretamente a Ghedalia, a Mitspa: \"Lasciami andare a uccidere Ismael, figliuolo di Nethania; nessuno lo risapr\u00e0; e perch\u00e9 ti toglierebbe egli la vita, e tutti i Giudei che si son raccolti presso di te andrebbero essi dispersi, e il residuo di Giuda perirebb\u2019egli?\"\n40:16 Ma Ghedalia, figliuolo di Ahikam, disse a Johanan, figliuolo di Kareah: \"Non lo fare perch\u00e9 quello che tu dici d\u2019Ismael \u00e8 falso\".\n41:1 E il settimo mese, Ismael, figliuolo di Nethania, figliuolo di Elishama della stirpe reale e uno dei grandi del re, venne con dieci uomini, da Ghedalia, figliuolo di Ahikam, a Mitspa; e quivi, a Mitspa, mangiarono assieme.\n41:2 Poi Ismael, figliuolo di Nethania, si lev\u00f2 coi dieci uomini ch\u2019eran con lui, e colpirono con la spada Ghedalia, figliuolo di Ahikam, figliuolo di Shafam. Cos\u00ec fecero morire colui che il re di Babilonia aveva stabilito sul paese.\n41:3 Ismael uccise pure tutti i Giudei ch\u2019erano con Ghedalia a Mitspa, e i Caldei, uomini di guerra, che si trovavan quivi.\n41:4 Il giorno dopo ch\u2019egli ebbe ucciso Ghedalia, prima che alcuno ne sapesse nulla,\n41:5 giunsero da Sichem, da Sciloh e da Samaria, ottanta uomini che avevano la barba rasa, le vesti stracciate e delle incisioni sul corpo; e avevano in mano delle offerte e dell\u2019incenso per presentarli nella casa dell\u2019Eterno.\n41:6 E Ismael, figliuolo di Nethania, usc\u00ec loro incontro da Mitspa; e, camminando, piangeva; e come li ebbe incontrati, disse loro: \"Venite da Ghedalia, figliuolo di Ahikam\".\n41:7 E quando furono entrati in mezzo alla citt\u00e0, Ismael, figliuolo di Nethania, assieme agli uomini che aveva seco, li scann\u00f2 e li gett\u00f2 nella cisterna.\n41:8 Or fra quelli, ci furon dieci uomini, che dissero a Ismael: \"Non ci uccidere, perch\u00e9 abbiamo nei campi delle provviste nascoste di grano, d\u2019orzo, d\u2019olio e di miele\". Allora egli si trattenne, e non li mise a morte coi loro fratelli.\n41:9 Or la cisterna nella quale Ismael gett\u00f2 tutti i cadaveri degli uomini ch\u2019egli uccise con Ghedalia, \u00e8 quella che il re Asa aveva fatta fare per tema di Baasa, re d\u2019Israele; e Ismael, figliuolo di Nethania, la riemp\u00ec di uccisi.\n41:10 Poi Ismael men\u00f2 via prigionieri tutto il rimanente del popolo che si trovava a Mitspa: le figliuole del re, e tutto il popolo ch\u2019era rimasto a Mitspa, e sul quale Nebuzaradan, capo delle guardie, aveva stabilito Ghedalia, figliuolo di Ahikam; Ismael, figliuolo di Nethania, li men\u00f2 via prigionieri, e part\u00ec per recarsi dagli Ammoniti.\n41:11 Ma quando Johanan, figliuolo di Kareah, e tutti i capi delle forze ch\u2019eran con lui furono informati di tutto il male che Ismael, figliuolo di Nethania, aveva fatto,\n41:12 presero tutti gli uomini, e andarono a combattere contro Ismael, figliuolo di Nethania; e lo trovarono presso le grandi acque che sono a Gabaon.\n41:13 E quando tutto il popolo ch\u2019era con Ismael vide Johanan, figliuolo di Kareah, e tutti i capi delle forze ch\u2019erano con lui, si rallegr\u00f2;\n41:14 e tutto il popolo che Ismael aveva menato prigioniero da Mitspa fece voltafaccia, e and\u00f2 a unirsi a Johanan, figliuolo di Kareah.\n41:15 Ma Ismael, figliuolo di Nethania, scamp\u00f2 con otto uomini d\u2019innanzi a Johanan, e se ne and\u00f2 fra gli Ammoniti.\n41:16 E Johanan, figliuolo di Kareah, e tutti i capi delle forze ch\u2019erano con lui, presero tutto il rimanente del popolo, che Ismael, figliuolo di Nethania, aveva menati via da Mitspa, dopo ch\u2019egli ebbe ucciso Ghedalia, figliuolo d\u2019Ahikam: uomini, gente di guerra, donne, fanciulli, eunuchi; e li ricondussero da Gabaon;\n41:17 e partirono, e si fermarono a Geruth-Kimham presso Bethlehem, per poi continuare e recarsi in Egitto,\n41:18 a motivo de\u2019 Caldei dei quali avevano paura, perch\u00e9 Ismael, figliuolo di Nethania, aveva ucciso Ghedalia figliuolo di Ahikam, che il re di Babilonia aveva stabilito sul paese.\n42:1 Tutti i capi delle forze, Johanan, figliuolo di Kareah, Jezania, figliuolo di Hosaia, e tutto il popolo, dal pi\u00f9 piccolo al pi\u00f9 grande, s\u2019accostarono,\n42:2 e dissero al profeta Geremia: \"Deh, siati accetta la nostra supplicazione, e prega l\u2019Eterno, il tuo Dio, per noi, per tutto questo residuo (poich\u00e9, di molti che eravamo, siamo rimasti pochi, come lo vedono gli occhi tuoi);\n42:3 affinch\u00e9 l\u2019Eterno, il tuo Dio, ci mostri la via per la quale dobbiamo camminare, e che cosa dobbiam fare\".\n42:4 E il profeta Geremia disse loro: \"Ho inteso; ecco, io pregher\u00f2 l\u2019Eterno, il vostro Dio, come avete detto; e tutto quello che l\u2019Eterno vi risponder\u00e0 ve lo far\u00f2 conoscere; e nulla ve ne celer\u00f2\".\n42:5 E quelli dissero a Geremia: \"L\u2019Eterno sia un testimonio verace e fedele contro di noi, se non facciamo tutto quello che l\u2019Eterno, il tuo Dio, ti mander\u00e0 a dirci.\n42:6 Sia la sua risposta gradevole o sgradevole, noi ubbidiremo alla voce dell\u2019Eterno, del nostro Dio, al quale ti mandiamo, affinch\u00e9 bene ce ne venga, per aver ubbidito alla voce dell\u2019Eterno, del nostro Dio\".\n42:7 Dopo dieci giorni, la parola dell\u2019Eterno fu rivolta a Geremia.\n42:8 E Geremia chiam\u00f2 Johanan, figliuolo di Kareah; tutti i capi delle forze ch\u2019erano con lui, e tutto il popolo, dal pi\u00f9 piccolo al pi\u00f9 grande, e disse loro:\n42:9 \"Cos\u00ec parla l\u2019Eterno, l\u2019Iddio d\u2019Israele, al quale m\u2019avete mandato perch\u00e9 io gli presentassi la vostra supplicazione:\n42:10 Se continuate a dimorare in questo paese, io vi ci stabilir\u00f2, e non vi distrugger\u00f2; vi pianter\u00f2, e non vi sradicher\u00f2; perch\u00e9 mi pento del male che v\u2019ho fatto.\n42:11 Non temete il re di Babilonia, del quale avete paura; non lo temete, dice l\u2019Eterno, perch\u00e9 io sono con voi per salvarvi e per liberarvi dalla sua mano;\n42:12 io vi far\u00f2 trovar compassione dinanzi a lui; egli avr\u00e0 compassione di voi, e vi far\u00e0 tornare nel vostro paese.\n42:13 Ma se dite: Noi non rimarremo in questo paese, se non ubbidite alla voce dell\u2019Eterno, del vostro Dio, e dite:\n42:14 No, andremo nel paese d\u2019Egitto, dove non vedremo la guerra, non udremo suon di tromba, e dove non avrem pi\u00f9 fame di pane, e quivi dimoreremo,\n42:15 ebbene, ascoltate allora la parola dell\u2019Eterno, o superstiti di Giuda! Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Se siete decisi a recarvi in Egitto, e se andate a dimorarvi,\n42:16 la spada che temete vi raggiunger\u00e0 l\u00e0, nel paese d\u2019Egitto, e la fame che paventate vi star\u00e0 alle calcagna l\u00e0 in Egitto, e quivi morrete.\n42:17 Tutti quelli che avranno deciso di andare in Egitto per dimorarvi, vi morranno di spada, di fame o di peste; nessun di loro scamper\u00e0, sfuggir\u00e0 al male ch\u2019io far\u00f2 venire su loro.\n42:18 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Come la mia ira e il mio furore si son riversati sugli abitanti di Gerusalemme, cos\u00ec il mio furore si riverser\u00e0 su voi, quando sarete entrati in Egitto; e sarete abbandonati alla esecrazione, alla desolazione, alla maledizione e all\u2019obbrobrio, e non vedrete mai pi\u00f9 questo luogo.\n42:19 O superstiti di Giuda! l\u2019Eterno parla a voi: Non andate in Egitto! Sappiate bene che quest\u2019oggi io v\u2019ho premuniti.\n42:20 Voi ingannate voi stessi, a rischio della vostra vita; poich\u00e9 m\u2019avete mandato dall\u2019Eterno, dal vostro Dio, dicendo: Prega l\u2019Eterno, il nostro Dio, per noi; e tutto quello che l\u2019Eterno, il nostro Dio, dir\u00e0, faccelo sapere esattamente, e noi lo faremo.\n42:21 E io ve l\u2019ho fatto sapere quest\u2019oggi; ma voi non ubbidite alla voce dell\u2019Eterno, del vostro Dio, n\u00e9 a nulla di quanto egli m\u2019ha mandato a dirvi.\n42:22 Or dunque sappiate bene che voi morrete di spada, di fame e di peste, nel luogo dove desiderate andare per dimorarvi\".\n43:1 Or quando Geremia ebbe finito di dire al popolo tutte le parole dell\u2019Eterno, del loro Dio tutte le parole che l\u2019Eterno, il loro Dio, l\u2019aveva incaricato di dir loro,\n43:2 Azaria, figliuolo di Hosaia, e Johanan, figliuolo di Kareah, e tutti gli uomini superbi dissero a Geremia: \"Tu dici il falso; l\u2019Eterno, il nostro Dio, non t\u2019ha mandato a dire: Non entrate in Egitto per dimorarvi,\n43:3 ma Baruc, figliuolo di Neria, t\u2019incita contro di noi per darci in man de\u2019 Caldei, per farci morire o per farci menare in cattivit\u00e0 a Babilonia\".\n43:4 Cos\u00ec Johanan, figliuolo di Kareah, tutti i capi delle forze e tutto il popolo non ubbidirono alla voce dell\u2019Eterno, che ordinava loro di dimorare nel paese di Giuda.\n43:5 E Johanan, figliuolo di Kareah, e tutti i capi delle forze presero tutti i superstiti di Giuda i quali di fra tutte le nazioni dov\u2019erano stati dispersi, erano ritornati per dimorare nel paese di Giuda:\n43:6 gli uomini, le donne, i fanciulli, le figliuole del re e tutte le persone che Nebuzaradan, capo delle guardie, aveva lasciate con Ghedalia, figliuolo di Ahikam, figliuolo di Shafan, come pure il profeta Geremia, e Baruc, figliuolo di Neria,\n43:7 ed entrarono nel paese d\u2019Egitto, perch\u00e9 non ubbidirono alla voce dell\u2019Eterno; e giunsero a Tahpanes.\n43:8 E la parola dell\u2019Eterno fu rivolta a Geremia a Tahpanes in questi termini:\n43:9 \"Prendi nelle tue mani delle grosse pietre, e nascondile nell\u2019argilla della fornace da mattoni ch\u2019\u00e8 all\u2019ingresso della casa di Faraone a Tahpanes, in presenza degli uomini di Giuda.\n43:10 E di\u2019 loro: Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Ecco, io mander\u00f2 a prendere Nebucadnetsar, re di Babilonia, mio servitore, e porr\u00f2 il suo trono su queste pietre che io ho nascoste, ed egli stender\u00e0 su d\u2019esse il suo padiglione reale,\n43:11 e verr\u00e0 e colpir\u00e0 il paese d\u2019Egitto: chi deve andare alla morte, andr\u00e0 alla morte; chi in cattivit\u00e0, andr\u00e0 in cattivit\u00e0; chi deve cader di spada, cadr\u00e0 per la spada.\n43:12 Ed io appiccher\u00f2 il fuoco alle case degli d\u00e8i d\u2019Egitto. Nebucadnetsar brucer\u00e0 le case e mener\u00e0 in cattivit\u00e0 gl\u2019idoli, e s\u2019avvolger\u00e0 del paese d\u2019Egitto come il pastore s\u2019avvolge nella sua veste; e ne uscir\u00e0 in pace.\n43:13 Frantumer\u00e0 pure le statue del tempio del sole, che \u00e8 nel paese d\u2019Egitto, e dar\u00e0 alle fiamme le case degli d\u00e8i d\u2019Egitto\".\n44:1 La parola che fu rivolta a Geremia in questi termini, riguardo a tutti i Giudei che dimoravano nel paese di Egitto, che dimoravano a Migdol, a Tahpanes, a Nof e nel paese di Pathros:\n44:2 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti l\u2019Iddio d\u2019Israele: Voi avete veduto tutto il male che io ho fatto venire sopra Gerusalemme e sopra tutte le citt\u00e0 di Giuda; ed ecco, oggi sono una desolazione e non v\u2019\u00e8 chi abiti in esse,\n44:3 a motivo della malvagit\u00e0 che hanno commessa per provocarmi ad ira, andando a far profumi e a servire altri d\u00e8i, i quali n\u00e9 essi, n\u00e9 voi, n\u00e9 i vostri padri avevate mai conosciuti.\n44:4 E io vi ho mandato tutti i miei servitori, i profeti; ve li ho mandati del continuo, fin dal mattino, a dirvi: Deh, non fate questa cosa abominevole che io odio;\n44:5 ma essi non hanno ubbidito, non han prestato orecchio, non si sono stornati dalla loro malvagit\u00e0, non han cessato d\u2019offrir profumi ad altri d\u00e8i;\n44:6 perci\u00f2 il mio furore, la mia ira si son riversati, e han divampato nelle citt\u00e0 di Giuda e nelle vie di Gerusalemme, che son ridotte deserte e desolate, come oggi si vede.\n44:7 E ora cos\u00ec parla l\u2019Eterno, l\u2019Iddio degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Perch\u00e9 commettete questo gran male contro voi stessi, tanto da farvi sterminare dal mezzo di Giuda, uomini e donne, bambini e lattanti, s\u00ec che non rimanga di voi alcun residuo?\n44:8 Perch\u00e9 provocarmi ad ira con l\u2019opera delle vostre mani, facendo profumi ad altri d\u00e8i nel paese d\u2019Egitto dove siete venuti a dimorare? Cos\u00ec vi farete sterminare e sarete abbandonati alla maledizione e all\u2019obbrobrio fra tutte le nazioni della terra.\n44:9 Avete voi dimenticato le malvagit\u00e0 dei vostri padri, le malvagit\u00e0 dei re di Giuda, le malvagit\u00e0 delle loro mogli, le malvagit\u00e0 vostre e le malvagit\u00e0 commesse dalle vostre mogli nel paese di Giuda e per le vie di Gerusalemme?\n44:10 Fino ad oggi, non v\u2019\u00e8 stata contrizione da parte loro, non hanno avuto timore, non hanno camminato secondo la mia legge e secondo i miei statuti, che io avevo messo dinanzi a voi e dinanzi ai vostri padri.\n44:11 Perci\u00f2 cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Ecco io volgo la mia faccia contro di voi per il vostro male, e per distruggere tutto Giuda.\n44:12 E prender\u00f2 i superstiti di Giuda che si sono ostinati a venire nel paese d\u2019Egitto per dimorarvi, e saranno tutti consumati; cadranno nel paese d\u2019Egitto; saranno consumati dalla spada e dalla fame, dal pi\u00f9 piccolo al pi\u00f9 grande; periranno per la spada e per la fame, e saranno abbandonati alla esecrazione, alla desolazione, alla maledizione e all\u2019obbrobrio.\n44:13 E punir\u00f2 quelli che dimorano nel paese d\u2019Egitto, come ho punito Gerusalemme con la spada, con la fame e con la peste;\n44:14 e nessuno si salver\u00e0 o scamper\u00e0 dei superstiti di Giuda che son venuti a stare nel paese d\u2019Egitto colla speranza di tornare poi nel paese di Giuda, ove desiderano rientrare per dimorarvi; essi, ad eccezione di alcuni fuggiaschi, non vi ritorneranno.\n44:15 Allora tutti gli uomini i quali sapevano che le loro mogli offrivan profumi ad altri d\u00e8i, tutte le donne che si trovavan quivi, riunite in gran numero e tutto il popolo che dimorava nel paese d\u2019Egitto a Pathros, risposero a Geremia, dicendo:\n44:16 \"Quanto alla parola che ci hai detta nel nome dell\u2019Eterno, noi non ti ubbidiremo,\n44:17 ma vogliamo mettere interamente ad effetto tutto quello che la nostra bocca ha espresso: offrir profumi alla regina del cielo, farle delle libazioni, come gi\u00e0 abbiam fatto noi, i nostri padri, i nostri re, i nostri capi, nelle citt\u00e0 di Giuda e per le vie di Gerusalemme; e avevamo allora abbondanza di pane, stavamo bene e non sentivamo alcun male;\n44:18 ma da che abbiam cessato d\u2019offrir profumi alla regina del cielo e di farle delle libazioni, abbiamo avuto mancanza d\u2019ogni cosa, e siamo stati consumati dalla spada e dalla fame.\n44:19 E quando offriamo profumi alla regina del cielo e le facciamo delle libazioni, \u00e8 egli senza il consenso dei nostri mariti che le facciamo delle focacce a sua immagine e le offriamo delle libazioni?\"\n44:20 E Geremia parl\u00f2 a tutto il popolo, agli uomini, alle donne e a tutto il popolo che gli aveva risposto a quel modo, e disse:\n44:21 \"Non sono forse i profumi che avete offerti nelle citt\u00e0 di Giuda e per le vie di Gerusalemme, voi, i vostri padri, i vostri re, i vostri capi e il popolo del paese, quelli che l\u2019Eterno ha ricordato e che gli son tornati in mente?\n44:22 L\u2019Eterno non l\u2019ha pi\u00f9 potuto sopportare, a motivo della malvagit\u00e0 delle vostre azioni, e a motivo delle abominazioni che avete commesse; perci\u00f2 il vostro paese \u00e8 stato abbandonato alla devastazione, alla desolazione e alla maledizione, senza che vi sia pi\u00f9 chi l\u2019abiti, come si vede al d\u00ec d\u2019oggi.\n44:23 Perch\u00e9 voi avete offerto que\u2019 profumi e avete peccato contro l\u2019Eterno e non avete ubbidito alla voce dell\u2019Eterno e non avete camminato secondo la sua legge, i suoi statuti e le sue testimonianze, perci\u00f2 v\u2019\u00e8 avvenuto questo male che oggi si vede\".\n44:24 Poi Geremia disse a tutto il popolo e a tutte le donne: \"Ascoltate la parola dell\u2019Eterno, o voi tutti di Giuda, che siete nel paese d\u2019Egitto!\n44:25 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Voi e le vostre mogli lo dite con la vostra bocca e lo mettete ad effetto con le vostre mani; voi dite: Vogliamo adempiere i voti che abbiamo fatti, offrendo profumi alla regina del cielo e facendole delle libazioni. S\u00ec, voi adempite i vostri voti; s\u00ec, voi mandate ad effetto i vostri voti;\n44:26 perci\u00f2 ascoltate la parola dell\u2019Eterno, o voi tutti di Giuda, che dimorate nel paese d\u2019Egitto! Ecco, io lo giuro per il mio gran nome, dice l\u2019Eterno; in tutto il paese d\u2019Egitto il mio nome non sar\u00e0 pi\u00f9 invocato dalla bocca d\u2019alcun uomo di Giuda che dica: Il Signore, l\u2019Eterno, vive!\n44:27 Ecco, io vigilo su loro per il loro male, e non per il loro bene; e tutti gli uomini di Giuda che sono nel paese d\u2019Egitto saranno consumati dalla spada e dalla fame, finch\u00e9 non siano interamente scomparsi.\n44:28 E quelli che saranno scampati dalla spada ritorneranno dal paese d\u2019Egitto nel paese di Giuda in ben piccolo numero; e tutto il rimanente di Giuda, quelli che son venuti nel paese d\u2019Egitto per dimorarvi, riconosceranno qual \u00e8 la parola che sussiste, la mia o la loro.\n44:29 E questo vi sar\u00e0 per segno dice l\u2019Eterno, che io vi punir\u00f2 in questo luogo, affinch\u00e9 riconosciate che le mie parole contro di voi saranno del tutto messe ad effetto, per il vostro male:\n44:30 cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Ecco, io dar\u00f2 Faraone Hofra, re d\u2019Egitto, in mano de\u2019 suoi nemici, in mano di quelli che cercano la sua vita, come ho dato Sedekia, re di Giuda, in mano di Nebucadnetsar, re di Babilonia, suo nemico, che cercava la vita di lui\".\n45:1 La parola che il profeta Geremia rivolse a Baruc, figliuolo di Neria, quando questi scrisse queste parole in un libro, a dettatura di Geremia, l\u2019anno quarto di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda. Egli disse:\n45:2 \"Cos\u00ec parla l\u2019Eterno, l\u2019Iddio d\u2019Israele, riguardo a te, Baruc:\n45:3 Tu dici: Guai a me! poich\u00e9 l\u2019Eterno aggiunge tristezza al mio dolore; io m\u2019affanno a gemere, e non trovo requie.\n45:4 Digli cos\u00ec: Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Ecco, ci\u00f2 che ho edificato, io lo distrugger\u00f2; ci\u00f2 che ho piantato, io lo sradicher\u00f2; e questo far\u00f2 in tutto il paese.\n45:5 E tu cercheresti grandi cose per te? Non le cercare! poich\u00e9, ecco, io far\u00f2 venir del male sopra ogni carne, dice l\u2019Eterno, ma a te dar\u00f2 la vita come bottino, in tutti i luoghi dove tu andrai\".\n46:1 Parola dell\u2019Eterno che fu rivolta a Geremia riguardo alle nazioni.\n46:2 Riguardo all\u2019Egitto. Circa l\u2019esercito di Faraone Neco, re d\u2019Egitto, che era presso al fiume Eufrate a Carkemish, e che Nebucadnetsar, re di Babilonia, sconfisse il quarto anno di Joiakim, figliuolo di Giosia, re di Giuda.\n46:3 Preparate lo scudo e la targa, e avvicinatevi per la battaglia.\n46:4 Attaccate i cavalli, e voi, cavalieri, montate, e presentatevi con gli elmi in capo; forbite le lance, indossate le corazze!\n46:5 Perch\u00e9 li veggo io sbigottiti, v\u00f2lti in rotta? I loro prodi sono sconfitti, si d\u00e0nno alla fuga senza volgersi indietro; d\u2019ogn\u2019intorno \u00e8 terrore, dice l\u2019Eterno.\n46:6 Il veloce non fugga, il prode non scampi! Al settentrione, presso il fiume Eufrate vacillano e cadono.\n46:7 Chi \u00e8 colui che sale come il Nilo, e le cui acque s\u2019agitano come quelle de\u2019 fiumi?\n46:8 E\u2019 l\u2019Egitto, che sale come il Nilo, e le cui acque s\u2019agitano come quelle de\u2019 fiumi. Egli dice: \"Io salir\u00f2, ricoprir\u00f2 la terra, distrugger\u00f2 le citt\u00e0 e i loro abitanti\".\n46:9 All\u2019assalto! cavalli; al galoppo! carri; si facciano avanti i prodi, quei d\u2019Etiopia e di Put che portan lo scudo e que\u2019 di Lud che maneggiano e tendono l\u2019arco.\n46:10 Questo giorno, per il Signore, per l\u2019Eterno degli eserciti, \u00e8 giorno di vendetta, in cui si vendica de\u2019 suoi nemici. La spada divorer\u00e0, si sazier\u00e0, s\u2019inebrier\u00e0 del loro sangue; poich\u00e9 il Signore, l\u2019Eterno degli eserciti, immola le vittime nel paese del settentrione, presso il fiume Eufrate.\n46:11 Sali a Galaad, prendi del balsamo, o vergine, figliuola d\u2019Egitto! Invano moltiplichi i rimedi; non v\u2019\u00e8 medicatura che valga per te.\n46:12 Le nazioni odono la tua ignominia, e la terra \u00e8 piena del tuo grido; poich\u00e9 il prode vacilla appoggiandosi al prode, ambedue cadono assieme.\n46:13 Parola che l\u2019Eterno rivolse al profeta Geremia sulla venuta di Nebucadnetsar, re di Babilonia, per colpire il paese d\u2019Egitto.\n46:14 Annunziatelo in Egitto, banditelo a Migdol, banditelo a Nof e a Tahpanes! Dite: \"L\u00e8vati, preparati, poich\u00e9 la spada divora tutto ci\u00f2 che ti circonda\".\n46:15 Perch\u00e9 i tuoi prodi son essi atterrati? Non posson resistere perch\u00e9 l\u2019Eterno li abbatte.\n46:16 Egli ne fa vacillar molti; essi cadono l\u2019un sopra l\u2019altro, e dicono: \"Andiamo, torniamo al nostro popolo e al nostro paese nat\u00eco, sottraendoci alla spada micidiale\".\n46:17 L\u00e0 essi gridano: \"Faraone, re d\u2019Egitto, non \u00e8 che un vano rumore, ha lasciato passare il tempo fissato\".\n46:18 Com\u2019\u00e8 vero ch\u2019io vivo, dice il Re che ha nome l\u2019Eterno degli eserciti, il nemico verr\u00e0 come un Tabor fra le montagne, come un Carmel che s\u2019avanza sul mare.\n46:19 O figliuola che abiti l\u2019Egitto, fa\u2019 il tuo bagaglio per la cattivit\u00e0! poich\u00e9 Nof diventer\u00e0 una desolazione sar\u00e0 devastata, nessuno v\u2019abiter\u00e0 pi\u00f9.\n46:20 L\u2019Egitto \u00e8 una giovenca bellissima, ma viene un tafano, viene dal settentrione.\n46:21 Anche i mercenari che sono in mezzo all\u2019Egitto son come vitelli da ingrasso; anch\u2019essi volgono il dorso, fuggon tutti assieme, non resistono; poich\u00e9 piomba su loro il giorno della loro calamit\u00e0, il tempo della loro visitazione.\n46:22 La sua voce giunge come quella d\u2019un serpente; poich\u00e9 s\u2019avanzano con un esercito, marcian contro a lui con scuri, come tanti tagliaboschi.\n46:23 Essi abbattono la sua foresta, dice l\u2019Eterno, bench\u00e9 sia impenetrabile, perch\u00e9 quelli son pi\u00f9 numerosi delle locuste, non si posson contare.\n46:24 La figliuola dell\u2019Egitto \u00e8 coperta d\u2019onta, \u00e8 data in mano del popolo del settentrione.\n46:25 L\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele, dice: Ecco, io punir\u00f2 Amon di No, Faraone, l\u2019Egitto, i suoi d\u00e8i, i suoi re, Faraone e quelli che confidano in lui;\n46:26 li dar\u00f2 in mano di quei che cercano la loro vita, in mano di Nebucadnetsar, re di Babilonia, e in mano de\u2019 suoi servitori; ma, dopo questo, l\u2019Egitto sar\u00e0 abitato come ai giorni di prima, dice l\u2019Eterno.\n46:27 Tu dunque non temere, o Giacobbe mio servitore, non ti sgomentare, o Israele! poich\u00e9, ecco, io ti salver\u00f2 dal lontano paese, salver\u00f2 la tua progenie dalla terra della sua cattivit\u00e0; Giacobbe ritorner\u00e0, sar\u00e0 in riposo, sar\u00e0 tranquillo, e nessuno pi\u00f9 lo spaventer\u00e0.\n46:28 Tu non temere, o Giacobbe, mio servitore, dice l\u2019Eterno; poich\u00e9 io son teco, io annienter\u00f2 tutte le nazioni fra le quali t\u2019ho disperso, ma non annienter\u00f2 te; per\u00f2 ti castigher\u00f2 con giusta misura, e non ti lascer\u00f2 del tutto impunito.\n47:1 La parola dell\u2019Eterno che fu rivolta al profeta Geremia riguardo ai Filistei prima che Faraone colpisse Gaza.\n47:2 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Ecco, delle acque salgono dal settentrione; formano un torrente che straripa; esse inondano il paese e tutto ci\u00f2 che contiene, le citt\u00e0 e i loro abitanti; gli uomini mandano grida, tutti gli abitanti del paese urlano.\n47:3 Per lo strepito dell\u2019unghie de\u2019 suoi potenti destrieri, per il rumore de\u2019 suoi carri e il fracasso delle ruote, i padri non si voltan verso i figliuoli, tanto le lor mani son divenute fiacche,\n47:4 perch\u00e9 giunge il giorno in cui tutti i Filistei saranno devastati, in cui saran soppressi i restanti ausiliari di Tiro e di Sidone, poich\u00e9 l\u2019Eterno devaster\u00e0 i Filistei, ci\u00f2 che resta dell\u2019isola di Caftor.\n47:5 Gaza \u00e8 divenuta calva, Askalon \u00e8 ridotta al silenzio. Resti degli Anakim, fino a quando vi farete delle incisioni?\n47:6 O spada dell\u2019Eterno, quando sar\u00e0 che ti riposerai? Rientra nel tuo fodero, fermati e rimani tranquilla!\n47:7 Come ti potresti tu riposare? L\u2019Eterno le d\u00e0 i suoi ordini le addita Askalon e il lido del mare.\n48:1 Riguardo a Moab. Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Guai a Nebo! poich\u00e9 \u00e8 devastata; Kiriathaim \u00e8 coperta d\u2019onta, \u00e8 presa; Misgab \u00e8 coperta d\u2019onta e sbigottita.\n48:2 Il vanto di Moab non \u00e8 pi\u00f9; in Heshbon macchinan del male contro di lui: \"Venite, distruggiamolo, e non sia pi\u00f9 nazione\". Tu pure, o Madmen, sarai ridotta al silenzio; la spada t\u2019inseguir\u00e0.\n48:3 Delle grida vengon da Horonaim: Devastazione e gran rovina!\n48:4 Moab \u00e8 infranto, i suoi piccini fanno udire i lor gridi.\n48:5 Poich\u00e9 su per la salita di Luhith si piange, si sale piangendo perch\u00e9 gi\u00f9 per la discesa di Horonaim s\u2019ode il grido, angoscioso della rotta.\n48:6 Fuggite, salvate le vostre persone, siano esse come una tamerice nel deserto!\n48:7 Poich\u00e9, siccome ti sei confidato nelle tue opere e nei tuoi tesori anche tu sarai preso; e Kemosh andr\u00e0 in cattivit\u00e0, coi suoi sacerdoti e coi suoi capi.\n48:8 Il devastatore verr\u00e0 contro tutte le citt\u00e0, e nessuna citt\u00e0 scamper\u00e0; la valle perir\u00e0 e la pianura sar\u00e0 distrutta, come l\u2019Eterno ha detto.\n48:9 Date delle ali a Moab, poich\u00e9 bisogna che voli via; le sue citt\u00e0 diventeranno una desolazione, senza che pi\u00f9 v\u2019abiti alcuno.\n48:10 Maledetto colui che fa l\u2019opera dell\u2019Eterno fiaccamente, maledetto colui che trattiene la spada dallo spargere il sangue!\n48:11 Moab era tranquillo fin dalla sua giovinezza, riposava sulle sue fecce, non \u00e8 stato travasato da vaso a vaso, non \u00e8 andato in cattivit\u00e0; per questo ha conservato il suo sapore, e il suo profumo non s\u2019\u00e8 alterato.\n48:12 Perci\u00f2 ecco, i giorni vengono, dice l\u2019Eterno, ch\u2019io gli mander\u00f2 de\u2019 travasatori, che lo travaseranno; vuoteranno i suoi vasi, frantumeranno le sue anfore.\n48:13 E Moab avr\u00e0 vergogna di Kemosh, come la casa d\u2019Israele ha avuto vergogna di Bethel, in cui avea riposto la sua fiducia.\n48:14 Come potete dire: \"Noi siam uomini prodi, uomini valorosi per la battaglia?\"\n48:15 Moab \u00e8 devastato; le sue citt\u00e0 salgono in fumo, il fiore de\u2019 suoi giovani scende al macello, dice il Re, che ha nome l\u2019Eterno degli eserciti.\n48:16 La calamit\u00e0 di Moab sta per giungere, la sua sciagura viene a gran passi.\n48:17 Compiangetelo voi tutti che lo circondate, e voi tutti che conoscete il suo nome, dite: \"Come s\u2019\u00e8 spezzato quel forte scettro, quel magnifico bastone?\"\n48:18 O figliuola che abiti in Dibon, scendi dalla tua gloria, siedi sul suolo riarso, poich\u00e9 il devastatore di Moab sale contro di te, distrugge le tue fortezze.\n48:19 O tu che abiti in Aroer, fermati per la strada, e guarda; interroga il fuggiasco e colei che scampa, e di\u2019: \"Che \u00e8 successo?\"\n48:20 Moab \u00e8 coperto d\u2019onta, perch\u00e9 \u00e8 infranto; mandate urli! gridate! annunziate sull\u2019Arnon che Moab \u00e8 devastato!\n48:21 Un castigo \u00e8 venuto sul paese della pianura, sopra Holon, sopra Jahats, su Mefaath,\n48:22 su Dibon, su Nebo, su Beth-Diblathaim,\n48:23 su Kiriathaim, su Beth-Gamul, su Beth-Meon,\n48:24 su Kerioth, su Botsra, su tutte le citt\u00e0 del paese di Moab, lontane e vicine.\n48:25 Il corno di Moab \u00e8 tagliato, il suo braccio \u00e8 spezzato, dice l\u2019Eterno.\n48:26 Inebriatelo, poich\u2019egli s\u2019\u00e8 innalzato contro l\u2019Eterno, e si rotoli Moab nel suo vomito, e diventi anch\u2019egli un oggetto di scherno!\n48:27 Israele non \u00e8 egli stato per te un oggetto di scherno? Era egli forse stato trovato fra i ladri, che ogni volta che parli di lui tu scuoti il capo?\n48:28 Abbandonate le citt\u00e0 e andate a stare nelle rocce, o abitanti di Moab! Siate come le colombe che fanno il lor nido sull\u2019orlo de\u2019 precipizi.\n48:29 Noi abbiamo udito l\u2019orgoglio di Moab, l\u2019orgogliosissimo popolo, la sua arroganza, la sua superbia, la sua fierezza, l\u2019alterigia del suo cuore.\n48:30 Io conosco la sua tracotanza, dice l\u2019Eterno, ch\u2019\u00e8 mal fondata; le sue vanterie non hanno approdato a nulla di stabile.\n48:31 Perci\u00f2, io alzo un lamento su Moab, io do in gridi per tutto Moab; perci\u00f2 si geme per quei di Kir-Heres.\n48:32 O vigna di Sibma, io piango per te pi\u00f9 ancora che per Jazer; i tuoi rami andavan oltre il mare, arrivavano fino al mare di Jazer; il devastatore \u00e8 piombato sui tuoi frutti d\u2019estate e sulla tua vendemmia.\n48:33 La gioia e l\u2019allegrezza sono scomparse dalla fertile campagna e dal paese di Moab; io ho fatto venir meno il vino negli strettoi; non si pigia pi\u00f9 l\u2019uva con gridi di gioia; il grido che s\u2019ode non \u00e8 pi\u00f9 il grido di gioia.\n48:34 Gli alti lamenti di Heshbon giungon fino a Elealeh; si fanno udire fin verso Jahats; da Tsoar fino a Horonaim, fino a Eglath-Sceliscia; perfino le acque di Nimrim son prosciugate.\n48:35 E io far\u00f2 venir meno in Moab, dice l\u2019Eterno, chi salga sull\u2019alto luogo, e chi offra profumi ai suoi d\u00e8i.\n48:36 Perci\u00f2 il mio cuore geme per Moab come gemono i flauti, il mio cuore geme come gemono i flauti per quei di Kir-Heres, perch\u00e9 tutto quello che aveano ammassato \u00e8 perduto.\n48:37 Poich\u00e9 tutte le teste sono rasate, tutte le barbe sono tagliate, su tutte le mani ci son delle incisioni, e sui fianchi, dei sacchi.\n48:38 Su tutti i tetti di Moab e nelle sue piazze, da per tutto, \u00e8 lamento; poich\u00e9 io ho frantumato Moab, come un vaso di cui non si fa stima di sorta, dice l\u2019Eterno.\n48:39 Com\u2019\u00e8 stato infranto! Urlate! Come Moab ha v\u00f2lto vergognosamente le spalle! Come Moab \u00e8 diventato lo scherno e lo spavento di tutti quelli che gli stanno dintorno!\n48:40 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Ecco, il nemico fende l\u2019aria come l\u2019aquila, spiega le sue ali verso Moab.\n48:41 Kerioth \u00e8 presa, le fortezze sono occupate, e il cuore dei prodi di Moab, in quel giorno, \u00e8 come il cuore d\u2019una donna in doglie di parto.\n48:42 Moab sar\u00e0 distrutto, non sar\u00e0 pi\u00f9 popolo, perch\u00e9 s\u2019\u00e8 innalzato contro l\u2019Eterno.\n48:43 Spavento, fossa, laccio ti soprastanno, o abitante di Moab! dice l\u2019Eterno.\n48:44 Chi fugge dinanzi allo spavento, cade nella fossa; chi risale dalla fossa, riman preso ai laccio; perch\u00e9 io fo venire su lui, su Moab, l\u2019anno in cui dovr\u00e0 render conto, dice l\u2019Eterno.\n48:45 All\u2019ombra di Heshbon i fuggiaschi si fermano, spossati; ma un fuoco esce da Heshbon, una fiamma di mezzo a Sihon, che divora i fianchi di Moab, il sommo del capo dei figli del tumulto.\n48:46 Guai a te, o Moab! Il popolo di Kemosh \u00e8 perduto! poich\u00e9 i tuoi figliuoli son portati via in cattivit\u00e0, e in cattivit\u00e0 son menate le tue figliuole.\n48:47 Ma io far\u00f2 tornar Moab dalla cattivit\u00e0 negli ultimi giorni, dice l\u2019Eterno. Fin qui il giudizio su Moab.\n49:1 Riguardo ai figliuoli di Ammon. Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Israele non ha egli figliuoli? Non ha egli erede? Perch\u00e9 dunque Malcom prend\u2019egli possesso di Gad, e il suo popolo abita nelle citt\u00e0 d\u2019esso?\n49:2 Perci\u00f2, ecco, i giorni vengono, dice l\u2019Eterno, ch\u2019io far\u00f2 udire il grido di guerra contro Rabbah de\u2019 figliuoli d\u2019Ammon; essa diventer\u00e0 un mucchio di ruine, le sue citt\u00e0 saranno consumate dal fuoco; allora Israele spodester\u00e0 quelli che l\u2019aveano spodestato, dice l\u2019Eterno.\n49:3 Urla, o Heshbon, poich\u00e9 Ai \u00e8 devastata; gridate, o citt\u00e0 di Rabbah, cingetevi di sacchi, date in lamenti, correte qua e l\u00e0 lungo le chiusure, poich\u00e9 Malcom va in cattivit\u00e0 insieme coi suoi sacerdoti e coi suoi capi.\n49:4 Perch\u00e9 ti glori tu delle tue valli, della tua fertile valle, o figliuola infedele, che confidavi nei tuoi tesori e dicevi: \"Chi verr\u00e0 contro di me?\"\n49:5 Ecco, io ti fo venire addosso da tutti i tuoi dintorni il terrore, dice il Signore, l\u2019Eterno degli eserciti; e voi sarete scacciati, in tutte le direzioni, e non vi sar\u00e0 chi raduni i fuggiaschi.\n49:6 Ma, dopo questo, io trarr\u00f2 dalla cattivit\u00e0 i figliuoli di Ammon, dice l\u2019Eterno.\n49:7 Riguardo a Edom. Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti: Non v\u2019\u00e8 egli pi\u00f9 saviezza in Teman? Gl\u2019intelligenti non sanno essi pi\u00f9 consigliare? La loro saviezza \u00e8 dessa svanita?\n49:8 Fuggite, voltate le spalle, nascondetevi profondamente, o abitanti di Dedan! Poich\u00e9 io fo venire la calamit\u00e0 sopra Esa\u00f9, il tempo della sua punizione.\n49:9 Se de\u2019 vendemmiatori venissero a te non lascerebbero essi dei racimoli? Se de\u2019 ladri venissero a te di notte non guasterebbero pi\u00f9 di quanto a loro bastasse.\n49:10 Ma io nuder\u00f2 Esa\u00f9, scoprir\u00f2 i suoi nascondigli, ed ei non si potr\u00e0 nascondere; la sua prole, i suoi fratelli, i suoi vicini saran distrutti, ed ei non sar\u00e0 pi\u00f9.\n49:11 Lascia i tuoi orfani, io li far\u00f2 vivere, e le tue vedove confidino in me!\n49:12 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Ecco, quelli che non eran destinati a bere la coppa, la dovranno bere; e tu andresti del tutto impunito? Non andrai impunito, tu la berrai certamente.\n49:13 Poich\u00e9 io lo giuro per me stesso, dice l\u2019Eterno, Botsra diverr\u00e0 una desolazione, un obbrobrio, un deserto, una maledizione, e tutte le sue citt\u00e0 saranno delle solitudini eterne.\n49:14 Io ho ricevuto un messaggio dall\u2019Eterno, e un messaggero e stato inviato fra le nazioni: \"Adunatevi, venite contro di lei, levatevi per la battaglia!\"\n49:15 Poich\u00e9, ecco, io ti rendo piccolo fra le nazioni, e sprezzato fra gli uomini.\n49:16 Lo spavento che ispiravi, l\u2019orgoglio del tuo cuore t\u2019han sedotto, o tu che abiti nelle fessure delle rocce, che occupi il sommo delle colline; ma quand\u2019anche tu facessi il tuo nido tant\u2019alto quanto quello dell\u2019aquila, io ti far\u00f2 precipitar di lass\u00f9, dice l\u2019Eterno.\n49:17 E Edom diventer\u00e0 una desolazione; chiunque passer\u00e0 presso di lui rimarr\u00e0 stupito, e si dar\u00e0 a fischiare a motivo di tutte le sue piaghe.\n49:18 Come avvenne al sovvertimento di Sodoma di Gomorra e di tutte le citt\u00e0 a loro vicine, dice l\u2019Eterno, nessuno pi\u00f9 abiter\u00e0 quivi, non vi dimorer\u00e0 pi\u00f9 alcun figliuol d\u2019uomo.\n49:19 Ecco, egli sale come un leone dalle rive lussureggianti del Giordano contro la forte dimora; io ne far\u00f2 fuggire a un tratto Edom, e stabilir\u00f2 su di essa colui che io ho scelto. Poich\u00e9 chi \u00e8 simile a me? Chi m\u2019ordiner\u00e0 di comparire in giudizio? Qual \u00e8 il pastore che possa starmi a fronte?\n49:20 Perci\u00f2, ascoltate il disegno che l\u2019Eterno ha concepito contro Edom, e i pensieri che medita contro gli abitanti di Teman! Certo, saran trascinati via come i pi\u00f9 piccoli del gregge, certo, la loro dimora sar\u00e0 devastata.\n49:21 Al rumore della loro caduta trema la terra; s\u2019ode il loro grido fino al mar Rosso.\n49:22 Ecco, il nemico sale, fende l\u2019aria, come l\u2019aquila, spiega le sue ali verso Botsra; e il cuore dei prodi d\u2019Edom, in quel giorno, \u00e8 come il cuore d\u2019una donna in doglie di parto.\n49:23 Riguardo a Damasco. Hamath e Arpad sono confuse, poich\u00e9 hanno udito una cattiva notizia; vengon meno; \u00e8 un\u2019agitazione come quella del mare, che non pu\u00f2 calmarsi.\n49:24 Damasco divien fiacca, si volta per fuggire, un tremito l\u2019ha c\u00f2lta; angoscia e dolori si sono impadroniti di lei, come di donna che partorisce.\n49:25 \"Come mai non \u00e8 stata risparmiata la citt\u00e0 famosa, la citt\u00e0 della mia gioia?\"\n49:26 Cos\u00ec i suoi giovani cadranno nelle sue piazze, e tutti i suoi uomini di guerra periranno in quel giorno, dice l\u2019Eterno degli eserciti.\n49:27 Ed io appiccher\u00f2 il fuoco alle mura di Damasco, ed esso divorer\u00e0 i palazzi di Ben-Hadad.\n49:28 Riguardo a Kedar e ai regni di Hatsor, che Nebucadnetsar, re di Babilonia, sconfisse. Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Levatevi, salite contro Kedar, distruggete i figliuoli dell\u2019oriente!\n49:29 Le lor tende, i loro greggi saranno presi; saranno portati via i loro padiglioni, tutti i loro bagagli, i loro cammelli; si grider\u00e0 loro: \"Spavento da tutte le parti!\"\n49:30 Fuggite, dileguatevi ben lungi, nascondetevi profondamente, o abitanti di Hatsor, dice l\u2019Eterno; poich\u00e9 Nebucadnetsar, re di Babilonia, ha formato un disegno contro di voi, ha concepito un piano contro di voi.\n49:31 Levatevi, salite contro una nazione che gode pace ed abita in sicurt\u00e0, dice l\u2019Eterno; che non ha n\u00e9 porte n\u00e9 sbarre, e dimora solitaria.\n49:32 Siano i loro cammelli dati in preda, e la moltitudine del loro bestiame diventi bottino! Io disperder\u00f2 a tutti i venti quelli che si tagliano i canti della barba, e far\u00f2 venire la loro calamit\u00e0 da tutte le parti, dice l\u2019Eterno.\n49:33 Hatsor diventer\u00e0 un ricetto di sciacalli una desolazione in perpetuo; nessuno pi\u00f9 abiter\u00e0 quivi, non vi dimorer\u00e0 pi\u00f9 alcun figliuol d\u2019uomo.\n49:34 La parola dell\u2019Eterno che fu rivolta in questi termini al profeta Geremia riguardo ad Elam, al principio del regno di Sedekia, re di Giuda:\n49:35 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti: Ecco, io spezzo l\u2019arco di Elam, la sua principal forza.\n49:36 Io far\u00f2 venire contro Elam i quattro venti dalle quattro estremit\u00e0 del cielo; li disperder\u00f2 a tutti quei venti, e non ci sar\u00e0 nazione, dove non arrivino de\u2019 fuggiaschi d\u2019Elam.\n49:37 Render\u00f2 gli Elamiti spaventati dinanzi ai loro nemici, e dinanzi a quelli che cercan la loro vita; far\u00f2 piombare su loro la calamit\u00e0, la mia ira ardente, dice l\u2019Eterno; mander\u00f2 la spada ad inseguirli, finch\u2019io non li abbia consumati.\n49:38 E metter\u00f2 il mio trono in Elam, e ne far\u00f2 perire i re ed i capi, dice l\u2019Eterno.\n49:39 Ma negli ultimi giorni avverr\u00e0 ch\u2019io trarr\u00f2 Elam dalla cattivit\u00e0, dice l\u2019Eterno.\n50:1 Parola che l\u2019Eterno pronunzi\u00f2 riguardo a Babilonia, riguardo al paese de\u2019 Caldei, per mezzo del profeta Geremia:\n50:2 Annunziatelo fra le nazioni, proclamatelo, issate una bandiera, proclamatelo, non lo celate! Dite: \"Babilonia \u00e8 presa! Bel \u00e8 coperto d\u2019onta, Merodac \u00e8 infranto! le sue immagini son coperte d\u2019onta; i suoi idoli, infranti!\"\n50:3 Poich\u00e9 dal settentrione sale contro di lei una nazione che ne ridurr\u00e0 il paese in un deserto, e non vi sar\u00e0 pi\u00f9 alcuno che abiti in lei; uomini e bestie fuggiranno, se n\u2019andranno.\n50:4 In que\u2019 giorni, in quel tempo, dice l\u2019Eterno, i figliuoli d\u2019Israele e i figliuoli di Giuda torneranno assieme; cammineranno piangendo, e cercheranno l\u2019Eterno, il loro Dio.\n50:5 Domanderanno qual \u00e8 la via di Sion, volgeranno le loro facce in direzione d\u2019essa, e diranno: \"Venite, unitevi all\u2019Eterno con un patto eterno, che non si dimentichi pi\u00f9!\"\n50:6 Il mio popolo era un gregge di pecore smarrite; i loro pastori le aveano sviate, sui monti dell\u2019infedelt\u00e0; esse andavano di monte in colle, avean dimenticato il luogo del loro riposo.\n50:7 Tutti quelli che le trovavano, le divoravano; e i loro nemici dicevano: \"Noi non siamo colpevoli, poich\u2019essi han peccato contro l\u2019Eterno, dimora della giustizia, contro l\u2019Eterno, speranza de\u2019 loro padri\".\n50:8 Fuggite di mezzo a Babilonia, uscite dal paese de\u2019 Caldei, e siate come de\u2019 capri davanti al gregge!\n50:9 Poich\u00e9, ecco, io suscito e fo salire contro Babilonia un\u2019adunata di grandi nazioni dal paese del settentrione, ed esse si schiereranno contro di lei; e da quel lato sar\u00e0 presa. Le loro frecce son come quelle d\u2019un valente arciere; nessuna d\u2019esse ritorna a vuoto.\n50:10 E la Caldea sar\u00e0 depredata; tutti quelli che la prederanno saranno saziati, dice l\u2019Eterno.\n50:11 S\u00ec, gioite, s\u00ec, rallegratevi, o voi che avete saccheggiato la mia eredit\u00e0, s\u00ec, saltate come una giovenca che trebbia il grano, nitrite come forti destrieri!\n50:12 La madre vostra \u00e8 tutta coperta d\u2019onta, colei che v\u2019ha partoriti, arrossisce; ecco, essa \u00e8 l\u2019ultima delle nazioni, un deserto, una terra arida, una solitudine.\n50:13 A motivo dell\u2019ira dell\u2019Eterno non sar\u00e0 pi\u00f9 abitata, sar\u00e0 una completa solitudine; chiunque passer\u00e0 presso a Babilonia rimarr\u00e0 stupito, e fischier\u00e0 per tutte le sue piaghe.\n50:14 Schieratevi contro Babilonia d\u2019ogn\u2019intorno, o voi tutti che tirate d\u2019arco! Tirate contro di lei, non risparmiate le frecce! poich\u2019essa ha peccato contro l\u2019Eterno.\n50:15 Levate contro di lei il grido di guerra, d\u2019ogn\u2019intorno; ella si arrende; le sue colonne cadono, le sue mura crollano, perch\u00e9 questa \u00e8 la vendetta dell\u2019Eterno! Vendicatevi di lei! Fate a lei com\u2019essa ha fatto!\n50:16 Sterminate da Babilonia colui che semina, e colui che maneggia la falce al tempo della m\u00e8sse. Per scampare alla spada micidiale ritorni ciascuno al suo popolo, fugga ciascuno verso il proprio paese!\n50:17 Israele \u00e8 una pecora smarrita, a cui de\u2019 leoni han dato la caccia; il re d\u2019Assiria, pel primo, l\u2019ha divorata; e quest\u2019ultimo, Nebucadnetsar, re di Babilonia, le ha frantumate le ossa.\n50:18 Perci\u00f2 cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: Ecco, io punir\u00f2 il re di Babilonia e il suo paese, come ho punito il re d\u2019Assiria.\n50:19 E ricondurr\u00f2 Israele ai suoi pascoli; egli pasturer\u00e0 al Carmel e in Basan, e l\u2019anima sua si sazier\u00e0 sui colli d\u2019Efraim e in Galaad.\n50:20 In quei giorni, in quel tempo, dice l\u2019Eterno, si cercher\u00e0 l\u2019iniquit\u00e0 d\u2019Israele, ma essa non sar\u00e0 pi\u00f9, e i peccati di Giuda, ma non si troveranno; poich\u00e9 io perdoner\u00f2 a quelli che avr\u00f2 lasciati di resto.\n50:21 Sali contro il paese di Merathaim e contro gli abitanti di Pekod! Inseguili colla spada, votali allo sterminio, dice l\u2019Eterno, e fa\u2019 esattamente come io t\u2019ho comandato!\n50:22 S\u2019ode nel paese un grido di guerra, e grande \u00e8 il disastro.\n50:23 Come mai s\u2019\u00e8 rotto, s\u2019\u00e8 spezzato il martello di tutta la terra? Come mai Babilonia \u00e8 divenuta una desolazione fra le nazioni?\n50:24 Io t\u2019ho teso un laccio, e tu, o Babilonia, vi sei stata presa, senza che te n\u2019accorgessi; sei stata trovata, ed arrestata, perch\u00e9 ti sei messa in guerra contro l\u2019Eterno.\n50:25 L\u2019Eterno ha aperto la sua armeria, e ha tratto fuori le armi della sua indignazione; poich\u00e9 questa \u00e8 un\u2019opera che il Signore, l\u2019Eterno degli eserciti, ha da compiere nel paese de\u2019 Caldei.\n50:26 Venite contro a lei da tutte le parti, aprite i suoi granai, ammucchiatela come tante mannelle, votatela allo sterminio, che nulla ne resti!\n50:27 Uccidete tutti i suoi tori, fateli scendere al macello! Guai a loro! poich\u00e9 il loro giorno \u00e8 giunto, il giorno della loro visitazione.\n50:28 S\u2019ode la voce di quelli che fuggono, che scampano dal paese di Babilonia per annunziare in Sion la vendetta dell\u2019Eterno, del nostro Dio, la vendetta del suo tempio.\n50:29 Convocate contro Babilonia gli arcieri, tutti quelli che tirano d\u2019arco; accampatevi contro a lei d\u2019ogn\u2019intorno, nessuno ne scampi; rendetele secondo le sue opere, fate interamente a lei com\u2019ella ha fatto; poich\u2019ella \u00e8 stata arrogante contro l\u2019Eterno, contro il Santo d\u2019Israele.\n50:30 Perci\u00f2 i suoi giovani cadranno nelle sue piazze, e tutti i suoi uomini di guerra periranno in quel giorno, dice l\u2019Eterno.\n50:31 Eccomi a te, o arrogante, dice il Signore, l\u2019Eterno degli eserciti; poich\u00e9 il tuo giorno \u00e8 giunto, il tempo ch\u2019io ti visiter\u00f2.\n50:32 L\u2019arrogante vaciller\u00e0, cadr\u00e0, e non vi sar\u00e0 chi lo rialzi; e io appiccher\u00f2 il fuoco alle sue citt\u00e0, ed esso divorer\u00e0 tutti i suoi dintorni.\n50:33 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti: I figliuoli d\u2019Israele e i figliuoli di Giuda sono oppressi insieme; tutti quelli che li han menati in cattivit\u00e0 li tengono, e rifiutano di lasciarli andare.\n50:34 Il loro vindice \u00e8 forte; ha nome l\u2019Eterno degli eserciti; certo egli difender\u00e0 la loro causa, dando requie alla terra e gettando lo scompiglio fra gli abitanti di Babilonia.\n50:35 La spada sovrasta ai Caldei, dice l\u2019Eterno, agli abitanti di Babilonia, ai suoi capi, ai suoi savi.\n50:36 La spada sovrasta ai millantatori, che risulteranno insensati; la spada sovrasta ai suoi prodi, che saranno atterriti;\n50:37 la spada sovrasta ai suoi cavalli, ai suoi carri, a tutta l\u2019accozzaglia di gente ch\u2019\u00e8 in mezzo a lei, la quale diventer\u00e0 come tante donne; la spada sovrasta ai suoi tesori, che saran saccheggiati.\n50:38 La siccit\u00e0 sovrasta alle sue acque, che saran prosciugate, poich\u00e9 \u00e8 un paese d\u2019immagini scolpite, vanno in delirio per quegli spauracchi dei loro idoli.\n50:39 Perci\u00f2 gli animali del deserto con gli sciacalli si stabiliranno quivi, e vi si stabiliranno gli struzzi; nessuno vi dimorer\u00e0 pi\u00f9 in perpetuo, non sar\u00e0 pi\u00f9 abitata d\u2019et\u00e0 in et\u00e0.\n50:40 Come avvenne quando Dio sovvert\u00ec Sodoma, Gomorra, e le citt\u00e0 loro vicine, dice l\u2019Eterno, nessuno pi\u00f9 abiter\u00e0 quivi, non vi dimorer\u00e0 pi\u00f9 alcun figliuol d\u2019uomo.\n50:41 Ecco, un popolo viene dal settentrione; una grande nazione e molti re sorgono dalle estremit\u00e0 della terra.\n50:42 Essi impugnano l\u2019arco ed il dardo; son crudeli, non hanno piet\u00e0; la loro voce \u00e8 come il muggito del mare; montan cavalli; son pronti a combattere come un solo guerriero, contro di te, o figliuola di Babilonia!\n50:43 Il re di Babilonia n\u2019ode la fama, e le sue mani s\u2019illanguidiscono; l\u2019angoscia lo coglie, un dolore come di donna che partorisce.\n50:44 Ecco, egli sale come un leone dalle rive lussureggianti del Giordano contro la forte dimora; io ne far\u00f2 fuggire ad un tratto gli abitanti e stabilir\u00f2 su di essa colui che io ho scelto. Poich\u00e9 chi \u00e8 simile a me? chi m\u2019ordiner\u00e0 di comparire in giudizio? Qual \u00e8 il pastore che possa starmi a fronte?\n50:45 Perci\u00f2, ascoltate il disegno che l\u2019Eterno ha concepito contro Babilonia, e i pensieri che medita contro il paese de\u2019 Caldei! Certo, saran trascinati via come i pi\u00f9 piccoli del gregge, certo, la loro dimora sar\u00e0 devastata.\n50:46 Al rumore della presa di Babilonia trema la terra, e se n\u2019ode il grido fra le nazioni.\n51:1 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Ecco, io faccio levare contro Babilonia e contro gli abitanti di questo paese, ch\u2019\u00e8 il cuore de\u2019 miei nemici, un vento distruttore.\n51:2 E mando contro Babilonia degli stranieri che la ventoleranno, e vuoteranno il suo paese; poich\u00e9, nel giorno della calamit\u00e0, piomberanno su di lei da tutte le parti.\n51:3 Tenda l\u2019arciere il suo arco contro chi tende l\u2019arco, e contro chi s\u2019erge fieramente nella sua corazza! Non risparmiate i suoi giovani, votate allo sterminio tutto il suo esercito!\n51:4 Cadano uccisi nel paese de\u2019 Caldei, crivellati di ferite per le vie di Babilonia!\n51:5 Poich\u00e9 Israele e Giuda non son vedovati del loro Dio, dell\u2019Eterno degli eserciti; e il paese de\u2019 Caldei \u00e8 pieno di colpe contro il Santo d\u2019Israele.\n51:6 Fuggite di mezzo a Babilonia, e salvi ognuno la sua vita, guardate di non perire per l\u2019iniquit\u00e0 di lei! Poich\u00e9 questo \u00e8 il tempo della vendetta dell\u2019Eterno; egli le d\u00e0 la sua retribuzione.\n51:7 Babilonia era nelle mani dell\u2019Eterno una coppa d\u2019oro, che inebriava tutta la terra; le nazioni han bevuto del suo vino, perci\u00f2 le nazioni son divenute deliranti.\n51:8 A un tratto Babilonia \u00e8 caduta, \u00e8 frantumata. Mandato su di lei alti lamenti, prendete del balsamo pel suo dolore; forse guarir\u00e0!\n51:9 Noi abbiam voluto guarire Babilonia, ma essa non \u00e8 guarita; abbandonatela, e andiamocene ognuno al nostro paese; poich\u00e9 la sua punizione arriva sino al cielo, s\u2019innalza fino alle nuvole.\n51:10 L\u2019Eterno ha prodotto in luce la giustizia della nostra causa: venite, raccontiamo in Sion l\u2019opera dell\u2019Eterno, del nostro Dio.\n51:11 Forbite le saette, imbracciate gli scudi! L\u2019Eterno ha eccitato lo spirito dei re dei Medi, perch\u00e9 il suo disegno contro Babilonia \u00e8 di distruggerla; poich\u00e9 questa \u00e8 la vendetta dell\u2019Eterno, la vendetta del suo tempio.\n51:12 Alzate la bandiera contro le mura di Babilonia! Rinforzate le guardie, ponete le sentinelle, preparate gli agguati! Poich\u00e9 l\u2019Eterno ha divisato e gi\u00e0 mette ad effetto ci\u00f2 che ha detto contro gli abitanti di Babilonia.\n51:13 O tu che abiti in riva alle grandi acque, tu che abbondi di tesori, la tua fine \u00e8 giunta, il termine delle tue rapine!\n51:14 L\u2019Eterno degli eserciti l\u2019ha giurato per se stesso: S\u00ec, certo, io t\u2019empir\u00f2 d\u2019uomini come di locuste ed essi leveranno contro di te gridi di trionfo.\n51:15 Egli, con la sua potenza, ha fatto la terra, con la sua sapienza ha stabilito fermamente il mondo; con la sua intelligenza ha disteso i cieli.\n51:16 Quando fa udire la sua voce, v\u2019\u00e8 un rumor d\u2019acque nel cielo, ei fa salire i vapori dalle estremit\u00e0 della terra, fa guizzare i lampi per la pioggia e trae il vento dai suoi serbatoi;\n51:17 ogni uomo allora diventa stupido, privo di conoscenza, ogni orafo ha vergogna delle sue immagini scolpite; perch\u00e9 le sue immagini fuse sono una menzogna, e non v\u2019\u00e8 soffio vitale in loro.\n51:18 Sono vanit\u00e0, lavoro d\u2019inganno; nel giorno del castigo, periranno.\n51:19 A loro non somiglia Colui ch\u2019\u00e8 la parte di Giacobbe; perch\u00e9 Egli \u00e8 quel che ha formato tutte le cose, e Israele \u00e8 la trib\u00f9 della sua eredit\u00e0. Il suo nome \u00e8 l\u2019Eterno degli eserciti.\n51:20 O Babilonia, tu sei stata per me un martello, uno strumento di guerra; con te ho schiacciato le nazioni, con te ho distrutto i regni;\n51:21 con te ho schiacciato cavalli e cavalieri, con te ho schiacciato i carri e chi vi stava sopra;\n51:22 con te ho schiacciato uomini e donne, con te ho schiacciato vecchi e bambini, con te ho schiacciato giovani e fanciulle;\n51:23 con te ho schiacciato i pastori e i lor greggi, con te ho schiacciato i lavoratori e i lor buoi aggiogati; con te ho schiacciato governatori e magistrati.\n51:24 Ma, sotto gli occhi vostri, io render\u00f2 a Babilonia e a tutti gli abitanti della Caldea tutto il male che han fatto a Sion, dice l\u2019Eterno.\n51:25 Eccomi a te, o montagna di distruzione, dice l\u2019Eterno; a te che distruggi tutta la terra! Io stender\u00f2 la mia mano su di te, ti rotoler\u00f2 gi\u00f9 dalle rocce, e far\u00f2 di te una montagna bruciata.\n51:26 E da te non si trarr\u00e0 pi\u00f9 pietra angolare, n\u00e9 pietre da fondamenta; ma tu sarai una desolazione perpetua, dice l\u2019Eterno.\n51:27 Issate una bandiera sulla terra! Sonate la tromba fra le nazioni! Preparate le nazioni contro di lei, chiamate a raccolta contro di lei i regni d\u2019Ararat, di Minni e d\u2019Ashkenaz! Costituite contro di lei de\u2019 generali! Fate avanzare i cavalli come locuste dalle ali ritte.\n51:28 Preparate contro di lei le nazioni, i re di Media, i suoi governatori, tutti i suoi magistrati, e tutti i paesi de\u2019 suoi domini.\n51:29 La terra trema, \u00e8 in doglia, perch\u00e9 i disegni dell\u2019Eterno contro Babilonia s\u2019effettuano: di ridurre il paese di Babilonia in un deserto senz\u2019abitanti.\n51:30 I prodi di Babilonia cessan di combattere; se ne stanno nelle loro fortezze; la loro bravura \u00e8 venuta meno, son come donne; le sue abitazioni sono in fiamme, le sbarre delle sue porte sono spezzate.\n51:31 Un corriere incrocia l\u2019altro, un messaggero incrocia l\u2019altro, per annunziare al re di Babilonia che la sua citt\u00e0 \u00e8 presa da ogni lato,\n51:32 che i guadi son occupati, che le paludi sono in preda alle fiamme, che gli uomini di guerra sono allibiti.\n51:33 Poich\u00e9 cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti, l\u2019Iddio d\u2019Israele: La figliuola di Babilonia \u00e8 come un\u2019aia al tempo in cui la si trebbia; ancora un poco, e verr\u00e0 per lei il tempo della mietitura.\n51:34 Nebucadnetsar, re di Babilonia, ci ha divorati, ci ha schiacciati, ci ha posti l\u00e0 come un vaso vuoto; ci ha inghiottiti come un dragone; ha empito il suo ventre con le nostre delizie, ci ha cacciati via.\n51:35 \"La violenza che m\u2019\u00e8 fatta e la mia carne ricadano su Babilonia\", dir\u00e0 l\u2019abitante di Sion; \"Il mio sangue ricada sugli abitanti di Caldea\", dir\u00e0 Gerusalemme.\n51:36 Perci\u00f2, cos\u00ec parla l\u2019Eterno: Ecco, io difender\u00f2 la tua causa, e far\u00f2 la tua vendetta! Io prosciugher\u00f2 il suo mare, disseccher\u00f2 la sua sorgente,\n51:37 e Babilonia diventer\u00e0 un monte di ruine, un ricetto di sciacalli, un oggetto di stupore e di scherno, un luogo senz\u2019abitanti.\n51:38 Essi ruggiranno assieme come leoni, grideranno come piccini di leonesse.\n51:39 Quando saranno riscaldati, dar\u00f2 loro da bere, li inebrier\u00f2 perch\u00e9 stiano allegri, e poi s\u2019addormentino d\u2019un sonno perpetuo, e non si risveglino pi\u00f9, dice l\u2019Eterno.\n51:40 Io li far\u00f2 scendere al macello come agnelli, come montoni, come capri.\n51:41 Come mai \u00e8 stata presa Sceshac, ed \u00e8 stata conquistata colei ch\u2019era il vanto di tutta la terra? Come mai Babilonia \u00e8 ella diventata una desolazione fra le nazioni?\n51:42 Il mare \u00e8 salito su Babilonia; essa \u00e8 stata coperta dal tumulto de\u2019 suoi flutti.\n51:43 Le sue citt\u00e0 son diventate una desolazione, una terra arida, un deserto, un paese dove non abita alcuno, per dove non passa alcun figliuol d\u2019uomo.\n51:44 Io punir\u00f2 Bel in Babilonia, e gli trarr\u00f2 di gola ci\u00f2 che ha trangugiato, e le nazioni non affluiranno pi\u00f9 a lui; perfin le mura di Babilonia son cadute.\n51:45 O popolo mio, uscite di mezzo a lei, e salvi ciascuno la sua vita d\u2019innanzi all\u2019ardente ira dell\u2019Eterno!\n51:46 Il vostro cuore non s\u2019avvilisca, e non vi spaventate delle voci che s\u2019udranno nel paese; poich\u00e9 un anno correr\u00e0 una voce, e l\u2019anno seguente correr\u00e0 un\u2019altra voce; vi sar\u00e0 nel paese violenza, dominatore contro dominatore.\n51:47 Perci\u00f2, ecco, i giorni vengono ch\u2019io far\u00f2 giustizia delle immagini scolpite di Babilonia, e tutto il suo paese sar\u00e0 coperto d\u2019onta, e tutti i suoi feriti a morte cadranno in mezzo a lei.\n51:48 E i cieli, la terra, e tutto ci\u00f2 ch\u2019\u00e8 in essi, giubileranno su Babilonia, perch\u00e9 i devastatori piomberanno su lei dal settentrione, dice l\u2019Eterno.\n51:49 Come Babilonia ha fatto cadere i feriti a morte d\u2019Israele, cos\u00ec in Babilonia cadranno i feriti a morte di tutto il paese.\n51:50 O voi che siete scampati dalla spada, partite, non vi fermate, ricordatevi da lungi dell\u2019Eterno, e Gerusalemme vi ritorni in cuore!\n51:51 Noi eravamo coperti d\u2019onta all\u2019udire gli oltraggi, la vergogna ci copriva la faccia, perch\u00e9 gli stranieri eran venuti nel santuario della casa dell\u2019Eterno.\n51:52 Perci\u00f2, ecco, i giorni vengono, dice l\u2019Eterno, ch\u2019io far\u00f2 giustizia delle sue immagini scolpite, e in tutto il suo paese gemeranno i feriti a morte.\n51:53 Quand\u2019anche Babilonia s\u2019elevasse fino al cielo, quand\u2019anche rendesse inaccessibili i suoi alti baluardi, le verranno da parte mia dei devastatori, dice l\u2019Eterno.\n51:54 Giunge da Babilonia un grido, la notizia d\u2019un gran disastro dalla terra de\u2019 Caldei.\n51:55 Poich\u00e9 l\u2019Eterno devasta Babilonia, e fa cessare il suo grande rumore; le onde dei devastatori muggono come grandi acque, se ne ode il fracasso;\n51:56 poich\u00e9 il devastatore piomba su lei, su Babilonia, i suoi prodi son presi, i loro archi spezzati, giacch\u00e9 l\u2019Eterno \u00e8 l\u2019Iddio delle retribuzioni, non manca di rendere ci\u00f2 ch\u2019\u00e8 dovuto.\n51:57 Io inebrier\u00f2 i suoi capi e i suoi savi, i suoi governatori, i suoi magistrati, i suoi prodi, ed essi s\u2019addormenteranno d\u2019un sonno eterno, e non si risveglieranno pi\u00f9, dice il Re, che ha nome l\u2019Eterno degli eserciti.\n51:58 Cos\u00ec parla l\u2019Eterno degli eserciti: Le larghe mura di Babilonia saranno spianate al suolo, le sue alte porte saranno incendiate, sicch\u00e9 i popoli avran lavorato per nulla, le nazioni si saranno stancate per il fuoco.\n51:59 Ordine dato dal profeta Geremia a Seraia, figliuolo di Neria, figliuolo di Mahaseia, quando si rec\u00f2 a Babilonia con Sedekia, re di Giuda, il quarto anno del regno di Sedekia. Seraia era capo dei ciambellani.\n51:60 Geremia scrisse in un libro tutto il male che doveva accadere a Babilonia, cio\u00e8 tutte queste parole che sono scritte riguardo a Babilonia.\n51:61 E Geremia disse a Seraia: \"Quando sarai arrivato a Babilonia, avrai cura di leggere tutte queste parole,\n51:62 e dirai: O Eterno, tu hai detto di questo luogo che lo avresti distrutto, s\u00ec che non sarebbe pi\u00f9 abitato n\u00e9 da uomo, n\u00e9 da bestia, e che sarebbe ridotto in una desolazione perpetua.\n51:63 E quando avrai finito di leggere questo libro, tu vi legherai una pietra, lo getterai in mezzo all\u2019Eufrate,\n51:64 e dirai: Cos\u00ec affonder\u00e0 Babilonia, e non si rialzer\u00e0 pi\u00f9, a motivo del male ch\u2019io faccio venire su di lei; cadr\u00e0 esausta\". Fin qui, le parole di Geremia.\n52:1 Sedekia avea ventun anni quando cominci\u00f2 a regnare, e regn\u00f2 a Gerusalemme undici anni. Sua madre si chiamava Hamutal, figliuola di Geremia da Libna.\n52:2 Egli fece ci\u00f2 ch\u2019\u00e8 male agli occhi dell\u2019Eterno, in tutto e per tutto come avea fatto Joiakim.\n52:3 E a causa dell\u2019ira dell\u2019Eterno contro Gerusalemme e Giuda, le cose arrivarono al punto che l\u2019Eterno li cacci\u00f2 dalla sua presenza. E Sedekia si ribell\u00f2 al re di Babilonia.\n52:4 L\u2019anno nono del regno di Sedekia, il decimo giorno del decimo mese, Nebucadnetsar, re di Babilonia, venne con tutto il suo esercito contro Gerusalemme; s\u2019accamp\u00f2 contro di lei, e la circond\u00f2 di posti fortificati.\n52:5 E la citt\u00e0 fu assediata fino all\u2019undecimo anno del re Sedekia.\n52:6 Il nono giorno del quarto mese, la carestia era grave nella citt\u00e0; e non c\u2019era pi\u00f9 pane per il popolo del paese.\n52:7 Allora fu fatta una breccia alla citt\u00e0, e tutta la gente di guerra fugg\u00ec uscendo di notte dalla citt\u00e0, per la via della porta fra le due mura, in prossimit\u00e0 del giardino del re, mentre i Caldei stringevano la citt\u00e0 da ogni parte; e i fuggiaschi presero la via della pianura;\n52:8 ma l\u2019esercito dei Caldei insegu\u00ec il re, raggiunse Sedekia nelle pianure di Gerico, e tutto l\u2019esercito di lui si disperse e l\u2019abbandon\u00f2.\n52:9 Allora i Caldei presero il re, e lo condussero al re di Babilonia a Ribla nel paese di Hamath; ed egli pronunzi\u00f2 la sua sentenza contro di lui.\n52:10 Il re di Babilonia fece scannare i figliuoli di Sedekia in presenza di lui; fece pure scannare tutti i capi di Giuda a Ribla.\n52:11 Poi fece cavar gli occhi a Sedekia; e il re di Babilonia lo fece incatenare con una doppia catena di rame e lo men\u00f2 a Babilonia, e lo mise in prigione, dove rimase fino al giorno della sua morte.\n52:12 Or il decimo giorno del quinto mese era il diciannovesimo anno di Nebucadnetsar, re di Babilonia Nebuzaradan, capitano della guardia del corpo, al servizio del re di Babilonia, giunse a Gerusalemme,\n52:13 e arse la casa dell\u2019Eterno e la casa del re, diede alle fiamme tutte le case di Gerusalemme, e arse tutte le case ragguardevoli.\n52:14 E tutto l\u2019esercito dei Caldei ch\u2019era col capitano della guardia atterr\u00f2 da tutte le parti le mura di Gerusalemme.\n52:15 Nebuzaradan, capitano della guardia, men\u00f2 in cattivit\u00e0 una parte de\u2019 pi\u00f9 poveri del popolo, i superstiti ch\u2019erano rimasti nella citt\u00e0, i fuggiaschi che s\u2019erano arresi al re di Babilonia, e il resto della popolazione.\n52:16 Ma Nebuzaradan, capitano della guardia, lasci\u00f2 alcuni dei pi\u00f9 poveri del paese a coltivar le vigne ed i campi.\n52:17 I Caldei spezzarono le colonne di rame ch\u2019erano nella casa dell\u2019Eterno, le basi, il mar di rame ch\u2019era nella casa dell\u2019Eterno, e ne portaron via il rame a Babilonia.\n52:18 Presero le pignatte, le palette, i coltelli, i bacini, le coppe, e tutti gli utensili di rame coi quali si faceva il servizio.\n52:19 Il capo della guardia prese pure le coppe, i bracieri, i bacini, le pignatte, i candelabri, le tazze e i calici, l\u2019oro di ci\u00f2 ch\u2019era d\u2019oro e l\u2019argento di ci\u00f2 ch\u2019era d\u2019argento.\n52:20 Quanto alle due colonne, al mare e ai dodici buoi di rame che servivano di base e che Salomone avea fatti per la casa dell\u2019Eterno, il rame di tutti questi oggetti aveva un peso incalcolabile.\n52:21 L\u2019altezza di una di queste colonne era di diciotto cubiti, e a misurarla in giro ci voleva un filo di dodici cubiti; aveva uno spessore di quattro dita, ed era vuota;\n52:22 e v\u2019era su un capitello di rame; e l\u2019altezza d\u2019ogni capitello era di cinque cubiti; attorno al capitello v\u2019erano un reticolato e delle melagrane, ogni cosa di rame; lo stesso era della seconda colonna, adorna pure di melagrane.\n52:23 V\u2019erano novantasei melagrane da ogni lato, e tutte le melagrane attorno al reticolato ammontavano a cento.\n52:24 Il capitano della guardia prese Seraia, il sommo sacerdote, Sofonia, il secondo sacerdote, e i tre custodi della soglia,\n52:25 e prese nella citt\u00e0 un eunuco che comandava la gente di guerra, sette uomini di fra i consiglieri intimi del re che furon trovati nella citt\u00e0, il segretario del capo dell\u2019esercito che arruolava il popolo del paese, e sessanta privati che furono anch\u2019essi trovati nella citt\u00e0.\n52:26 Nebuzaradan, capitano della guardia, li prese e li condusse al re di Babilonia a Ribla,\n52:27 e il re di Babilonia li fece colpire e mettere a morte a Ribla, nel paese di Hamath.\n52:28 Cos\u00ec Giuda fu menato in cattivit\u00e0 lungi dal suo paese. Questo \u00e8 il popolo che Nebucadnetsar men\u00f2 in cattivit\u00e0: il settimo anno, tremila ventitre Giudei;\n52:29 il diciottesimo anno del suo regno, men\u00f2 in cattivit\u00e0 da Gerusalemme ottocento trentadue persone;\n52:30 il ventitreesimo anno di Nebucadnetsar, Nebuzaradan, capitano della guardia, men\u00f2 in cattivit\u00e0 settecento quarantacinque Giudei: in tutto, quattromila seicento persone.\n52:31 Il trentasettesimo anno della cattivit\u00e0 di Joiakin, re di Giuda, il venticinquesimo giorno del dodicesimo mese, Evil-Merodac, re di Babilonia, l\u2019anno stesso che cominci\u00f2 a regnare, fece grazia a Joiakin, re di Giuda, e lo trasse di prigione;\n52:32 gli parl\u00f2 benignamente, e mise il trono d\u2019esso pi\u00f9 in alto di quello degli altri re ch\u2019eran con lui a Babilonia.\n52:33 Gli fece mutare i suoi vestiti di prigione; e Joiakin mangi\u00f2 sempre a tavola con lui per tutto il tempo ch\u2019ei visse.\n52:34 E quanto al suo mantenimento, durante tutto il tempo che visse, esso gli fu dato del continuo da parte del re di Babilonia, giorno per giorno, fino al giorno della sua morte.","title":"Italian Bible: Jeremiah","type":"page"}
